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donnanellarete 130contrastoAl Presidente del Consiglio Mario Monti, Al Presidente della Camera Gianfranco Fini, Al Presidente del Senato Renato Schifani, Alla Ministra Elsa Fornero, Alle deputate e alle senatrici di tutti i gruppi parlamentari

Norme efficaci contro le dimissioni in bianco, subito.

Grazie all'impegno delle donne, finalmente è maturata una grandissima condivisione nel dibattito pubblico intorno alla legge contro le dimissioni in bianco, provata dall'accoglienza della nostra iniziativa "188 firme per la legge 188."

Di ciò abbiamo parlato nell'incontro avuto su questo tema con la Ministra Elsa Fornero il 7 febbraio e questo intendiamo continuare a sostenere con la conferenza stampa del 23 febbraio .

Chiediamo norme che prevengano e contrastino l'abuso nei confronti di giovani lavoratrici e giovani lavoratori al momento dell'assunzione quando, capita che venga richiesto loro di firmare una lettera di dimissioni volontarie, definite in bianco perché senza data. La data verrà messa successivamente, per mandare via quella ragazza o quel ragazzo di fronte a una gravidanza, un matrimonio, un infortunio, una lunga malattia o la fine del periodo di incentivi per la loro assunzione.

La legge 188 sulle dimissioni in bianco del 2007, fu presentata in Parlamento con il consenso delle donne di tutto il centro sinistra e del centro destra che insieme presentarono un ordine del giorno, premessa al voto unanime con il quale il disegno di legge fu approvato alla Camera.

Successivamente alla sua abrogazione avvenuta nel giugno del 2008,sono state depositate in Parlamento alcune proposte di legge per definire norme contro le dimissioni in bianco.

Noi donne del sindacato, del giornalismo, della società civile, della politica, noi che abbiamo promosso quella legge nel 2007, chiediamo al Presidente del Consiglio,ai Presidenti di Camera e Senato,alla Ministra Fornero ,alle parlamentari di tutti i gruppi presenti alla Camera e al Senato di assumere un impegno per un intervento legislativo urgente ed efficace contro le dimissioni in bianco.

Roberta Agostini Raffaella Lamberti Serena Sorrentino

Ritanna Armeni Maria Pia Mannino Soana Tortora

Giovanna Casadio Marisa Nicchi Laura Trezza

Titti Di Salvo Liliana Ocmin Sara Ventroni

Mariella Gramaglia Anna Rea

LE DONNE DI CGIL CISL E UIL DI FROSINONE

Bruna Cossero Alessandra Romano Anita Tarquini


 

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Pubblicato in Forum delle Donne

Le donne di "Se non ora quando?" tornano in piazza per chiedere maggiori diritti. Lavoro, famiglia, salute: questi i temi al centro dell'evento che si è tenuto a Roma, in piazza del Popolo, per ribadire l'importanza di merito e competenze al di là del paese di provenienza, del genere e del credo religioso. Artiste, intellettuali, scrittrici, giornaliste, cantanti hanno aderito all'appello da tutta Italia. Se non le donne, chi? Un servizio realizzato da Antonella Andriuolo per Rassegna.it

Pubblicato in Video Raccolta
Domenica, 11 Dicembre 2011 18:39

L'11 dicembre delle donne

se-non-ora-quando 130Cronaca dell'11 dicembre delle donne - Manifestazioni in tutta Italia, con piazza del Popolo a Roma come "cuore" pulsante che si è chiusa con un canto collettivo: le donne sono tornate in piazza e misurandosi con la manovra del governo. Sulla quale il messaggio lanciato è chiaro: la metà femminile del paese la paga più cara, anche perché non esistono sostegni e aiuti al carico familiare. E alzare la pensione delle lavoratrici "senza riequilibrare le responsabilità del lavoro - ha osservato la sociologa Chiara Saraceno - è "ingiusto e miope". Con un altro messaggio lanciato in modo netto e limpido ai partiti: "Il prossimo governo sia almeno al 50% fatto da donne". «Il problema - hanno proseguito - non è la mancanza di donne autorevoli, ma l'occupazione del potere da parte degli uomini. Anche se non ci sono elezioni in vista, lo diciamo chiaro: noi daremo il nostro voto solo su programmi concreti e sulla certezza che almeno la metà del prossimo governo sia composto da donne».

