Draghi: la crisi c'è e stritola il paese

Valutazione attuale: / 0
ScarsoOttimo 
Vita Politica - Economia

Nelle "Considerazioni finali" del governatore di Bankitalia, un quadro che smentisce, nei fatti, l'azione di Governo e lo invita a ricreare la fiducia "non con gli artifici ma attraverso la paziente, faticosa comprensione dell'accaduto e dei possibili scenari futuri; con l'azione conseguente".  Trascurare la questione occupazionale, ricorda la Banca d'Italia, sarebbe un grave errore perché "i lavoratori in Cassa Integrazione e coloro che cercano una occupazione sono già oggi intorno all'8,5 per cento della forza lavoro, una quota che potrebbe salire oltre il 10". Servono riforme strutturali e le banche devono essere "lungimiranti" da Aprileonline.info  del 29 maggio 2009

 

 

Le Riforme tanto sbandierate dal governo in realtà non sono state neppure pensate e quelle abbozzate (quella della Pubblica Amministrazione e il federalismo fiscale) saranno positive solo a condizione che innestino "una maggiore efficienza nell'utilizzo delle risorse pubbliche". E ancora: la fiducia è fondamentale per uscire dalla crisi, ma non può arrivare "da artifici". Tanto più che il tasso di disoccupazione toccherà il 10 per cento, un milione e 600mila lavoratori non hanno ammortizzatori sociali, e le piccole e medie imprese non sono sostenute dalle banche che hanno fatto poco.

I nodi vengono al pettine. Così, oggi, nelle "considerazioni finali" del governatore di Bankitalia, Draghi, sono proprio le Riforme mancanti ad essere invocate con forza, insieme alla necessità di imprese più produttive e banche finalmente "lungimiranti". Tre condizioni sine qua non affinché il paese esca dalla crisi e, soprattutto, da vent'anni di "produttività stagnante, bassi investimenti, bassi salari, bassi consumi, tasse alte".

E a dispetto di chi (sempre il premier e Tremonti, ndr) assicura che la crisi sarebbe "passata", Draghi invita ad un sano realismo: la crisi c'è e sta stritolando la crescita come non mai: secondo le previsioni più aggiornate di via Nazionale, la caduta del Pil sarà "di circa il 5 per cento quest'anno". Ma per l'Italia, ricorda Draghi rivolgendosi all'Assemblea Ordinaria dei Partecipanti, non si tratta solo di venir fuori dalla crisi, ma anche di uscire da una spirale negativa cominciata ben prima del crollo dell'economia mondiale. Perché questo possa avvenire, la Banca d'Italia indica direttive precise: "Una risposta incisiva all'emergenza è possibile solo se accompagnata da comportamenti e da riforme che rialzino la crescita dal basso sentiero degli ultimi decenni".

Anche Draghi, come la settimana scorsa il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, chiede quindi al governo riforme: "Il completamento degli ammortizzatori sociali, la ripresa degli investimenti pubblici, le azioni di sostegno della domanda e del credito che sono state oggi delineate avranno gli effetti sperati se coniugati con riforme strutturali: non solo per dire ai mercati che il disavanzo è sotto controllo, ma perché queste riforme costituiscono la piattaforma della crescita futura".

Ma non dev'essere solo il governo a muoversi. Molto è nelle mani di banche e imprese. Alle prime, Draghi chiede, considerato che "non hanno eredità pesanti nei loro bilanci", di utilizzare "questo vantaggio nei confronti dei concorrenti per affrontare un presente e un futuro non facili". E' vero che "non si può chiedere alle banche di allentare la prudenza nell'erogare il credito; non è nell'interesse della nostra economia un sistema bancario che metta a rischio l'integrità dei bilanci e la fiducia di coloro che gli affidano i propri risparmi". Ma si può invece chiedere loro di essere "lungimiranti": "Valutino il merito di credito dei loro clienti - suggerisce il governatore della Banca d'Italia - con lungimiranza. Prendano esempio dai banchieri che finanziarono la ricostruzione e la crescita degli anni Cinquanta e Sessanta". Insomma, secondo Draghi, "occorre saper fare i banchieri anche quando le cose vanno male".

Mentre alle imprese, Draghi suggerisce di "continuare l'opera di razionalizzazione iniziata da pochi anni", ma anche di proteggere "le professionalità accumulate dai lavoratori, che torneranno preziose in un futuro speriamo non lontano". La crisi non durerà infatti in eterno: "segnali incoraggianti" indicano che, per quanto "non è ancora possibile individuare con certezza una definitiva inversione ciclica", "la crescita riprenderà nel 2010".

