Dibattito

Al voto, per battere Berlusconi

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Vita Politica - Dibattito

mazzolism_100di ignaziomazzoli - Quelli che volevano il voto subito lo avranno. Lo dico così a naso, ma trovo sui giornali di oggi che anche altri ne sono convinti. Il desiderio o il bisogno di un governo di transizione sono superati dai fatti. Tramonta così l'idea della riforma elettorale (anche per le divisioni del Pd) indispensabile a non rivotare con il Porcellum. leggi tutto

Il doppio feroce attacco a Silvio Berlusconi che parte da Firenze con le dichiarazioni di Bersani e arriva alla Festa Democratica di Torino dove parla Massimo D'Alema, racconta cosa c'è oltre il sogno: bisogna preparasi al voto anticipato.

Con il Porcellum, appunto e con il Cavaliere in pista, questa è la realtà del risveglio. E' probabile, possibile che si vada alle elezioni prima del tempo. Dobbiamo cercare di battere Berlusconi e dobbiamo farlo con tutte le nostre energie. Dice il Pd che anche le primarie saranno giocate tutte sull'antiberlusconismo. Mi sembra giusto.

Questo è il quadro che ci appare stamattina e non consente altre interpretazioni.

Credo che la prima cosa da fare sia quella di schierarsi. Bisogna schierarsi per il centrosinistra e con il centrosinistra qual'è oggi senza inventarsi, anche qui, scenari che non ci sono nè potranno esserci a distanza di qualche mese.

Voglio esser chiaro su questo punto sollecitato da due trasmissioni-dibattito della rete televisiva "La7", "inOnda" alle 20,30 che seguo tutto i giorni perche la trovo una delle poche trasmissioni intelligenti e ben fatta, diretta brillantemente da Luisella Costamagna e da Luca Telese.

Per due sere consecutive hanno diretto confronti che impegnavano due giovano dirigenti del Pd. La prima sera Debora Serracchiani che ha avuto di fronte l'onorevole Ciriaco De Mita e la seconda sera il sindaco di Firenze Matteo Renzi messo a fronteggiare il direttore di "Libero" Maurizio Belpietro.

In tutte e due le serate poco dopo l'inizio ho provato un profondo disagio. Il disagio di un cittadino che guarda con speranze mai sopite al centrosinistra e spera sempre che i rappresentanti di questa area facciano bella figura perche sono i migliori. Sarà effetto dell'educazione ricevuta dall'esperienza della sinistra italiana della seconda metà del '900, che nell'80% delle situazioni erano sempre i più preparati, i più informati, i più accurati e profondi nelle analisi e i portatori delle proproste più credibili.

Il mio disagio nella prima serata, quella con la Serracchiani, è stato causato dalla totale incapacità dell'eurodeputata a confrontarsi con la ricostruzione delle cirostanze che viviamo prodotta dall'on De Mita. Ad eccezione di una serie di sono d'accordo non è andata, preoccupata di dimostrare che il bipolarismo è la salvezza della nostra situazione. Nella valutazione critica del bipolarismo svolta da De Mita c'era un giudizio durissimo della feroce battaglia politica, senza esclusione di colpi che si svolge nel nostro Pese. E qui si apriva un immenso spazo per trovare anche una sintonia con de Mita, ma portando lui a dichiarare un suo accordo. E qual'era questo spazio? Quello delle ragioni delle crudezza feroce dello scontro. De Mita non l'ha detto, ma sollecitato opportunamente l'avrebbe detto. La scontro è durissimo perchè corrono pericoli le libertà e la democrazia del nostro popolo e di questo Paese. Se l'avvocato Debora Serracchiani avesse fatto questa operazione dialettica sarebbe stato un dirigente politico. Ma così non è stato. Pazienza. Ahhh, quanti danni hai fatto Walter Veltroni!