Chiara Saraceno: "Miope alzare così età pensione delle donne"

«Alzare l'età della pensione delle donne senza riequilibrare le responsabilità nel lavoro di cura è miope e ingiusto. Lascia tutte le responsabilità e i costi sulle spalle delle donne, delle più vecchie come delle più giovani». Lo dice la sociologa Chiara Saraceno alla manifestazione in piazza del Popolo. «Non possiamo accettarlo, per noi ma anche per i bambini e per le persone non autosufficienti - prosegue Saraceno -. Questo Paese sta costruendo le condizioni per un deficit di cura enorme, che neppure la disponibilità delle donne potrà colmare».

Livia Turco, Pd: "Donne pagano crisi pesantemente"

«Non devono essere le donne a pagare così pesantemente la crisi. Facciamo fronte comune per l'occupazione femminile e per i servizi sociali». Lo ha detto la parlamentare del Partito democratico Livia Turco, che sta partecipando alla manifestazione 'Se non le donne chi?' a piazza del Popolo a Roma. «Ci sono delle leggi per i servizi sociali che vanno rifinanziate - spiega Turco - Bisogna tornare a reinvestire».

Giulia Bongiorno, Fli: "Alle donne si chiede supersacrificio"

Il 13 febbraio, durante la prima manifestazione delle donne di 'Se non ora quandò, «c'era anche un forte sentimento nei confronti del premier Silvio Berlusconi, ma secondo me è importante che a prescindere da Berlusconi la battaglia vada avanti, perché la battaglia delle donne non può ridursi a Berlusconi». Lo afferma il deputato Fli Giulia Bongiorno alla manifestazione a piazza del Popolo a Roma. «Oggi la piazza chiede che in un momento così difficile - spiega il deputato - le donne non siano le uniche a cui viene chiesto un supersacrificio. L'età pensionabile - prosegue - si può allungare ma contemporaneamente non si può non dare aiuto quando la donna è più fragile, durante la gravidanza o quando deve conciliare le esigenze familiari ed extra».

Luisa Rizzitelli: "Anche questo governo non può sempre chiedere alle donne"

«Noi diciamo anche a questo governo, arrivato solo un attimo prima della caduta nel baratro, che non si può chiedere sempre alle donne, alle donne adesso si deve dare e non bastano parole nuove, ci vogliono fatti». Lo dice Luisa Rizzitelli, del comitato 'Se non ora quando', dal palco di piazza del Popolo: «Le donne hanno sostenuto tutto il Paese sulle loro spalle. Tutta l'Italia deve alle donne di non essere caduta in pezzi. Di aver mascherato con il loro lavoro, ai limiti della sopravvivenza, la mancanza di servizi per le persone e per la famiglia. Le donne italiane lavorano 60 ore settimanali, più di tutte in Europa. Tre milioni e mezzo sono le donne che non lavorano per assenza di servizi, 800 mila le donne licenziate o costrette a dimettersi perchè in gravidanza. Le donne hanno salari del 30% più bassi degli uomini. Le donne anziane sono le più povere e percepiscono le pensioni più basse - prosegue - perchè hanno accudito figli, nipoti, genitori. Le donne giovani sono più laureate e al tempo stesso più disoccupate e precarie dei giovani uomini. Le donne sono sistematicamente escluse dai luoghi decisionali».

Dacia Maraini: "L'Italia non aiuta le donne con famiglia"

Dacia Maraini a Rainews24 ricorda un problema annoso, ripetuto più volte, eppure sembre bruciante: "Se non si dà possibilità alle donne di avere assistenza sul piano privato è un problema; sul piano della famiglia, il peso è tutto sulle donne, con il lavoro è un carico doppio e l'Italia è il paese con meno strumenti per aiutare le donne con famiglia".

«Riprendiamoci la politica»

«Quando una donna fa politica cambia la donna, quando tante donne fanno politica, cambia la politica. Noi vogliamo riprenderci la politica». Con queste parole scandite ad alta voce dal palco allestito in piazza del Popolo a Roma si è aperta la nuova manifestazione delle donne di «Se non ora quando», il movimento che il 13 febbraio scorso aveva portato in piazza in tutto il Paese oltre un milione di persone per rivendicare la «dignità rosa». «L'Italia può salvarsi solo se si mettono al centro le donne - spiega una delle organizzatrici dal palco -. Diciamo a questo nuovo governo che non si può chiedere alle donne di lavorare di più senza dare indietro nulla. Noi non facciamo sconti a nessuno nè al governo precedente, nè a questo governo».