I numeri della crisi. Ma di che tipo di crescita si tratterà? Questo è il momento di porre le basi, sostiene Draghi, perché l'Italia intraprenda un nuovo percorso virtuoso, per rilanciare il sistema imprenditoriale, l'occupazione, i consumi. Trascurare la questione occupazionale, ricorda la Banca d'Italia, sarebbe un grave errore: "I lavoratori in Cassa Integrazione e coloro che cercano una occupazione sono già oggi intorno all'8,5 per cento della forza lavoro, una quota che potrebbe salire oltre il 10: proseguirebbe la decurtazione del reddito disponibile delle famiglie e dei loro consumi, nonostante la forte riduzione dell'inflazione". E questo porterebbe, in una spirale perversa, a una ulteriore riduzione della produzione, a nuove chiusure delle imprese.

Fra le "misure prudenziali" che le imprese hanno adottato finora per fronteggiare la recessione, ha continuato Draghi, "quelle riguardanti il lavoro sono state di tre tipi: riorganizzazioni di turni e orari e blocco del turn over; ricorso alla Cassa integrazione; mancati rinnovi di contratti temporanei e licenziamenti". In particolare "la Cig è stata diffusamente usata - ha proseguito il numero uno di Palazzo Koch - e si è già portata ai massimi raggiunti nel '92-'93. La sua copertura potenziale è limitata, interessa un terzo dell'occupazione dipendente privata e fornisce al lavoratore una indennità massima inferiore, in un mese, alla metà della retribuzione lorda media nell'industria". Draghi ha anche stimato che "due quinti delle imprese industriali e dei servizi con 20 e più addetti ridimensioneranno il personale quest'anno; la riduzione sarà probabilmente maggiore nelle imprese più piccole. Per oltre 2 milioni di lavoratori temporanei il contratto giunge a termine nel corso del 2009; più del 40 per cento è nei servizi privati, quasi il 20 per cento nel settore pubblico e il 38 per cento è nel Mezzogiorno".

Gli ammortizzatori vanno rivisti. "Si stima che 1,6 milioni di lavoratori dipendenti e parasubordinati non abbiano diritto ad alcun sostegno in caso di licenziamento". Urge allora un "buon sistema di ammortizzatori sociali per chi cerca un nuovo lavoro". Un sistema che parta dagli strumenti attuali, per migliorarli: "La crisi ha reso più evidenti le manchevolezze di lunga data nel nostro sistema di protezione sociale. Esso rimane frammentato". Una "riforma organica e rigorosa" non deve "rivoluzionare il sistema attuale": "Lo si può ridisegnare intorno ai due tradizionali strumenti della Cassa Integrazione e dell'indennità di disoccupazione ordinarie, opportunamente adeguati e calibrati".

Stato e banche. Accanto a un meccanismo di sostegno delle imprese: "Il passaggio dei prossimi mesi sarà decisivo: una mortalità eccessiva che colpisca per asfissia finanziaria anche aziende che avrebbero il potenziale per tornare a prosperare dopo la crisi è un secondo, grave rischio per la nostra economia".
A risentire della crisi, ricorda Draghi, sono soprattutto le imprese piccole, sotto i 20 addetti: "Nella sola manifattura se ne contano in tutto quasi 500.000, con poco meno di due milioni di disoccupati". Ma ci sono tante imprese, "circa metà delle 65.000 imprese dell'industria e dei servizi con almeno 20 addetti", che prima della crisi avevano già avviato un processo di ristrutturazione, e che infatti "si attendono un calo del fatturato nel 2009 nettamente inferiore alla media". Tra queste, ce ne sono più di 5000, con un milione di addetto, che hanno "consolidato il primato tecnologico e diversificato gli sbocchi di mercato". Sarebbe un delitto abbandonarle a se stesse. E allora, se alle banche via Nazionale chiede "credito lungimirante", allo Stato chiede "forme di garanzia pubblica sui prestiti", una garanzia su eventuali cartolarizzazioni.

Urgono le Riforme. Ci sono poi riforme più generali che non incidono direttamente sul sistema e del lavoro dell'impresa, ma che, miglioramento l'economia in generale, sono indispensabili per un rilancio del Paese.
Ed è qui che la "ricetta" del Governatore sa di "stantio", proponendo un piano di interventi strutturali che va a braccetto con quello elaborato non più tardi di una settimana fa dalla Confindustria e che chiede di intervenire sulle pensioni e sui lavoratori.
"Le misure di riduzione della spesa corrente vanno introdotte nella legislazione subito", ammonisce Draghi, dal momento che "una volta superata la crisi, il nostro Paese si ritroverà non solo con più debito pubblico, ma anche con un capitale privato - fisico e umano - depauperato dal forte calo degli investimenti e dall'aumento della disoccupazione". In definitiva, se nei prossimi anni la crescita continuerà a essere bassa e il Paese si accontenterà, come sempre, di vivacchiare, "sarebbe arduo riassorbire il debito pubblico".

