La Regione Lazio approva il regolamento.
Il Consiglio Regionale del Lazio, guidato dall’Onorevole Piero Marrazzo, prima tra le grandi Regioni, ha approvato nei giorni scorsi il regolamento per l’attribuzione del reddito minimo garantito per disoccupati, inoccupati, lavoratori senza stipendio perché in cassintegrazione o collocati nelle liste di mobilità.
Tale storico passo ha permesso l’importazione sul territorio regionale di un modello di tutela presente in tutti i paesi europei più avanzati: dalla Francia all’Austria, Belgio, Olanda fino ai Paesi scandinavi e anglosassoni.
Lo stesso Presidente Marrazzo ha spiegato come La legge regionale sul reddito minimo sia un passaggio decisivo per la nostra comunità.
La Regione non lascia soli lavoratori, famiglie e imprese in un momento di eccezionale crisi a causa della quale 50mila persone rischiano il posto di lavoro solo nel Lazio.
Per questo, nell’ottica di quelle buone prassi amministrative che hanno caratterizzato l’operato del centrosinistra al Governo regionale oggi ci si propone di intervenire con misure straordinarie raggiungendo 20mila cittadini fino ad oggi privi di tutele sociali.
La legge la cui approvazione ha potuto contare sul contributo fattivo dell’intera Giunta assicurerà un reddito minimo per un massimo di settemila euro a persona, per un anno.
Nella convinzione dell’importanza del lavoro sinergico tra Istituzioni Locali che unite devono lavorare per il raggiungimento di obbiettivi comuni è stato stabilito che il cittadino che volesse accedere al reddito minimo deve prima fare una richiesta al Comune di residenza, mentre la redazione delle graduatorie sarà riservata alle Province.
E’ importante sottolineare come, grazie alla legge istitutiva del reddito minimo garantito per disoccupati, inoccupati e precari oltre all’erogazione di una somma di denaro, fino a 7.000 euro l’anno, è prevista l’elargizione di una serie di prestazioni indirette, tra le quali l’erogazione di contributi per il canone d’affitto e per l’utilizzo gratuito dei mezzi pubblici locali.
In regolamento è stabilito che siano beneficiari della prestazione:
a) i disoccupati;
b) gli inoccupati;
c) i lavoratori precariamente occupati;
d) i lavoratori privi di retribuzione.
2. I beneficiari indicati al comma 1, devono possedere, al momento della presentazione dell’istanza per l’accesso alle prestazioni, i seguenti requisiti:
a) residenza nella Regione da almeno ventiquattro mesi;
b) iscrizione alle liste di collocamento dei centri per l’impiego;
c) reddito personale imponibile non superiore a 7.500,00 euro nell’anno precedente la presentazione dell’ istanza;
d) non aver maturato i requisiti per il trattamento pensionistico
Inoltre, per il primo anno di attuazione, in via sperimentale, saranno ammessi alla prestazione solo i soggetti che, in possesso dei requisiti richiesti, abbiano un’età compresa tra i 30 ed i 44 anni.
Il Comune di Ceccano, è il primo che ha comunicato di essere pronto a predisporre il servizio per svolgere tempestivamente il proprio importante ruolo e a recepire le istanze degli aventi diritto. {jcomments on}