La crisi c'è ed anche i suoi numeri ci sono, altro che chiacchiere
| Vita Politica - Economia |
La crisi morde ancora, anche in Ciociaria, e gli unici spiragli di luce si intravedono solo a partire dal 2010. A suffragare l'impressione generale ci sono i dati ufficiali dell'osservatorio economico della provincia di Frosinone presentati ieri mattina dall'Istituto Tagliacarne.
E' l'appuntamento ormai storico per la Camera di Commercio di Frosinone con il rapporto dell'Istituto che in cifre, grafici e tabelle, riassume tutta l'economia della provincia. Ieri toccava al primo semestre del 2009 con le previsioni per il secondo, ancora in corso. E la fotografia è stata quella che tutti conoscono bene, in molti anche sulla propria pelle.
«Uno degli effetti della recessione si ripercuote proprio sui consumi delle famiglie, obbligate ad una maggiore parsimonia» ha esordito così Mario Papetti, presidente della Ccia Frosinone, poi proseguendo con le indicazioni della Ccia per la ripresa soprattutto delle Pmi, in primis riduzione del carico fiscale e incentivi. Consumi in calo quindi (il fenomeno riguarda il 67,6% delle famiglie), e potere d'acquisto diminuito. Due effetti questi di un altro fenomeno che si conferma nella sua gravità: la diminuzione di posti di lavoro e l'aumento della cassa integrazione che per i primi sei mesi del 2009 De Santis, Cgil di Frosinone, ieri ha stimato pari al 450% in più rispetto allo scorso anno.
Se però continua a scendere l'occupazione tendenziale (incidenza del 35,4%), sembra migliorare di qualche punto percentuale il tasso di disoccupazione. «Ma questo dato – ha detto Alessandro Rinaldi relatore per l'Istituto – potrebbe anche essere giustificato dallo scoraggiamento delle persone che alla ricerca del lavoro ci rinunciano». Il ciclo recessivo, comunque, sintetizzato nel continuo calo del Pil, ha investito, dopo i consumi, gli investimenti (incidenza del 39,5%), e i fallimenti e cessazioni delle imprese (incidenza del 25,5%). In particolare i settori più colpiti sono stati quelli dei trasporti e telecomunicazioni (-28,5%); le costruzioni (-18,7%); il manufatturiero (18,2%) con un calo totale per la provincia del 17,8%. Valori negativi anche per l'export: rispetto al 2008 il primo semestre del 2009 ha evidenziato un calo totale del 24,3%. Per il secondo semestre le previsioni sono negative anche rispetto al primo semestre : -12,2% nella produzione; -11,5% nel fatturato (tranne mezzi di trasporto e gli alimentari); -12,4% negli ordini alle aziende; - 6,7% negli occupati. Pure però si avvertono dei timidi miglioramenti: negli investimenti delle imprese, per esempio, con un margine positivo dell'1%. Rari sprazzi di luce.
Quel che è appare lampante invece è che per uscire dal tunnel bisognerà aspettare ancora: lo dicono anche le 800 imprese del territorio intervistate dall'Istituto Tagliacarne: il 55,3% degli intervistati è per la ripresa nel 2010; il 21,1% addirittura nel 2011. {jcomments on}
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Ultimo aggiornamento (Venerdì 13 Novembre 2009 11:41)