Alzare l'età pensionabile. Fondamentale, per la Banca d'Italia, anche un "graduale incremento dell'età effettiva di pensionamento": "Un più alto tasso di attività nella fascia da 55 a 65 anni innalzerà sia il reddito disponibile delle famiglie sia il potenziale produttivo dell'economia". Draghi usa parole di apprezzamento per alcune delle riforme avviate dal governo, in particolare quella della Pubblica Amministrazione e il federalismo fiscale, a condizione che innesti "una maggiore efficienza nell'utilizzo delle risorse pubbliche". Ma non basta: occorre combattere l'evasione: "Progressi nel contrasto alle attività irregolari consentirebbero di ridurre le aliquote legali, diminuendo estorsioni e ingiustizie". A giudizio di via Nazionale, il peso dell'economia irregolare ammonta a più del 15 per cento dell'attività economica.

Le infrastrutture. Al governo, infine, Bankitalia chiede di "elevare la qualità e quantità del capitale umano e delle infrastrutture fisiche". Il primo riferimento è a scuola e università; il secondo alle "infrastrutture materiali, fattore cruciale per la competitività". Da avviare con criteri di efficienza, diversi dalle dispersioni del passato: in Italia, ricorda Draghi, "un chilometro di autostrada può costare più del doppio che in Francia o in Spagna".

Ristabilire la fiducia. Le "Considerazioni" del governatore si concludono con un appello alla fiducia:"Occorre sanare la ferita che la crisi ha aperto nella fiducia collettiva: fiducia nei mercati, nei loro protagonisti, nel futuro di milioni di persone, nel contratto sociale che ci lega. Uscire dalla crisi significa ricostruire questa fiducia. Non con artifici, ma con la paziente, faticosa comprensione dell'accaduto e dei possibili scenari futuri; con l'azione conseguente". {jcomments on}

Ultimo aggiornamento (Martedì 09 Giugno 2009 17:52)

 

Sullo stesso argomento

Prof. Monti , ma lei in che mondo vive? 03 Febbraio 2012, 10.44 Giovanni Morsillo Cronache e Commenti
Read More 287 Hits 0 Ratings
Come si perde il lavoro in provincia di Frosinone 01 Dicembre 2011, 12.54 Comunicazioni Partiti e Associazioni politiche
Read More 145 Hits 0 Ratings
Un obiettivo da perseguire: l'autogoverno dei processi economici 21 Luglio 2011, 00.00 Autore esterno Dibattito
Read More 365 Hits 0 Ratings
Economia: di quale "crescita" non si parla mai 20 Luglio 2011, 10.28 Autore esterno Dibattito
Read More 282 Hits 0 Ratings
Dare fiducia a chi sa meritarla 29 Giugno 2011, 09.22 Ivano Alteri Cronache e Commenti
Read More 347 Hits 0 Ratings
Dare fiducia a chi sa meritarla 29 Giugno 2011, 09.22 Ivano Alteri Alteri
Read More 585 Hits 5 Ratings
Indignados e indignati 22 Maggio 2011, 10.43 Tyar Ciangola TyarCiangola
Read More 505 Hits 5 Ratings
Riformare: verbo di difficile comprensione 13 Marzo 2011, 00.00 Ivano Alteri Alteri
Read More 462 Hits 0 Ratings
Disoccupazione: Cgil, dati gravissimi, basta negarli? 24 Settembre 2010, 11.12 Redazione Economia
Read More 595 Hits 0 Ratings
Articoli correlati
News dai comuni
Il Comune di Ceccano ad Avignone
Venerdì 27 Agosto 2010
Una delegazione del Comune di Ceccano ad Avignone: è la prima volta... Leggi tutto...
da Twitter
imazzoli: Ceccano per la prima volta avrà un sindaco donna: l'avvocato Manuela Maliziola. Alle 16 e 30 del pomeriggio di... http://t.co/ppzMB9Wo
imazzoli: Ho caricato un video di @YouTube http://t.co/mdidyyj0 Che baraonda in questi giorni!
imazzoli: Ho caricato un video di @YouTube http://t.co/igNfL464 Intervista a Manuela Maliziola
Acquista da qui su Unilibro

Banner

Spese di Spedizione GRATIS...anche in Contrassegno. Per acquisti in Contrassegno ti regaliamo anche le spese per diritto di incasso! La CONSEGNA sarà GRATUITA in 24/48 ore per ordini di almeno 34,99 €.

al masso
Banner
Il tuo contributo

Ti informiamo con continuità e serietà. Abbiamo bisogno del tuo aiuto per andare avanti. Non far mancare il tuo sostegno a edicolaciociara.it e ad invisibili.eu. Clicca su PayPal e versa quello che vuoi e quello che puoi. Grazie

ePlaza - 365 giorni di convenienza

JoomlaHost

Ricerca nel web
Iscrizione alla newsletter

Per ricevere la newsletter della Rete di edicolaciociara.it e di invisibili.eu scrivi Nome e Cognome veritieri e l'indirizzo email che usi regolarmente per ricevere la tua posta.

Pixmania
Facebook Share
Share on facebook
Diffondi RSS
Unable to retrieve Items!
Youbuy
Elettronica al miglior prezzo

Videocamere digitali