Consumi: Peggio di quanto previsto e famiglie indebitate
| Vita Politica - Economia |
L'Osservatorio Nazionale Federconsumatori che ha elaborato i dati sui consumi relativi alle festività natalizie, pervenuti dai centri di elaborazione dislocati nel Nord, Centro e Sud Italia (sia nelle piccole che nelle grandi città) dimostrano che purtroppo, le previsioni pur negative della vigilia di natale sono risultate sottostimate. Infatti, in pressoché tutti i settori, si è verificata una forte contrazione rispetto ai consumi natalizi dello scorso anno.
La spesa totale si è attestata a 4 miliardi di Euro, rispetto ai 4,4 che erano stati stimati. Pertanto, la spesa media a famiglia è stata di 166 Euro.
Qui di seguito i primi consuntivi relativi ai consumi natalizi articolati nei diversi settori di spesa.
• Abbigliamento e calzature -18%
• Mobili, arredamento ed elettrodomestici -24%
• Profumeria e cura della persona -7%
• Giocattoli -3%
• Alimentazione -1,5%
• Elettronica di consumo +1%
(trainata dal passaggio al digitale terrestre
di alcune regioni e dalla vendita di smartphone)
• Editoria (libri e cd) stabile
(grazie alle forti promozioni)
• Turismo -8%
E' chiaro, quindi, che da tutto ciò deriva l'urgente necessità di affiancare alle misure di riequilibrio dei conti (che solo per la manovra Monti costeranno alle famiglie 1129 Euro), interventi determinati per avviare una nuova fase di sviluppo, attraverso il rilancio degli investimenti nei settori produttivi. (dati della Federconsumatori di Frosinone comunicati il 27 dic 2011)
A completare questo quadro difficile e molto preoccupante c'è il nuovo rapporto di Bankitalia
sui debiti delle famiglie tricolore. In questo Natale la crisi ha colpito tutti gli italiani. Non a caso 8 italiani su 10 passeranno il Capodanno a casa. Infatti i debiti delle famiglie italiane sono altissimi. Analizzando l'ultimo rapporto di Bankitalia scopriamo che il 41% dei debiti delle famiglie tricolore riguardano l'accensione di un mutuo per la casa. Sono invece in diminuzione i debiti di tipo commerciale (21%), mentre al 13,6% sono quelli per i consumi. Altri tipi di finanziamento sono al 20%.
Nel rapporto della Banca d'Italia si legge: "Negli ultimi due anni è fortemente rallentata la dinamica del valore dei mutui per l'acquisto dell'abitazione: l'incremento si è stabilizzato sul 2% annuo contro un valore di circa il 16% annuo del periodo 1995-2009".
Forte decelerazione per il credito al consumo: dal 20,5% in media nel periodo 1995-2009 è passato al al 4,8% fra il 2009 e il 2010. La restante categoria degli altri prestiti ha registrato un aumento del 12%, molto superiore alla variazione media annua del periodo 1995-2009 (3%). Rispettivamente 4,1% e 3,5% la crescita dei debiti commerciali fra il 2009 e il 2010.
Il rapporto prosegue: "Rispetto al 2009 la quota di ricchezza detenuta in titoli pubblici italiani si è invece ridotta di quasi un punto percentuale così come quella detenuta in azioni e partecipazioni (un punto percentuale), completamente ascrivibile alla riduzione della quota di titoli italiani. E' continuata la ripresa, seppur debole, della ricchezza detenuta dalle famiglie in fondi comuni d'investimento dopo la caduta del 2008".
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Ultimo aggiornamento (Giovedì 23 Febbraio 2012 11:31)







