Borse e 5 punti per la crescita
| Vita Politica - Economia |
Documento comune delle parti sociali: "Cinque punti per la crescita".
L'accordo raggiunto prima dell'incontro con il governo. Testo comune su fisco, costi della politica, energia, municipalizzate e infrastrutture. Camusso: "Distanti solo sulle privatizzazioni". Berlusconi: "Solo con la partecipazione di tutti gli attori economici si esce dalla crisi"
ROMA - Le parti sociali, dopo un incontro informale questa mattina, si sono presentate al vertice con il governo sulla crisi economica "con un documento comune". Lo ha indicato il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni. E lo hanno confermato la leader degli industriali Emma Marcegaglia e Susanna Camusso.
Camusso: "Cinque punti per la crescita". Secondo il segratario della Cgil "ci sono cinque punti che disegnano interventi e proposte per la crescita da approvare tutti, ma c'è una distanza sulle privatizzazioni". La sindacalista, a proposito dello statuto del lavoro ha aggiunto che "non è una proposta delle parti ma una provocazione del governo". A nessuno - ha aggiunto la Camusso - interessa percorrere la strada della divisione perchè la riduzione dei diritti non ha mai portato alla crescita".
Bonanni: "Serve una sterzata". Soddisfatto anche il leader della Cisl Raffaele Bonanni che ha sottolineato come tutte le parti sociali siano d'accordo nel dare "una sterzata". Bonanni ha sottolineato che "bisogna lavorare subito sul fisco, sulle municipalizzate, le infrastrutture e l'energia. Bisogna superare la logica dei veti che ha bloccato lo sviluppo del paese".
Berlusconi: "Con l'aiuto di tutte le parti si esce dalla crisi". Durante l'incontro, in corso dalle 11 di questa mattina, Silvio Berlusconi ha detto alle parti sociali che "la partecipazione di tutti gli attori economici e sociali può favorire un'uscita condivisa dalla crisi". Il presidente del Consiglio ha anche rassicurato i propri interlocutori sottolineando che "l'Italia ha sempre onorato il proprio debito" e che "negli anni abbiamo dimostrato di essere stati capaci di ridurlo. Il premier ha anche spiegato di aver lasciato il Consiglio Europeo di Bruxelles "con la convinzione che l'Europa oggi ha gli strumenti per difendere con maggiore vigore la costruzione comune".
Al vertice con il governo sono presenti, oltre al presidente del Consiglio, i ministri Romani, Sacconi, Tremonti, Calderoli, Brunetta, Matteoli, Fitto, Gelmini, Romano e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta. Sul fronte delle parti sociali sono presenti gli industriali, con il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, le banche con il presidente dell'Abi Giuseppe Musseri, le sigle sindacali con Susanna Camusso (Cgil), Raffaele Bonanni (Cisl) e Luigi Angeletti (Uil), Giovanni Centrella (Ugl), e i rappresentanti di Rete Imprese Italia e di altre associazioni che hanno firmato l'appello al governo.
fonte repubblica.it 4 ago 2011
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Ultimo aggiornamento (Giovedì 04 Agosto 2011 12:30)