Nel secondo confronto, se possibile, è andata ancora peggio. Per due motivi. Uno di forma e come sempre un altro di sostanza. Quello di forma è costituito dal non essere riuscito, Renzi, a fare meglio di Belpietro. Non fare bella figura con De Mita si può pure mascherare con l'inesperienza di fronte ad un vecchio maestro o un vecchio volpone. Ma non fare bella figura con un pennivendolo o meglio pennivenduto (si può dire?) non è ammissibile per il sindaco di una delle capitali della cultura, dell'arte e della politica italiana.

Se è poco edificante cavarsela con "i sono d'accordo" della Serracchiani, risulta davvero deprecabile dichiararsi d'accordo con il direttore di Libero, un giornale specializzato in linciaggi morali.

Ma la corsa più grave si è verificata quando Renzi, per arginare l'irruenza di Belpierto, ha dichiarato di non aver mai considerato Berlusconi un caimano. (non discuto qui se il termine è appropriato, ma colgo il suo significato diffuso nell'opinione pubblica)

Si corre il rischio di non capire più niente.

Andiamo per ordine. Il sindaco è stato invitato alla trasmissione per illustrare l'appello, da lui lanciato alla fine di agosto, a rottamare i dirigenti del suo partito. Doveva spiegare quali fossero i motivi e anche se possibile quali fossero le alternative. L'argomento principale di Renzi è stato quello di denunciare che nel suo partito si parla di posti di potere e non di argomenti che interessano la gente. E' sicuramente in buona parte vero, ma è altrettanto certo che Matteo Renzi appartiene proprio alla categoria a cui lui vorrebbe fare la lezione.

Io posso polemizzare con la posizione del Pd che vuole difendere insieme il lavoro e l'impresa, ma per quanto non mi piaccia è una posizione. Renzi quale posizione ha sui problemi del lavoro? Cosa pensa di Pomigliano? Come giudica Marchionne? Condivide la critica di Romiti allo stesso Marchionne? Ma soprattutto Renzi, l'uomo che era partito con l'idea di riformare l'articolo uno della Costituzione (che i fiorentini gli hanno rapidamente corretto), cosa pensa della possibilità di fare contratti contro i riconosciuti diritti costituzionali e contro la contrattazione nazionale?

Questo, caro sindaco di Firenze, sono fatti concreti che interssano ai lavoratori che sono tanta parte della "gente". Senza Berlusconi queste ferite alla legittimità democratica delle lotte operaie non ci sarebbero state. Ecco perchè mi pacerebbe che si potesse avere risposta alle domande poste.

In due anni di governo i provvedimenti economici hanno tutelato i redditi più alti, i più ricchi mentre l'intero Paese, la gente che vive facendosi il mazzo, non ce la fa ed è andata ad ingrossare le file dei disoccupati. Troppo facile cavarsela dicendo che la crisi è mondiale. Sono sempre di meno quelli disposti ad accontentarsi di questa risposta.

Ma Renzi crede davvero che basta dire che i conti non tornano per convincere la gente che si può e si deve morire di fame?

I conti di un bilancio, qualunque bilancio da quello della Stato a quelli delle imprese tornano se sono costruti sulla base di un giusto e dignitoso riconoscimento di tutti i soggetti presenti sulla scena. Questo è un punto sul quale si deve avere il coraggio di essere chiari. E' lo spartiacque fra giustizia e ingiustizia, fra dittatura e democrazia, fra guerra e pace. Chi non vede il pericolo in Berlusconi è chiaro che questa visione non la condivide.

Quando si fa un bilancio di sacrifici in cui questi si scaricano sui più numerosi che sono anche i più deboli è chiaro che si sta facendo un'operazione ingiusta. "Non c'è nulla che sia più ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali". (Don Lorenzo Milani, da Lettera a una professoressa). Non aggiungo altro, ma so per certo che quando i soldi mancano si prendono laddove ci sono e in Italia i "laddove" ci sono, non mancano; ma grazie a quelli che in Berlusconi non vedono un pericolo sono ben protetti.

L'Armonia Sociale non è uno status statico in cui uno comanda e tutti come formichine seguono lo stesso percorso, per sempre. L'armonia di vita di un società è un equilibrio che cambia continuamente e bisogna permettergli di cambiare perchè solo così genera il nuovo. Ma questa condizione di vita va difesa con delle regole: la Costituzione. Quella nata dalla Resistenza.

