Provincia: il dipendente fantasma
| Vita Politica - In Provincia e nel Lazio |
di Denise Compagnone da Il Messaggero 29 mag 2010 - Dai dipendenti-fantasma alla Tosap per gli anni dal '94 al '98 mai riscossa, passando, per il distributore automatico di merendine e interessi che ancora si pagano su mutui mai utilizzati.
Quel che si legge nelle 237 pagine della relazione ed annessi allegati trova risvolti singolari. La storia più eclatante è quella del dipendente-fantasma: per sette anni in carico alla provincia con uno stipendio totale percepito di 184.193,00, prima a palazzo Gramsci, poi alla Saf, ma senza svolgere mai, a quanto pare, una sola giornata di lavoro. Questo dipendente nel 2003 mediante delibera di giunta provinciale sarebbe stato trasferito in servizio presso la Saf. Quando però la provincia, solo nel 2009, e cioè sette anni dopo, ha proceduto a richiedere alla Saf il rimborso degli oneri retributivi la Saf ha contestato la richiesta perché "lo stesso signore ...non ha mai preso servizio, né è mai stato utilizzato presso il detto consorzio". La provincia ha già chiesto spiegazioni al dipendente che avrebbe risposto affermando che in realtà in questi anni ha prestato servizio. Adesso tutto dovrà essere verificato. Passando al resto: tra i residui attivi, in occasione del consuntivo del 2008, c'erano diversi crediti. Tra gli altri un recupero Tosap relativo agli anni '94-'98 con residuo contabilizzato nell'anno 2002, per un importo complessivo di 447.637,62 euro. L'ispettore ministeriale scrive che dopo un esame delle carte che pur non presentano irregolarità, "va comunque tenuto presente che esiste una fisiologica impossibilità per l'ente di riscuotere la totalità delle somme iscritte a ruolo". E poi le merendine: esiste un credito per canone di locazione relativo all'istallazione di distributori automatici presso il Liceo Scientifico di Pontecorvo, con residuo contabilizzato nell'anno 2003 per un importo di 3.718 euro. Provando a chiedere informazioni l'ispettore si è dovuto rivolgere, prima all'ufficio patrimonio, poi all'ufficio edilizia scolastica, poi all'ufficio entrate per essere infine rinviato di nuovo all'ufficio edilizia scolastica. Ma alla fine è venuto fuori che quel credito non è stato più recuperato ed, essendo passati cinque anni, può definirsi prescritto. E ancora: i mutui. Sono 754.600,20 euro i mutui, accesi anche a partire dal 1962, "per i quali l'ente avrebbe potuto procedere a richiedere il residuo di capitale. Di fatto - conclude l'ispettore - l'ente sta pagando gli interessi su tali somme benché le stesse non vengono utilizzate". E in qualche caso si tratterebbe di mutui accesi anche per la semplice manutenzione, cosa resa possibile dalla legge solo nel caso di un complesso di interventi coordinati. Uno, per esempio, di 1.136.205 euro, del 1995, è relativo ad edifici scolastici vari. In questo caso l'intervento, a quanto si legge, "non è mai stato avviato, anche a causa di problemi di coordinamento con il Comune di Frosinone».{jcomments on}
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Ultimo aggiornamento (Venerdì 04 Giugno 2010 11:35)







