Un moto di popolo per una vertenza del Lazio Meridionale
| Vita Politica - In Provincia e nel Lazio |
Intervista di Laura Collinoli a Ermisio Mazzocchi del Pd – La Provincia 8 giu 2010 - D. Lavoro, salute, formazione... non vi siete allontanati troppo dalle tematiche che interessano la gente?
R. Qualche riflessione occorre farla. Per un'azione politica efficace dobbiamo avere presente la dimensione della crisi del Lazio: 200mila disoccupati, 600mila iscritti ai centri per l'impiego, 80mila lavoratori in C.I., 21mila in mobilità.
La provincia di Frosinone non è da meno. Il settore industriale perde consistenza e posti di lavoro. La situazione attuale della FIAT ha già comportato la riduzione di 500 posti di lavoro a Piediomonte S. Germano. Le sue prospettive di raddoppio della produzione in Italia, previste da Marchionne con pesanti limitazioni ai diritti dei lavoratori, non sappiamo in che misura riguardano questo stabilimento. E non è chiaro come tutto questo ricade sull'indotto, ampiamente finanziato dalla giunta di centro-sinistra. La Videocon, se va in porto l'accordo con la società libanese-canadese, perde circa 500 posti di lavoro. La scuola per i tagli della finanziaria perde altri 500 insegnanti. La C.I. imperversa con 2.500 lavoratori in deroga per un totale di 15.000 lavoratori in cassa integrazione. Gli iscritti ai centri dell'impiego son 85.000. Tolti i pensionati che sono 120.000 con una pensione in media di euro 670, e i ragazzi in età scolastica, uno su tre non lavora nella provincia di Frosinone. Dati allarmanti per altri settori, come quello dell'edilizia fortemente in sofferenza e la piccola media impresa soffocata e senza prospettiva con le scelte della finanziaria. Non ultimo per importanza è che la legalità è minata da una presenza della criminalità organizzata che investe molte su le attività economiche tanto che la nostra provincia è una di quelle più inquinate dell'Italia.
D. Come si fronteggia questa situazione?
R. Penso che un ruolo importante spetti alle istituzioni, partendo da una concertazione tra i diversi livelli di rappresentanza per arrivare alla regione, sino all'Unione europea. La proposta di CGIL-CISL-UIL provinciale rivolta alle istituzioni e ad altri per arrivare a un protocollo di intesa per fronteggiare la crisi e gli effetti della finanziaria, è un fatto positivo, anche se le risposte di disponibilità sono scarse. Ma la politica deve fare la sua parte e noi del PD faremo la nostra, per costruire un vasto movimento di consenso per evitare il fallimento di una occasione di ripresa dell'economia provinciale.
D. ....e la Provincia?
R. Ritengo che debba assumere un ruolo centrale. Ma l'attuale governo di centro-destra deve attivare atti concreti su temi su cui ci sono ritardi enormi. Come per citare alcuni, il reddito minimo garantito, il Bando della formazione per l'attivazione dei corsi, il rimborso degli abbonamenti per studenti, l'attività delle politiche giovanili. Temi su cui il PD incalza la giunta così come abbiamo fatto per la sanità con gli interventi e le richieste di Cinelli e Costanzo.
D. Il centro-sinistra sembra un po' assente.
R. La risposta alla crisi ha bisogno di un supporto di un movimento di popolo che metta insieme gli obiettivi dei sindacati e delle associazioni per ottenere risultati concreti. Le forze del centro-sinistra devono moltiplicare il loro impegno per questi obiettivi. Dentro questo schieramento c'è il PD.
D. Il PD ha mantenuto lo spirito con cui è nato? È ancora un'unione di forze riformiste che si incontrano e si confrontano?
R. Il PD è un partito riformista. Un partito in difficoltà per i problemi di unità interna. Sono convinto che la sua unità sia indispensabile per definire obiettivi e funzione nella società. Abbiamo trovato una perfetta sintonia quando da Scalia a Cinelli, da De Angelis a Costanzo si sono assunte posizioni critiche sulla sanità e sulla manovra della finanziaria. Le logiche correntizie si superano affrontando i problemi reali della gente.
D. ....secondo la tua opinione?
R. Sono convinto che abbiamo una crisi strutturale, non contingente, del sistema i cui caratteri distintivi sono la perdita del lavoro che è un valore sociale e costituzionale indispensabile. A fronte di questo il PD provinciale deve essere la guida di un progetto per la ricostruzione dei livelli di occupazione che questa provincia ha perso e rischia di perdere ancora di più. Dobbiamo reimpostare l'impianto della proposta politica per evitare la sporadicità dell'iniziativa e disperderci su più fronti.
D. Un nuovo progetto?
R. In sostanza propongo che il PD si faccia promotore di una "Vertenza del Lazio Meridionale" i cui assi sono: lavoro, sanità, infrastrutture. Inoltre la Provincia convochi il "Comitato provinciale per lo sviluppo".
D. Un PD della "Fenice".
R. Non proprio. Non ci sono solo macerie. Siamo il secondo partito, amministriamo comuni; abbiamo la forza per andare avanti; non siamo scomparsi né orfani come dice ironicamente Umberto Celani. Dobbiamo, questo sì, alzare il livello della nostra qualità politica e allargare la partecipazione di soggetti alla definizione della nostra identità politica, impegnando tutte le nostre risorse per riconquistare credibilità. Altrimenti rischiamo di essere una forza marginale e statica.{jcomments on}
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Ultimo aggiornamento (Venerdì 11 Giugno 2010 09:40)







