Bisogno e voglia di piazza
| Vita Politica - Dibattito |
Andare o non andare alla manifestazione «No Berlusconi day» del 5 dicembre, nata sulla rete e subito "acchiappata" da Tonino Di Pietro? Le cronache giornalistiche raccontano che l'enigma ha aleggiato nella prima direzione Pd dell'era Bersani.
Nessuna divisione manichea tra sponsor della piazza e allergici al dipietrismo, anzi. Alla fine tutti hanno concordato con Bersani che ha chiesto di evitare di infilarsi in «conte» e «tormentoni» di qui al 5 dicembre. Il Pd preferisce le manifestazioni auto-promosse, non va «a traino» di quelle degli altri, ha spiegato il segretario. E in questi casi vale una «regola generale», se le parole d'ordine non sono «incompatibili» nessun problema se militanti o dirigenti vanno in piazza.
Già, ma nel caso del «No Berlusconi day»? Quella piazza «non ha ancora un profilo definito». Basta per essere assenti?
Non ci sono parole più appropriate di quelle di Anna Finocchiaro per definire lo spettacolo che si è visto al Senato durante l'approvazione della legge Finanziaria: "il frenetico immobilismo delle comiche in bianco e nero dove tutto si muove poi resta identico a prima. Il governo ha detto no a tutti i provvedimenti che parlavano ai bisogni: la cedolare secca sugli affitti, il credito di imposta, la ricerca, il taglio dell' Irap, il fisco per le famiglie, il lavoro, il Mezzogiorno".
No si può stare fermi. C'è una gran voglia di protestare e di esserci a protestare.
Il ddl Gasparri-Quagliariello manda al macero centinaia di processi a tutela dei cittadini per difenderne uno solo. In rete è partito un tam tam formidabile per fare della manifestazione del 5 dicembre l'occasione per dire basta alla giustizia su misura. Trecentomila adesioni e mancano tre settimane. Non basterà la piazza a fermare tutto questo, certo. Non basterà la sinistra da sola. È però possibile che poco a poco anche chi ha dato la sua fiducia a questa maggioranza si renda conto della truffa: sarà quando ne pagheranno le spese di persona, probabimente. Sulla loro pelle, su quella dei figli.
4200 giovani ricercatori precari avrebbero dovuto essere assunti con gli 80 milioni di euro cancellati con un tratto di penna. Il ministro Gelmini, il ministro Tremonti, il presidente del Consiglio hanno idea di che cosa voglia dire negare la dignità di un posto di lavoro a chi ha investito nel sapere?
Non basterà la piazza, ma importante è che il Pd si mobiliti contro le schifezze sulla giustizia, che non può voler dire impedire a qualcuno di andare anche il 5 dicembre e basta.
Non ci manca la voglia di lottare. «Centinaia di circoli, piazze e gazebo» per dire basta con lo slogan: «Sempre sui problemi del capo del governo mai sui nostri». «La gente è stufa di veder spuntare riforme solo quando servono ai problemi di uno solo». E' da condividere questa impostazione che tiene unite la questione democratica e quella sociale. Ma questo non esclude di essere in piazza il 5 dicembre per dire si alla legalità e no all'arroganza di un padrone. {jcomments on}
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Ultimo aggiornamento (Mercoledì 18 Novembre 2009 13:08)







