Manovra iniqua: Cgil annuncia lo sciopero generale

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Vita Politica - Economia

di Fulvio Lo Cicero, da Dazebao.org 26 mag 2010 - Tremonti & Berlusconi, una pace forzata. Conferenza stampa a Palazzo Chigi. Berlusconi: "Bisogna diminuire il debito e fare sacrifici". I magistrati: "Colpiti tre volte i nostri stipendi". I medici: "Meni nelle tasche dei camici fino a sfondarle". Gli statali sul piede di guerra.

ROMA – La manovra economica è stata illustrata nella conferenza stampa congiunta del premier Silvio Berlusconi e del ministro dell'economia Giulio Tremonti. Berlusconi ha delineato il quadro politico entro il quale si è inserita la bozza di decreto economico, sottolineando come i provvedimenti presi dal Governo si siano resi necessari a causa della grave crisi finanziaria dell'Euro. Ha smentito che ci siano state divisioni all'interno della maggioranza, smentendo quanto scritto in questi giorni dai giornali. Il decreto si compone di 54 articoli, divisi in due parti: "competitività" e "sostenibilità finanziaria". Tremonti ha spiegato come si sia cercato di conciliare l'una con l'altra, cercando di incrementare la competitività del sistema economico italiano alla luce della sostenibilità finanziaria della nostra struttura economica. Secondo Tremonti, i provvedimenti sono perfettamente in linea con i provvedimenti che altri Paesi europei stanno prendendo. Il ministro dell'economia ha sottolineato anche che nel decreto non c'è alcuna misura che incida sul sistema sanitario.

Molte le bugie, come quella per cui l'attuale Governo ha ereditato un enorme debito pubblico, senza dire, però, che ne ha aggiunto del suo, con l'azzeramento dell'avanzo primario, questo sì ereditato dal precedente Governo.

Le misure e i tagli

Sono stati eliminati 27 enti pubblici e, più in generale, c'è stato un taglio generalizzato del 10% dei finanziamenti agli altri enti pubblici. Altri enti saranno accorpati per aggiungere ulteriori risparmi. Oltre a ciò, la manovra prevede tutta una serie di tagli alle spese per le consulenze, per rappresentanza, le collaborazioni esterne dei ministeri e degli enti locali. Tremonti ha criticato il sistema di erogazione delle pensioni di invalidità voluto dalla sinistra, che, secondo lui, è degenerato nel corso degli anni, facendo lievitare la spesa fino a 16 miliardi. Il Governo ha introdotto un nuovo e più rigoroso sistema di controlli sui 2,7 milioni di invalidi individuati dalle Regioni e dalla "generosità" delle tabelle. Le Regioni stesse dovranno accollarsi, da ora in poi, una parte di questa spesa. Sul pubblico impiego è previsto un congelamento per tre anni di ogni incremento automatico e contrattuale. Altro capitolo annunciato da Tremonti riguarda le pensioni future. Si attiverà una sola finestra in dodici mesi. Per quanto riguarda la lotta all'evasione, Tremonti ha confermato i provvedimenti annunciati, con la stretta sulle compensazioni Iva-Irpef-Ire e con l'introduzione della fattura elettronica (già introdotta da Visco e poi abrogata dallo stesso Tremonti nel 2008).

Una manovra iniqua

Confermato, in definitiva, l'impianto iniquo della manovra. Ad esempio, perché colpire soltanto gli stipendi dei dirigenti dell'amministrazione pubblica, decurtandoli del 5% fra le soglie di reddito comprese fra 90 e 130 mila euro e del 10% per la quota eccedente e lasciare intatti quelli dei dirigenti privati? Se condivisione dei sacrifici doveva esserci – come più volte annunciate dal querulo sottosegretario Gianni Letta – non si comprende perché li debbano fare soltanto i dipendenti delle amministrazioni pubbliche. Si poteva elevare, come sottolinea oggi Tito Boeri, l'aliquota marginale dell'imposta sul reddito, portandola dal 43 al 45% oltre una determinata soglia, magari tenendo conto del quoziente familiare. Oppure si poteva introdurre un "contributo di solidarietà", sempre per gli stessi redditi. Colpire soltanto il lavoratore statale introietta l'equazione brunettiana, in base alla quale la maggior parte dei "fannulloni" si nasconde proprio nelle pieghe dei ministeri e delle scuole ed è dunque "equo" chiedere a loro i maggiori sacrifici. L'invereconda decisione governativa sta già suscitando sollevazioni e annunci di scioperi fra i magistrati, i medici, i dirigenti.

Un uguale ragionamento si può fare anche per i dipendenti pubblici che non raggiungono i livelli stipendiali anzidetti, per i quali è previsto praticamente un blocco delle retribuzioni per tre anni. Per i privati, ovviamente, non ci sarà nulla del genere, dato che i loro futuri aumenti salariali sono legati alla contrattazione collettiva fra le parti sociali. Insomma, un provvedimento che tenderà a impoverire drammaticamente una parte della popolazione, quella dei ministeri, addossandole, chissà perché, la colpa per una spesa pubblica fuori controllo.

La lotta all'evasione

Sulla lotta all'evasione fiscale la maggioranza ha rischiato un vero e proprio tsunami per la rigidità con la quale il superministro plenipotenziario Tremonti l'ha imposta ai suoi partner, e in primo luogo al premier Berlusconi. Quest'ultimo, ben consapevole della figuraccia che in queste ore sta facendo di fronte alla vasta platea di partite Iva che l'hanno così entusiasticamente votato nella primavera di due anni fa, ha obiettato che la sua manovra non può rassomigliare a quella del tanto vituperato "mortadella". Poi, alla fine, ha spuntato che la soglia oltre la quale diventano obbligatori i pagamenti tracciabili sia di 5000 euro che, guarda caso, contiene lo zoccolo duro delle prestazioni di piccoli imprenditori e professionisti, che potranno così continuare a fare il bello e cattivo tempo con il fisco. Berlusconi, nella conferenza stampa, ha difeso a spada tratta il limite dei 5000 euro, asserendo che questo limite è inferiore a quello medio europeo. Secondo Tremonti, pensare che si possa imporre il divieto fiscale di utilizzare il denaro contante vuol dire introdurre un sistema di polizia tributaria e in Italia non ci sono le tradizioni culturali, come ad esempio negli Usa, per fare questo.

L'altro strumento che dovrebbe fornire un accelerazione del gettito è stato individuato in un nuovo redditometro.

Monta la protesta: Cgil annuncia lo sciopero generale

Oggi in molte città italiane ci sono state proteste spontanee dei lavoratori pubblici. A Roma, i dipendenti del Ministero dell'economia hanno organizzato una manifestazione spontanea contro la bozza di manovra economica che si inserisce, secondo i rappresentanti sindacali del dicastero, in un quadro pregresso già molto fosco, con tagli di personale e accorpamenti.

Il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani proporrà al direttivo della prossima settimana uno sciopero generale contro la manovra economica entro il mese di giugno. Sabato 12 giugno si terrà una manifestazione nazionale di tutto il mondo del lavoro pubblico.

L'Associazione nazionale magistrati ritiene che il provvedimento contenga «misure inaccettabili per i magistrati e per il funzionamento del sistema giudiziario». Gli stipendi dei magistrati subiscono tre tagli: il blocco dei meccanismi di progressione economica, quello dell'adeguamento automatico alla dinamica dei contratti pubblici e un prelievo forzoso sugli stipendi. Secondo i medici, il Governo «mette le mani nelle tasche dei camici fino a sfondarle».{jcomments on}

 

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