Se conoscessero le regole della democrazia
| Vita Politica - Dibattito |
di agitprop - Berlusconi vada in Parlamento e si dimetta - Berlusconi e Bossi e la loro maggioranza hanno fallito con numeri che nessun governo nella storia repubblicana ha mai avuto. Ed allora non resta altro che vengano in Parlamento e si dimettano! leggi tutto
Alle opposizioni spetta di mettere a punto un programma che ridia speranza a questo Paese, a partire da una seria discussione di merito. Il Pd, a nostro parere dovrebbe, convocare gli stati generali del centro sinistra per cominciare a tracciare le linee guida di un programma possibile di alternativa, individuare il campo delle alleanze e indicare una ipotesi condivisa di riforma elettorale.
Lo spettacolo che la destra sta dando al Paese è da un lato penoso e dall'altro irresponsabile. Penoso perché si svolge di fronte ad una situazione economica drammatica e a condizioni economiche e sociali che peggiorano quotidianamente, alla precarietà e alla solitudine di tanti giovani a cominciare da quelli della scuola che si trovano dalla sera alla mattina senza un lavoro.
Penoso perché coloro che hanno alimentato una campagna furibonda contro le istituzioni e la politica, traendo beneficio da un qualunquismo presente -seppur, speriamo, in forma minoritaria- nella cultura del nostro Paese, usano le istituzioni per approvare leggi per interessi personali, non sono in grado di garantirne il corretto funzionamento e quotidianamente ne stravolgono il mandato costituzionale.
Bossi che con la sua corte si reca il lunedì sera alle cene di Arcore non ha niente da invidiare ai vertici del CAF da lui tanto condannati nelle adunate leghiste.
Inoltre, lo spettacolo della destra è irresponsabile perchè si consuma proprio quando, con la congiuntura economica di ottobre-novembre, il rinnovo dei titoli di Stato e la possibile ripresa europea, si nega al Paese un'ulteriore chance per risollevarsi. Si pone il Paese di fronte ad una frattura sociale profonda che rischia di divenire irreversibile e di trasformarsi in frattura democratica ed istituzionale.
Si provi ad attuare prime misure che diano speranze e risorse alla parte più debole del Paese a partire dal lavoro dipendente e alla piccola impresa e si approvi una legge elettorale che restituisca ai cittadini il diritto di scegliere i propri rappresentanti.
E' proprio vero: chi è allergico alle regole sviluppa una sorprendente ignoranza istituzionale: così Pdl e Lega studiano a tavolino i prossimi sgambetti a Fini, ma si tengono lontani dal Colle. Berlusconi vuole una linea 'soft' per quanto riguarda l'eventualità di chiedere subito il voto. Napolitano attende ancora il nome per il dicastero dello sviluppo economico e continua a seguire con attenzione gli sviluppi della crisi politica.
Nel Pdl si pensa che Fini si stia preparando a sostenere un governo di transizione a guida Pisanu. A palazzo Madama l'ex ministro dell'Interno potrebbe contare sull'appoggio di alcuni senatori sardi e avere il sì dell'opposizione. Il diretto interessato, tuttavia, nega qualsiasi suo coinvolgimento anche se rimarca l'anomalia della mossa di Berlusconi e Bossi di ieri sera. "Fli è pronta alle elezioni in primavera, se non c'è il Pdl ci sarà altro", ha osservato l'ex leader di An che potrebbe in caso di elezioni unirsi con Casini, Rutelli e Montezemolo.
Proprio per evitare che Fini si organizzi il Carroccio vorrebbe andare subito alle urne. "Occorre uscire dal pantano", ha tuonato Umberto Bossi ribadendo la sua intenzione anche durante il breve Consiglio dei ministri. Nel caso si andasse ad elezioni in primavera la Lega potrebbe chiedere a Berlusconi la candidatura a sindaco di Milano per Roberto Maroni.
Giorgio Napolitano attende ancora il nome per il dicastero dello sviluppo economico e continua a seguire con attenzione gli sviluppi della crisi politica esplosa all'interno della maggioranza di governo, per essere pronto a intervenire qualora le tensioni cominciassero ad avere ripercussioni concrete sulla tenuta del governo. Fino ad allora, ha spiegato più volte, non avrà titolo per intervenire.
La sua posizione non cambia nonostante i tentativi di coinvolgerlo nelle operazioni studiate per convincere Fini a lasciare la carica istituzionale che riveste.{jcomments on}
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Ultimo aggiornamento (Mercoledì 08 Settembre 2010 10:46)






