Pd e centrosinistra nella provincia di Frosinone
| Vita Politica - Elezioni |
di Ermisio Mazzocchi 1 giu 2011 - Sono queste ore di grande entusiasmo e immensa soddisfazione per la vittoria del centro-sinistra e per il contributo che ha dato il PD al successo in tante città e province dell'Italia. L'uniformità del voto emerso in questo ballottaggio boccia il centro-destra e incrina il sistema della politica berlusconiana. Questo è il risultato sul piano politico-amministrativo, mentre il messaggio va più in profondità con una richiesta di una radicale svolta della politica dei partiti, rivolta essenzialmente ai partiti di centro-sinistra. Un risultato che cambia la geografia politica dei partiti e che si presenta complesso dalle molteplici motivazioni. Una certezza che viene dal voto è quella che sono possibili alleanze alternative al centro-destra, ma questa possibilità richiede chiarezza nei contenuti programmatici, uniformità nelle coalizioni di schieramento, rigore morale ed etico. Occorre ora andare oltre con operazioni innovative per formulare una proposta politica interprete di quel corale messaggio che è venuto da tutto il paese. Il PD che rimane la forza più consistente di tutto lo schieramento di centro-sinistra e della stessa sinistra considerata nella sua formula tradizionale, deve essere in grado di gestire una nuova stagione della politica italiana. Il voto ha mandato in tanti comuni e in molte province il centro-destra all'opposizione, ma sarebbe necessario una verifica attenta della consistenza del Partito Democratico che, in quanto parte di una coalizione ha certamente contribuito in modo diretto al successo dei suoi candidati o di quelli espressi da altri partiti. Questa sua forza rischia di essere indebolita in quelle realtà dove il PD è stato attraversato da tempestose divergenze, da posizioni rigide e da comportamenti individuali. Quanto è avvenuto nella provincia di Frosinone con il voto amministrativo di oggi, anche se ci compiacciamo del risultato di Alatri e di Cassino, apre un nuovo scenario per il PD, configurando una difficoltà a proporsi come forza centrale e indispensabile di una politica di rinnovamento invocata dal voto di domenica scorsa. Il vento sta cambiando a favore dei problemi della gente, del lavoro, dell'ambiente dei servizi e rigetta il marciume di un insipiente governo berlusconiano, ma resta da comprendere se in questa provincia il timone della navigazione per sfruttare l'onda favorevole sia nelle mani del Partito Democratico. La nostra forza rischia di affievolirsi e per riprendere vigore ha bisogno di essere sostenuta da una percettibile proposta limpida nelle scelte di governo della cosa pubblica, coerente con obiettivi per soddisfare le nuove esigenze della società, rivolta a ripristinare i valori della solidarietà e della democrazia, affidando a ciascuno il suo ruolo per evitare sovrapposizioni che ne annullano la loro efficacia. Questa è un'esigenza fondamentale, considerando che se viene meno il Partito Democratico, non esiste il centro-sinistra. Se i confini della politica del PD si ristringono, se la sua capacità progettuale è sterile, se guarda unicamente a se stesso, l'esistenza di un centro-sinistra credibile è annullata. Occorre, quindi, che il PD in modo particolare in questa provincia costruisca un nuovo modello della politica, sostenuto da un personale politico svincolato da personalismi, credibile, adeguato ad affrontare i nuovi orizzonti della politica aperti da questo straordinario e travolgente voto del popolo italiano. Il PD deve essere all'altezza delle speranze per cambiare, e ne può dare prova se è capace di cogliere, nel caso di Cassino, la spinta propulsiva per una riscossa civile e democratica impressa dall'ampio consenso a Petrarcone. Dobbiamo essere dentro questa dimensione politica e su di essa ritrovare un comune denominatore che ci consenta di sostenere, anche senza consiglieri comunali, l'opera di ricostruzione del nuovo sindaco. Un'assunzione di responsabilità che si riverbera su tutta la provincia soprattutto in quei casi dove abbiamo subito cocenti sconfitte. La grande vittoria di Cassino a cui il PD ha dato il suo contributo, non può essere offuscata da un macerante confronto interno sulle cause e sulle scelte che hanno segnato il percorso del Partito Democratico in questi ultimi anni, per arrivare a chiedere di far espiare colpe che non sono di uno solo, ma fanno parte di un contesto in cui tutti siamo stati coinvolti. Non nascondiamo le divisioni, le divergenze, le diverse scelte di campo, ma vanno ricondotte in quel contesto della vita di tutto il Partito Democratico. Oggi gli elettori hanno dato un'opportunità al PD di mettersi al servizio per rifondare le condizioni per il futuro di questa città, come del paese. Non possiamo permetterci di venire meno a questo obiettivo. Abbiamo bisogno di tutti. Ermisio Mazzocchi della Direzione PD
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