Riciclaggio e corruzione, il marcio dietro lo scudo
| Vita Politica - Economia |
Parla l'ex ministro Visco. Intervista di Sara Farolfi da ilmanifesto.it - Dietro al maxi scudo fiscale di Tremonti troveranno venia non solo i reati tributari e le violazioni contabili, come il falso in bilancio, ma una gamma molto più vasta di reati, fino al riciclaggio e alla corruzione.
La ragione è semplice, spiega Vincenzo Visco, e risiede in quella garanzia di anonimato accordata a chi decide di regolarizzare la propria posizione: «È il problema di fondo, perchè nel momento in cui non è possibile identificare i titolari dei capitali rientrati, qualsiasi indagine, non solo di ordine finanziario, si ferma». Più in generale, l'ex ministro del tesoro è convinto di una cosa: «L'evasione fiscale non è sicuramente un destino nazionale, ma racconta la storia del paese dal dopoguerra a oggi. C'è una sorta di costituzione materiale che dice che in Italia le tasse le pagano solo i lavoratori dipendenti e gli altri sono chiamati a contribuire attraverso condoni».
Il presidente della repubblica, Napolitano, ha mostrato esitazione. Lo scudo vìola la costituzione?
Il problema di fondo è che questa è un'amnistia e in base alla costituzione le amnistie vanno fatte a maggioranza qualificata. Tutto dipende dalla questione dei processi in corso. Quando ci sono reati penali che non vengono presi in considerazione, tutti i condoni sono amnistie mascherate. Sono decenni che si fa, e quindi da questo punto di vista non credo ci sia molto da fare.
Ci sono precedenti?
Certo, basta avere un po' di memoria: lo scudo precedente - nel 2001 e nel 2003 - era più ampio e persino peggio se ben ricordo. Il problema di fondo è che nel momento in cui non si possono identificare in nessun modo i titolari dei capitali rientrati o regolarizzati, decadono automaticamente tutti i reati, indipendentemente dal fatto che siano elencati nella legge del governo oppure no.
Questo ha paragoni negli altri paesi in cui è stato fatto lo scudo fiscale?
Assolutamente no, gli altri paesi, come Usa e Gran Bretagna, hanno seguito una linea che può anche essere condivisa. Hanno chiesto cioè di rimpatriare i capitali illecitamente detenuti all'estero, pagando imposte e interessi, anno dopo anno, con l'aggiunta di una sovratassa. Senza anonimato, con la garanzia però di non incorrere in effetti penali. Da noi invece è tutta un'altra cosa: si paga dall'1 al 5% a seconda di quello che si dichiara, c'è anonimato assoluto, e non ci sono sovraimposte.
Organizzazioni criminali e mafiose potranno usufruire dello scudo?
Certo, come le altre volte. I soldi che stanno all'estero hanno tre origini: in gran parte sono dovuti a evasione fiscale, poi c'è il riciclaggio e poi la corruzione. Sono queste tre cose a essere sanate indiscriminatamente. Poi certo, se si scopre per altre vie che c'è stata un'azione di estorsione o di riciclaggio allora lo scudo non è sufficiente, ma in condizioni normali lo è abbondantemente.
La norma si applica anche ai processi in corso: un regalo a chi?
Dipende da quando scatta esattamente l'esclusione, cosa ancora non chiara. Sarebbe interessante capire però che fine ha fatto la lista di evasori con conti correnti in Liechtenstein. Il punto però è che quando si fanno queste cose i risultati sono inevitabili.
A questi soldi il governo lega la finanziaria, e provvedimenti come sgravi fiscali su lavoro e pensioni...
È un'altra operazione del governo. Un modo per dire: non protestate contro il condono perchè se i soldi arrivano poi li diamo a voi.
Mentre dalle sue cattedre Tremonti non fa che puntare il dito contro il mercatismo e gli eccessi di certa finanza...
La verità è che i paradisi fiscali sono stati in questi ultimi decenni non solo il luogo dove i ricchi tengono i soldi per pagare meno tasse ma anche un elemento essenziale della finanziarizzazione dell'economia perchè lì la raccolta di capitali costa molto poco. Vale la pena di ricordare che i soldi rientrati con lo scudo precedente sono andati ad alimentare la bolla speculativa nell'edilizia.
Il governo però non batte ciglio e continua a millantare la lotta all'evasione fiscale.
Su questo è stata fatta una propaganda micidiale. Ma che il crollo delle entrate non si spieghi solo con la caduta dell'economia non lo dico solo io, ma diversi osservatori tra cui la Banca d'Italia. Basta guardare il gettito Iva, per capire l'andamento dell'evasione: nei primi sette mesi dell'anno è crollato dell'11%. {jcomments on}
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Ultimo aggiornamento (Venerdì 25 Settembre 2009 16:53)







