Dibattito

Un governo che non affronta la crisi devasta l’Italia

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Vita Politica - Dibattito

di Alessandro Cardulli da Dazebao.org 25 lug 09 - Un acuto analista dei sistemi informativi italiani, in una amichevole conversazione di alcuni giorni fa, ci spiegava perché televisioni e radio, quelle dei servizio pubblico in primo luogo, non davano notizie delle notti brave di Berlusconi. Trattandosi di pornografia, scherzava ma non troppo, c’è un problema che riguarda i minori. Bisognerebbe dare le notizie negli orari consentiti.

 

Troppo complicato, meglio non dire niente, ignorare le prestazioni del presidente del Consiglio e delle sue escort. Accade così che il giornalismo italiano diventa lo zimbello a livello europeo e mondiale, il nostro paese diventa una specie di tomba per la libertà dell’informazione. E’ una grave devastazione di cui è responsabile Berlusconi in prima persona, la maggioranza che lo sostiene, il governo. In comune i “ disastri” della politica governativa hanno la messa in mora del Parlamento. E’ come se non ci fosse. Esemplare da questo punto di vista il dibattito sui provvedimenti anticrisi. Con un voto di fiducia si fa passare di tutto, di più. Il ministro Tremonti inserisce nel decreto nuove norme che il Parlamento non ha mai discusso, ma va tutto bene. Anche i parlamentari della maggioranza non sono al corrente. Ma a loro non interessa votano e basta. L’opposizione vorrebbe fare il suo mestiere viene messa a tacere, basta un voto della maggioranza e la discussione si chiude.

Con lo “scudo”generalizzato condono agli evasori
Il decreto anticrisi, con lo scudo fiscale, si riduce ad un generalizzato,nuovo condono agli evasori, a chi esporta capitale, spesso denaro sporco segnato da mafia, camorra, criminalità organizzata. Quanto sta avvenendo a Roma a partire dalla chiusura del famoso Café de Paris, all’inchiesta che vede coinvolti in fenomeno mafiosi noti locali, è un segnale ben preciso. Il secondo punto del decreto anticrisi riguarda le donne che operano nel pubblico impiego: l’età per andare in pensione cresce di un anno ogni due per mettersi in pari con gli uomini. Ma i soldi risparmiati dove finiranno? In un calderone indistinto da cui prelevare per scopi ben diversi da sostegno al lavoro di cura, il doppio lavoro, esercitato dalla donne stesse. Non c’è segno di alcuna misura contro la recessione. Altra devastazione arriva dalla ministra Gelmini. Per mascherare i tagli al budget reale delle università italiane mette in pista il “premio” per gli atenei che si distinguono, i più “bravi”. “Aria fritta” come viene definito dalla valanga di commenti che girano sul web, lo spottone ministeriale. Sarebbe interessante sapere per esempio quali sono i criteri adottati per stilare la classifica delle università Per esempio in testa c’è Trento, ma nelle classifiche internazionali non figura.

Le Gelmini maschera i tagli ai fondi per le università
Nel World university ranking del 2008 solo sette atenei italiani erano in graduatoria, nei posti più bassi. Il primo fra questi era Bologna, ne aveva davanti ben 192. Altre sei erano fra le prime quattrocento. Non figurava Trento. Allora cosa è accaduto? Non si sa. In realtà si parla di graduatorie tutte “italiane” che risalgono al 2003. Quali criteri adottati? Le notizie che circolano danno un quadro desolante. Si dice che fra questi criteri ve ne sia uno che premia gli atenei dove vengono promossi al secondo anno, dopo aver superato i due terzi degli esami, un numero maggiore di studenti. Come è noto ci so no atenei dove superare gli esami è come bere un bicchier d’acqua. In realtà si danno dei soldi ad alcune università togliendole ad altre. La somma disponibile per questa operazione è pari al 7% dell’intero fondo stanziato. Fondo che da qui al 2013 subirà tagli pari al 67%. Questo il vero problema perché la crisi dell’università arriverà così al collasso. Fa il pari con i tagli al fondo per lo spettacolo e la cultura contro il quale è in atto una forte protesta. Altra devastazione riguarda la Sanità. Vengono commissariate due Regioni, la Campania e il Molise. Saranno gli stessi presidenti ad esercitare questo ruolo. Si pensa così di risanare? Oppure il problema riguarda l’intero sistema che vede ormai ben poche regioni “ virtuose” e sul quale si è abbattuta la scure del taglio degli stanziamenti?

Il Mezzogiorno sempre più ignorato
Prima si tagliano i fondi e poi si spara a zero contro Regioni “svantaggiate” già dal momento in cui sono nate rispetto ad altre. Non è un caso che, come per le università, anche per la Sanità, fanalino di coda sia il Mezzogiorno totalmente abbandonato dalla politiche dei governi di centrodestra. Non è un caso che nel Pdl si sia aperto il problema del rapporto con il movimento di Lombardo,presidente della Sicilia che sta organizzando il cosiddetto” partito del Sud” e non ha partecipato al voto di fiducia. Sempre nella maggioranza sta sempre più prendendo piedi un nuovo “ caso Tremonti” che inquieta lo stesso Berlusconi. Lo ha sempre difeso ed ora cerca di limitarne i poteri perché non c’è più sintonia con numerosi ministri che devono presentarsi a lui con il cappello in mano per elemosinare un po’ di soldi. Altro versante di devastazione oltre ai provvedimenti sulla sicurezza criticati apertamente dallo stesso Presidente della Repubblica che pure li ha firmati ma che attende qualche riscontro, c’è l’attacco sempre più forte alla autonomia della magistratura con l’intenzione di emanare leggi che hanno il chiaro sapore di incostituzionalità come ha affermato il Consiglio superiore della magistratura. E poi la legge che smantella il testamento biologico, quella sulle intercettazioni. Ce ne dimentichiamo altre, senza dubbio perché seguire il governo nella sua opera di devastazione è davvero faticoso. La speranza è che il governo vada presto in ferie e non combini altri danni e che alla ripresa l’opposizione batta un colpo. Anche forte, se possibile.
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Ultimo aggiornamento (Mercoledì 29 Luglio 2009 11:38)

 

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