Donne a piazza del Popolo

Centinaia le manifestanti e i manifestanti accorsi in piazza del Popolo, a distanza di circa dieci mesi dall'ultima grande manifestazione al femminile italiana. «Se non ora chi?», è il titolo di questa nuova edizione, scandita dalle rivendicazioni e dalla musica. «Ci siamo incontrate per la prima volta lo scorso 13 febbraio - spiega Anna, una manifestante romana -, da allora non ci siamo più perse di vista. Il comitato è cresciuto e si è strutturato in tutta Italia, perchè l'Italia ha bisogno di noi».

 fonte: unita.it

video sulla manifestazione di Piazza del Popolo a Roma, da rassegna.it


 

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donnanellarete 130contrastoIl Conservatorio Musicale di Frosinone nella Sala Daniele Paris ha ospitato, il 25 novembre 2011, "La Giornata Internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne" organizzata da Cgil, Cisl, Uil di Frosinone.

Il presidente del Conservatorio Tracisio Tarquini con il suo saluto ha aperto l'iniziativa che quest'anno ha introdotto un importante novità presente già nel titolo, «Uscire dalla gabbia: Note di libertà "Discutiamone con gli uomini"». Infatti sotto la presidenza di Alessandra Romano segretaria della Cisl, ha introdotto Anita Tarquini segretaria della Uil e poi sono seguite delle testimonianze adesioni in maggioranza portate da uomini.

Dopo la testimonianaza del Centro Stella Polare di Sora che riportato la Storia di Luisa hanno parlato Fabio Piccolo dell'Associazione Diaconia di Ferentino, Pietro maceroni che ha riportato la posizione unitaria dei tre sindacati Cgil, Cisl e Uil anche con propste d'impegno e infine Andrea Baglioni che a nome dell'Associazione "Maschile Plurale" ha affrontato il tema della necessità che l'uomo metta in discussione le sue certezze ed i auoi orientamenti culturali della viosione del proprio ruola nella coppia donna-uomo quale messaggio di partecipazione e di contributo alla lotta contro la violenza che colpisce le donne.

Bruna Cossero, segretaria della Cgil, che ha svolto le conclusioni dell'iniziativa, raccolgiendo le proproste di lavoro delle organizzazioni sindacali ha lanciato l'obiettivo di un nuovo equilibrio fra donna e uomo nella coppia e nella società frutto di una raggiunto coprotagonismo fra i sessi oggi ancora inadeguato o addurittura assente.

L'intera iniziativa è stata accompagnata da interventi musicali di Paola Chigo, Alberto Galletti, Vanda Raposardi, Saverio Capo, dal duo Alessandra Palermo e Vanessa D'Aversa. Dalla cantautrice Sandra Graniti laureanda del Conservatorio

Qui di seguito in quattro parti la video cronaca dell'iniziativa:

25 novembre: contro la violenza sulle donne - parte prima

 

25 novembre: contro la violenza sulle donne - parte seconda

 

25 novembre: contro la violenza sulle donne - parte terza

 

25 novembre: contro la violenza sulle donne - parte quarta

 


 

 

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25 novembre Giornata Internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne organizzata a Frosinone da Cgil Cisl Uil.

Uscire dalla gabbia: Note di libertà "Discutiamone con gli uomini". Per un nuovo equilibrio fra donna e uomo. Conclusioni di Bruna Cossero, segretaria Cgil

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25 novembre Giornata Internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne organizzata a Frosinone da Cgil Cisl Uil.

Uscire dalla gabbia: Note di libertà "Discutiamone con gli uomini". Gli uomini mettano in discussione le loro certezze. Testimonianza di Andrea Baglioni dell'Associazione "Maschile Plurale".

Oggi si terranno i funerali di Don Luigi Verzè, mentre la guardia di finanza ha sequestrato la sua cartella clinica.
Su La Repubblica è Alberto Statera a descrivere il personaggio, fondatore dell'Istituto San Raffele: "Dal Paradiso dei soldi all'inferno del crack, il romanzo del prete tycoon. Ville e appalti, jet e ricatti: i misteri del don senza tonaca". Dove ci si sofferma anche sulle sue telefonate all'ex capo dei servizi segreti militari Pollari per terrorizzare un vicino che non vuole cedere un terreno; sui rapporti con Lavitola, sodale di Piero Daccò, il faccendiere di Cl indagato per bancarotta e associazione a delinquere nell'inchiesta sul San Raffaele.
Un ritratto tutt'altro che negativo è quello di Filippo Facci su Libero, che ricorda come don Verzè fosse un tipo sui generis, animato sempre da idee "eretiche", come quella di creare una facoltà cattolica di medicina, ma senza la scritta "cattolica" sul frontone, così da evitare contrapposizione e promuovere un cattolicesimo più laico. La Curia non lo sopportava, era un "apolide della Chiesa" e sono in troppi ad ignorare che gli ospedali italiani, prima di don Verzè letteralmente non esistevano nella accezione moderna del termine.
Sul Corriere della Sera, Aldo Cazzullo: "Diseredato dal padre, creò un impero", "volle i migliori ricercatori e posate d'argento". E si ricostruiscono i suoi rapporti con Craxi e Berlusconi.
Armando Torno ricostruisce i rapporti con il Vaticano: "Sospeso a divinis, poi la revoca. Così fece pace con la Chiesa"; dove si racconta lo scontro con Paolo VI e il libro con l'ex arcivescovo di Milano Carlo Maria Martini. Anche Giangiacomo Schiavi analizza "le due facce di don Verzè: innovatore e spregiudicato".
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25 novembre Giornata Internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne organizzata a Frosinone da Cgil Cisl Uil.

