I costi della politica, la rabbia e un certo scandalismo
| Vita Politica - Dibattito |
di Alessandro e Ignazio Mazzoli - La rabbia in questi giorni, in queste ore e per tantissimi, ormai da tempo, s'impossessa di tutti quelli che sono in grande difficiltà economica per redditi insufficienti o addirittura perchè sono senza lavoro. Spesso la rabbia ci fa scagliare con il primo che capita. E, questo è un grave errore. leggi tutto
Di chi è la colpa se stiamo così male? Di chi è la colpa se la Grecia è in ginocchio? Di chi è la colpa se l'Italia un giorno è sull'orlo del fallimento e il giorno dopo ha grandi speranze di futuro? Queste domande avendo appreso dell'ultima ribellione contro "i costi della politica" che ormai attira tutti i fulmini dei cittadini in difficoltà e che porta il nome dell'ultima pagina aperta su Facebook "i segreti della casta di Montecitorio" da un precario della Camera dei Deputati.
Ma i conti di chi, sta risanando il popolo greco? I conti di chi, dobbiamo risanare noi pagando ticket assurdi sulle necessità della nosta salute (tanto per citare uno dei numerosi sacrifici che ci vengono imposti)? In questa angosciosa rincorsa a pagare i "nostri" (?) debiti con il nostro lavoro, i nostri risparmi, il contenimento delle nostre pensioni abbiamo risanato le banche che con le loro speculazioni hanno causato questa terribile crisi cha colpisce il mondo intero. Il modo intero si. Ma chi ha causato la crisi non è il mondo intero, ma quella parte che si autodefinisce civile ed evoluta e che è il mondo capitalistico ed è quello che ha generato la crisi e cerca di scaricarla su tutti gli altri paesi. E la scarica, anche attraverso le "sentenze" delle società di rating (che sono società private di quei paesi crisaioli), su tutti gli altri paesi del mondo.
La rabbia è giusta e sacrosanta in questo momento, ma non deve accecarci e soprattutto non deve farci sbagliare obiettivo da colpire con la notra polemica e con le nostre iniziative.
Ogni volta che una nazione mette mano ad un bilancio di risanamento c'è qualcuno che fa affari d'oro. Ma d'oro, proprio d'oro! Forze anche occulte che manovrano enormi quantità di denaro (chiaramente non di loro proprietà) creando difficoltà ad intere nazioni. Mettendole in ginocchio. Buttando sul lastrico milioni di cittadini di ogni età, incolpevoli, che mai forse si sono indebitati in vita loro.
Queste forze che affossano la nostra vita e quella delle nostre nazioni lucrano miliardi di miliardi di dollari e di euro e però ci dicono che la politica deve dare il buon esempio.
Chiunque ama la democrazia, chiunque crede che non ci sia vita possibile senza democrazia sa e pretende che la politica, quella democratica, deve dare il buon esempio. Ma sappiamo anche come i costi della politica che a noi sembrano colossali, rispetto alle operazioni che arricchiscono "i signori della finanza", sono briciole e bricioline.
I miliardi e miliardi di dollari e di euro dei "signori della finanza", quelli dobbiamo esigere per tutti i cittadini del mondo. Non possiamo rassegnarci che tutto resti così in una immensa, incurabile ingiustizia.
Certo dopo l'avvento del berlusconismo la politica italiana, in particolare, è diventata uno squallido mercato di posti e di prebende, un scandaloso esercizio di "fai da te per te" e il lavoro della magistratura ha appena sollevato il coperchio. Soprattutto, la politica italiana ha manifestato lontananza dai cittadini ed una totale inefficienza verso di loro. Questo metodo ha coinvolto anche l'opposizione? Certamente si, soprattutto quelli che hanno pensato che in questo mondo non ci fosse più un problema di giustizia sociale e di eguaglianza. Se c'è una casta essa è formata da costoro appena descritti.
Ma una stagione buia non può far smarrire le ragioni della democrazia, la sua fisiologia, le sue regole, le sue strutture e quindi i suoi costi. La rabbia di oggi prima di tutto deve saperci far individuare i colpevoli di questo disastro mondiale. Essi sono gli arricchimenti smodati. Le ricchezze di interi popoli finite nelle mani di singoli riccastri ingordi e autoritari.
La rabbia poi deve farci capire chi sono i servi di questi arroganti. Certamente sono i governanti che garantiscono cittadinanza e agibilità ai voleri di quei signori attraverso regole ingiuste e mortificanti per i più. Questi governi e le maggioranze che li sostengono vanno cambiate con il voto. Il prima possibile.
In questa verifica certo ci sono anche strutture che vanno eliminate, snellite (un Parlamento con una sola Camera, dimezzato nel numero degli eletti , un Senato che diventi la sede di rappresentanza delle Regioni, via le Province così come sono e le comunità montane, i compensi dei parlamentari e consiglieri regionali siano definiti nella media europea e poi ritorni anche il volontariato per lo sterminato esercito di consiglieri comunali e provinciali ecc.)
Ma quello che è inconcepibile è il generico attacco alla politica. Essa è un'attività. Invece c'è qualcuno che cerca di farne una reltà omnicomprensiva dove non si distingue chi governa e chi si oppone. Dove non si distingue la legalità dall'arbitrio. Dove non si discerne lo spazio per chi vuole lottare contro le ingiustizie da chi pratica la sopraffazione economica e normativa. Quello che ci colpisce è questo esercizio di scandalismo per i costi della politica menando colpi alla cieca e individuando in essa l'unica casta pericolosa per la nostra esistenza. E' uno scandalismo che vuole coprire ben altro.
La politica è un esercizio che si deve sviluppare dentro le regole della democrazia e dentro le sue istituzioni. Chi vuole portare l'attacco alla politica in genere porta l'attacco alla democrazia. Questo oggi tentano e vogliono "i signori della finanza".
A questo gioco non ci possiamo stare e in primo luogo non può starci quello che ama definirsi il popolo della sinistra. La vita democratica costa, ma è un prezzo che dobbiamo pagare se vogliamo portare nelle sedi in cui si decide i rappresentanti delle nostre idee di eguaglianza, di giustizia e di sviluppo umano. La vita democratica costa, ma è un prezzo che dobbiamo pagare se non vogliamo essere sopraffati dal sopruso dei signori della finanza mondiale che in numero sempre più ristretto pensano di governare 6 miliardi e mezzo di cittadini del mondo. Un numero molto ristretto, molto, ma molto meno del famoso 5% che un tempo era indicato come il numero dei benestanti che avevano avuto successo. La democrazia o la paghiamo noi o non è.
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Ultimo aggiornamento (Venerdì 22 Luglio 2011 12:14)







