Diciamoci la verità: il Pd perde il 40% dal 2008 ad oggi
| Vita Politica - Dibattito |
di Ermisio Mazzocchi - Dobbiamo dire la verità senza risparmiare critiche a noi stessi, analizzando le cause della sconfitta per riuscire tutti insieme a prospettare una vera fondazione di questo partito che ad oggi stenta ad avere una sua consistenza.
In pochi anni abbiamo vanificato, presi dalle autoreferenziali lotte interne, privi di una politica riformista nei contenuti e nella pratica di governo, con atteggiamenti di leaderismo esasperato, le potenzialità di un'azione sinergica di Regione, Provincia, Comuni. Il risultato è stato che abbiamo perso tutte le postazioni di governo!
Siamo apparsi come una classe dirigente chiusa più in logiche di corrente e di sopravvivenza del proprio gruppo di appartenenza che in un'azione di costruzione di un Partito Democratico, riconosciuto dai ceti sociali interessati ad una proposta di cambiamento che non è venuta. Si può vincere e si può perdere, ma ad oggi l'unico risultato è che chi vince e chi perde, vince e perde da solo senza per nulla intaccare il normale andamento del PD. Poco interessa il risultato di Buschini e di Scalia se ho un partito che passa dal 30% al 19% delle ultime regionali, passando per il 14% delle provinciali scorse.
Un dato è certo: dal 2008 ad oggi il PD perde progressivamente quasi il 40% dei consensi e in tempi recenti molti governi di città importanti.
Dovremo ricorrere a tutte le nostre forze per recuperare queste perdite. Ma deve essere chiaro che lo si deve fare unitariamente nel rispetto delle diverse sensibilità.
Le rappresentanze istituzionali di Scalia e di De Angelis e non solo loro, sono del tutto inutili se non sono al servizio di una strategia politica unica e condivisa dall'insieme del partito e definita nelle sedi opportune. Quante volte in questi anni negli organismi dirigenti si è discusso di tematiche legate alla Provincia, ai comuni da noi governati, alla SAF all'ACEA ATO5, all'ATER, all'ASI e COSILAM, facendo interagire il partito al fine di essere identificati come forza che prospetta un modello di sviluppo sociale integrato rivolto a settori produttivi della società?
Occorre superare questo limite e sapere da dove dobbiamo iniziare.
Non possiamo fare a meno di un partito organizzato che riparta dal basso con precise regole che vincolino tutti noi nel progetto complessivo di un'azione di riformismo vero attuata dal PD. Oserei dire, diamoci la regola di creare un PD che non sia solo un'etichetta, ma sia capace di progettare un modello comune fuori dagli schemi delle convenienze e delle appartenenze
Reputo necessario oggi, assumendosi ciascuno la propria responsabilità, me compreso, per quanto è avvenuto, avviare una nuova epoca politica e propongo la sottoscrizione di un Manifesto di intenti che abbia al centro la qualità e i contenuti della politica, individuando le priorità vere del nostro territorio per contribuire al percorso congressuale al fine di aprire la costruzione non formale ma massicciamente sostanziale del Partito Democratico.{jcomments on}
Ermisio Mazzocchi
Direzione Provinciale del Partito Democratico
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Ultimo aggiornamento (Martedì 06 Aprile 2010 12:02)







