Il 5 dicembre non mancare, io ci sarò. Il Pd ci pensi bene.
| Vita Politica - Dibattito |
Tanti hanno già aderito in rete all'appello per il 5 dicembre e saranno in piazza della Repubblica, a Roma. Me compreso. Il profilo della manifestazione si determinerà sulla base di chi ci sarà e chi no. La mobilitazione del prossimo 5 dicembre contro il governo Berlusconi costituisce un elemento di novità per le forme con cui è stata convocata: in Rete e dalla Rete.
E' bene che ciò sia chiaro, perché nel'epoca di internet saranno sempre più frequenti casi di questo tipo. E' un po' strano, quindi, il dibattito in corso nel Partito democratico sulla presenza o meno alla manifestazione, che erroneamente è vista come promossa dall'Italia dei Valori e, ingenuamente gliela consegna. Rivolgo un appello al Pd, perché colga la sostanza della proposta a manifestare che avanzano i movimenti "freddi" dell'era digitale.
Senza nulla togliere al partito di Di Pietro, è bene chiarire questo punto. Tanti di noi hanno già aderito in rete all'appello per il 5 dicembre e saranno in piazza della Repubblica, a Roma. Posso anche capire che il dialogo con l'Udc ed in particolare con Pierferdinando Casini (che esocizza le manifestazioni di massa e di piazza) vada salvaguradato nell'intersse della comune opposizione per il bene del Paese, ma non si sottovaluti quello che sta avvenendo nella società italiana.
Il "berlusconismo" è andato oltre i limiti di tollerabilità e comincia a perdere di forza. Ciò non significa un immediato riscontro elettorale, bensì l'avvio di un processo forse non molto veloce, ma a maggior ragione da leggere in profondità. La Rete è uno specchio meno deformato di tanti altri. Naturalmente, anche il puro e semplice urlo demagogico non serve a nulla. Come non servirebbe un replay di quello che accadde qualche mese fa a piazza Navona. Penso che sarà proprio il popolo della Rete a rivelarsi più evoluto e maturo. E' un banco di prova, del resto, per l'autorevolezza del cyberspazio, ma anche per chi lo sa usare e chi no. Questa è materia che si deve imparare ed anche molto in fretta. Piuttosto si discuta della piattaforma politica, che non può avere bandiere e bandierine preconcette. Se sarà così forse qualcosa cambierà anche nei modelli della politica. Altrimenti si riprodurranno discussioni prevedibili e scontate. Oggi è indispensabile costruire un vasto schieramento delle opposizioni politiche e sociali. L'incipiente crisi istituzionale ce lo chiede. Più siamo meglio è per tutti, per il Paese ed anche per l'Udc.
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Ultimo aggiornamento (Domenica 22 Novembre 2009 13:26)







