Fiat Pomigliano: cosa dice Sergio Cofferati
| Vita Politica - Dibattito |
Oggi è l'ex segretario Cgil Sergio Cofferati a bollare l'accordo che, in un'intervista a La Repubblica, definisce "un suicidio": la sinistra è "immobile, non sa difendere gli operai". Dice Cofferati: "Penso che la Fiom abbia fatto bene a non firmare" e spiega che è stata concordata tra le parti la violazione di un diritto sancito dalla Costituzione, ovvvero quello di sciopero. Inoltre c'è "la volontà di mettere in crisi i fondamenti della rappresentanza e dell acontrattazione collettiva. E' l'avvio di una destrutturazione del sistema". E poi: "Ma ci si rende conto che a giudicare in ultima istanza se l'eventuale sciopero è illegittimo sarà l'azienda stessa?". Gli operai saranno chiamati ad esprimersi attraverso un referendum: ma per Cofferati di questo strumento si fa un "uso strumentale", perché "un piccolo gruppo di persone si pronuncerà su un'alterazione della Costituzione in uno stato di necessità". Ma Marchionne, il manager che piaceva tanto all asinistra? "Questa Fiat è andata ben oltre la Fiat di Romiti". Di fianco, un articolo dell'inviato Alberto Statera, descrive "Pomigliano l'anarchica": una fabbrica realizzata nel 1968, quando infuriava l'autunno caldo, che Romiti definì 'un bastone gettato dall'Iri e dalla Democrazia cristiana tra le gambe della Fiat', che ha potuto godere di ottimi incentivi per ingraziarsi le clientele meridionali. Scrive Statera: "nacque male Pomigliano e crebbe peggio, con il più basso tasso di produttività , il più alto tasso di assenteismo, soprattutto in coincidenza con le partite del Napoli calcio (fino al 24 per cento), il venerdì o sotto elezioni, quando c'è l'occasione di fare il rappresentante di lista. L'ultima volta pare siano stati 2800, oltre la metà della forza lavoro a disertare la catena di montaggio. E poi il record nazionale di invalidi, i doppi lavori, i furti e i difetti nelle auto prodotte".
Sul Corriere, intervista all'attuale segretario Cgil Epifani: "Gli operai vogliono tornare al lavoro. Fiat e Fiom ci ascoltino, intesa possibile". Epifani rimprovera la Fiom: "avrebbe dovuto confrontarsi con la Cgil prima e non alla fine". Tuttavia "ci sono due anni prima che l'investimento per spostare la produzione della Panda dalla Polonia a Pomigliano vada a regime e quindi c'è tutto il tempo per ricomporre questa frattura". Sui punti che la Cgil contesta nell'accordo, ovvero sciopero e malattia, Epifani dice: "Faccio un esempio: le sanzioni contro i sindacati che proclamano uno sciopero in coincidenza di un sabato lavorativo reso possibile dall'accordo. Ma se si tratta di uno sciopero generale o di uno sciopero per un incidente sul lavoro, cioè non legato a vertenze aziendali, che senso hanno le sanzioni? Oppure, se ci sono picchi di assenteismo per cause non dipendenti dai sindacati, come il fare il rappresentante di lista durante le elezioni, che dipende dalle leggi, che c'entriamo noi? La Fiat se la veda con le forze politiche e faccia cambiare le norme. E infine: perché un malato vero deve pagare anche per chi fa il furbo?".
Il Riformista fa cosa utile proponendo ai lettori "parola per parola" l'accordo su Pomigliano in tutti i suoi capitoli: orario di lavoro, lavoro straordinario, rapporti diretti-indiretti, bialnciamenti produttivi, organizzazione del lavoro, formazione, recuperi produttivi, assenteismo, Cigs, abolizione voci retributive, maggiorazioni lavoro straordinario, notturno e festivo, polo logistico Nola, decadenza accordi, clausola di responsabilità, clausole integrative del contratto individuale di lavor, commissione paritetica di conciliazione. Due intere pagine.{jcomments on}
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