Ma come si fa non vedere un pericolo in Berlusconi? La crisi della maggiornza di centrodestra esplode sul tema della legalità. I giovani, quelli veri, quella parte che ragiona pensando al futuro della propria generazione danno vita all'Onda Viola e a tanti altri movimenti e a migliaia di associazioni per mobilitarsi contro i pericoli che corre la libertà d'informazione e, Renzi non considera un pericolo Berlusconi?
Non è un pericolo? Non è un pericolo un capo di partito che non ammette il confronto ed il dissenso e chi lo pratica subisce attacchi violenti, diretti, che non risparmiano famiglia, moglie, nessuno. Non mi sorprende. E' lo stile di Berlusconi. E ancora non fa paura?

Io penso che il il nostro paese, la nostra società debbano ringraziare quei politici che vedendo il pericolo sono stati lungimiranti. L'Italia politica in questi anni ha oscillato fra "il non esorcizziamo Berlusconi" e "Berlusconi nuovo Mussolini". Se fossimo rimasti dentro questa morsa probabilmente oggi saremmo in una situazione "fisicamente" drammatica. Io non ho conosciuto la Resistenza antifascista perchè ero in quegli anni un neonato, ma ho capito cosa era il fascismo e ho percepito che chi voleva attuare il piano di rinascita della P 2 costituiva un pericolo diverso, così l'ho colto e così l'ho combattuto. Nella seconda metà degli anni ottanta e negli anni novanta si è determinata una lacerazione della memoria storica che ha colpito non solo la società e le nuove generazioni, ma anche i partiti vecchi e rinnovati. Riannodare i fili della memoria e capire il nuovo e le differenze è stato il lavoro duro e a volte ingrato di questi anni. Ora è un bel lavoro.

La saggezza e la lungimiranza hanno pagato prezzi alti in termini di poplarità e di voti. Ma, qualcosa è cambiato. Davanti agli italiani c'è chiaramente una questione morale che va da Noemi all'Aquila passando per tante altre avventure affaristiche e c'è una questione della legalità repubblicana che va dalle leggi ad personam e a quella ad aziendam, dall'invasione della Rai all'attacco della libertà d'informazione.

Due grandi questioni che urlano voglia di giustizia e che già orientano il voto. Mi sento di dire che nella peggiore delle ipotesi elettorali non ci sarà più un cappotto della maggioranza di centrodestra come nel 2008. Il prossimo parlamento sarà tutto diverso. E sarà figlio di saggezza e lungimiranza e di tutti quelli che hanno percepito Berlusconi come un uomo ingiusto. Come un pericolo.

Voglio chiudere questa polemica e non vado altre. Provo tuttavia un senso di gratitudine per queste iniziative di "inOnda" e de "La7" anche se confesso tutta la mia amarezza e indignazione per il serizio del telegiornale di Mentana sui precari che ha sposato a priori la posizione del Ministro Maristella Gelmini. Rinvio a ciò che ho scritto qualche rigo più su a proprosito dei bilanci. Per me è inaccettabile la filosofia aziendalista, del ministro e molto cara al suo presidente del Consiglio. Aggiungo anche che Marystar deve innanzitutto avere maggiore rispetto per coloro che perdono il lavoro e sono disperati, fino al punto di mettere in gioco la propria vita. Le persone non sono numeri e la dignità di chi soffre deve essere sempre rispettata.

Certo che ora un governo diverso senza elezioni sarebbe la vera soluzione. Così non sarà e con il turno unico del Porcellum vince chi prende un voto in più. Quindi il centrosinistra dovrà andare alle elezioni profondamente unito. Anche con Vendola e Di Pietro. Speriamo di realizzare poi un bipolarismo più civile (non un bipartitismo).

Ora bisogna solo schierarsi. Nel centrosinistra.{jcomments on}

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Ultimo aggiornamento (Lunedì 06 Settembre 2010 19:53)

 
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