Un forte movimento di donne in provincia di Frosinone per i diritti ed il lavoro
Scritto da Redazione
La rete di edicolaciociara.it e invisibili.eu ha incontrato ed intervistato quattro sue collaboratrici impegnate sui temi e nel movimenti delle donne: Tyar Ciangola, Anna Rosa Iafrate, Maria Luigia Pietrobono, Sara Santoro e a rivolto loro le tre domande che seguono, predisposte da Denise Compagnone. Nei video le loro risposte.
Prima domanda:
Diritti e lavoro sono termini che spesso, specialmente in questo periodo storico, appaiono sempre più lontani tra loro. A maggior ragione quando si tratta di lavoro femminile. I dati di un'indagine congiunturale sulle Piccole e medie imprese portata a termine da Federlazio Frosinone, mostrano un peggioramento netto: nel primo semestre 2011 si è registrato un aumento del tasso di disoccupazione, rispetto allo stesso periodo del 2010, di circa il 2%. Sono oltre 3.000 in più gli iscritti ai centri per l'impiego della provincia e tra questi il 60% è di sesso femminile. Si tratta tra l'altro di un'analisi effettuata prima del peggioramento della crisi e soprattutto prima dell'ultima, drastica, finanziaria varata dal Governo. Le previsioni per il futuro quindi non sono affatto positive. Avete anche voi riscontro ditale situazione?
video: Un forte movimento di donne in provincia di Frosinone per i diritti ed il lavoro
Seconda domanda:
C'è l'esigenza di una iniziativa organizzata? Senza la lotta non si ottiene niente. Non c'è niente da chiedere a nessuno, c'è solo da organizzarsi e lottare per ottenere quel che per diritto ci spetta. Indigniamoci. Ribelliamoci. Ma soprattutto uniamoci e organizziamoci.
La rete e le nuove tecnologie della comunicazione, che aprono nuovi spazi d'iniziativa, sono uno strumento essenziale in questo lavoro costruttivo a tutto campo. Tuttavia, il rapporto umano diretto non è sostituibile. C'è bisogno di avvicinarsi, di guardarsi negli occhi, di capirsi, tra uomini e donne che patiscono una condizione di sfruttamento, di illibertà, di ingiustizia. Lo scorso anno c'è stato un fermento manifestatosi attraverso la creazione di aggregazioni e associazioni anche con qualche iniziativa (le 5 giornate delle donne, Donne in terra di Ciociaria, vicine all'Idv ecc) ma sono sporadiche e scollegate fra di loro. Bruna Cosserò (nella lunga intervista a edicolaciociara.it "Le lotte delle donne nel frusinate") ha detto: Prima di tutto unità fra sorelle, volendo sottolineare una debolezza nella ricerca dell'unità. Che ne pensate?
video: Donne: Organizzarsi e lottare per ottenere i propri diritti
Terza domanda:
Bisognerebbe darsi una forma organizzata stabile ed efficiente, riconoscibile, trasparente e controllabile. Ne deriva che un'associazione dovrebbe rispecchiare e garantire queste caratteristiche. Fissando le sue regole di democrazia interna con una duplice finalità: promuovere il massimo di partecipazione e di autogoverno degli iscritti elevandone la cultura e la capacità di decisione; stabilire una costante relazione con l'esterno, con le lavoratrici e i lavoratori, e il complesso della società e delle istituzioni. Così caratterizzata, un'associazione dovrebbe esprimere organizzatrici che ne formano il tessuto connettivo e la rendono efficiente nella misura in cui chiaramente sono "capaci". Ma una nuova aggregazione può nascere solo se le diverse esperienze, le tensioni e movimenti di lotta diffusi in vario modo si incontrano, si riconoscono, convergono su un progetto comune, dandosi un unico scopo e chiamando a raccolta tutte coloro che vogliono partecipare. Come può nascere e crescere una iniziativa che abbia radicamento e ampiezza, con l'ambizione di cambiare questa situazione stagnante?
video: Nel nome di Angela Paniccia una nuova forma organizzata stabile ed efficiente
Durante le riprese dei video, saltuariamente, si sono verificate delle incertezze di funzionamento degli automatismi della messa a fuoco dei volti. Ce ne scusiamo con le intervistate coinvolte in questo malfunzionamento e con i visitatori che guardareranno i nostri video.
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