Uscire dalla gabbia: Note di libertà "Discutiamone con gli uomini".  Testimonianza di Fabio Piccoli dell'Associazione Diaconia di Ferentino e illustrazione della posizione di Cgil, Cisl e Uil svolta da Pietro Maceroni segretario generale della Cisl provinciale.

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25 novembre Giornata Internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne organizzata a Frosinone da Cgil Cisl Uil.

Uscire dalla gabbia: Note di libertà "Discutiamone con gli uomini"

Presentazione di Alessandra Romano segretaria Cisl, saluto di Tarcisio Tarquini presidente del Conservatorio di Frosinone, introduzione di Anita Tarquini segretaria Uil, testimonianza del centro Stella Polare di Sora: la storia di Luisa.

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Terza domanda:

Bisognerebbe darsi una forma organizzata stabile ed efficiente, riconoscibile, trasparente e controllabile. Ne deriva che un'associazione dovrebbe rispecchiare e garantire queste caratteristiche. Fissando le sue regole di democrazia interna con una duplice finalità: promuovere il massimo di partecipazione e di autogoverno degli iscritti elevandone la cultura e la capacità di decisione; stabilire una costante relazione con l'esterno, con le lavoratrici e i lavoratori, e il complesso della società e delle istituzioni. Così caratterizzata, un'associazione dovrebbe esprimere organizzatrici che ne formano il tessuto connettivo e la rendono efficiente nella misura in cui chiaramente sono "capaci". Ma una nuova aggregazione può nascere solo se le diverse esperienze, le tensioni e movimenti di lotta diffusi in vario modo si incontrano, si riconoscono, convergono su un progetto comune, dandosi un unico scopo e chiamando a raccolta tutte coloro che vogliono partecipare. Come può nascere e crescere una iniziativa che abbia radicamento e ampiezza, con l'ambizione di cambiare questa situazione stagnante?

 

 

Durante le riprese dei video, saltuariamente, si sono verificate delle incertezze di funzionamento degli automatismi della messa a fuoco dei volti. Ce ne scusiamo con le intervistate coinvolte in questo malfunzionamento e con i visitatori che guardareranno i nostri video.

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Seconda domanda:

C'è l'esigenza di una iniziativa organizzata? Senza la lotta non si ottiene niente. Non c'è niente da chiedere a nessuno, c'è solo da organizzarsi e lottare per ottenere quel che per diritto ci spetta. Indigniamoci. Ribelliamoci. Ma soprattutto uniamoci e organizziamoci.

La rete e le nuove tecnologie della comunicazione, che aprono nuovi spazi d'iniziativa, sono uno strumento essenziale in questo lavoro costruttivo a tutto campo. Tuttavia, il rapporto umano diretto non è sostituibile. C'è bisogno di avvicinarsi, di guardarsi negli occhi, di capirsi, tra uomini e donne che patiscono una condizione di sfruttamento, di illibertà, di ingiustizia. Lo scorso anno c'è stato un fermento manifestatosi attraverso la creazione di aggregazioni e associazioni anche con qualche iniziativa (le 5 giornate delle donne, Donne in terra di Ciociaria, vicine all'Idv ecc) ma sono sporadiche e scollegate fra di loro. Bruna Cosserò (nella lunga intervista a edicolaciociara.it "Le lotte delle donne nel frusinate") ha detto: Prima di tutto unità fra sorelle, volendo sottolineare una debolezza nella ricerca dell'unità. Che ne pensate?

 

 

Durante le riprese dei video, saltuariamente, si sono verificate delle incertezze di funzionamento degli automatismi della messa a fuoco dei volti. Ce ne scusiamo con le intervistate coinvolte in questo malfunzionamento e con i visitatori che guardareranno i nostri video.

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