Antonello Iannarilli emula Bossi
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di Vittorio Buongiorno da Il Messaggero 29 apr 2010 - Antonello Iannarilli come Umberto Bossi. Anche il presidente della Provincia di Frosinone se la prende con Roma, stavolta ingrata più che ladrona.
«O si trova una soluzione intorno al tavolo o alzeremo il livello della protesta perché questa Giunta è una porcata», ha minacciato ieri mattina proprio nella Capitale nel corso di una conferenza con alcuni esponenti del Pdl di Roma e del Lazio, nella sede consiliare di via Poli. Dopo la protesta di mercoledì davanti al Consiglio regionale, Iannarilli prova ad alzare il livello dello scontro e - stando alle voci - comincia a coltivare un'idea clamorosa: lasciare il Pdl con tutti i suoi fedelissimi e accasarsi con la Lega. Per ora è fantapolitica. Ma è una ipotesi che Iannarilli comincia a coltivare. E soprattutto è una strategia politica che ormai appare abbastanza evidente come risulta dalle dichiarazioni fatte ieri mattina. «Sono state fatte porcate sul listino, sulla Giunta e tutto questo non è accettabile - ha insistito Iannarilli - Ricordiamo che la Polverini ha perso a Roma e ha vinto per Frosinone dove abbiamo portato 145 mila voti. Pretendiamo un assessore oltre al presidente del Consiglio regionale che, a quanto pare, sarebbe anche in forse». Ma accanto alle rivendicazioni per la rappresentanza in Giunta la battaglia contro Roma prende anche la forma di una iniziativa legislativa: «Chiediamo una Regione Lazio composta da Frosinone, Latina, Viterbo, Rieti e da una parte della Provincia di Roma. Le risorse dobbiamo deciderle noi, vogliamo un Consiglio regionale diverso e una Regione a tutti gli effetti senza Roma». Eccolo il punto: senza Roma, una strategia che al nord ha fruttato alla Lega una crescita nei consensi e nelle posizioni di potere. «Il 17 maggio - ha spiegato Iannarilli - all'Abbazia di Fossanova si riuniranno in maniera congiunta i Consigli provinciali di Frosinone e Latina per disporre la delibera con cui chiediamo di staccarci da Roma. La delibera deve essere approvata da un terzo dei consiglieri comunali delle aree interessate. A quel punto andremo al referendum e se avrà esito positivo lo Stato sarà costretto a concedere l'autonomia». Secondo Iannarilli, «non è più possibile dipendere dalla Capitale per qualsiasi decisione, dalla sanità all'urbanistica. Non siamo secessionisti ma ci arriveremo». La proposta è stata accolta con favore da un consigliere regionale uscente del Lazio, Donato Robilotta che ha commentato: «Potrebbe essere una grande occasione anche per la Capitale che potrebbe diventare la ventunesima regione d'Italia».
C'è chi si spinge oltre e sostiene che ieri il presidente della Provincia di Frosinone abbia già incontrato esponenti di primo piano della Lega Nord. «Non è vero - dice Iannarilli - Io ho il Pdl nel cuore, ma se mi cacciano...». Un altolà, più che una minaccia «Comunque confermo - dice - la mia strategia è la stessa della Lega, io ascolto il territorio, io ascolto il popolino e lo difendo. Il Movimento per le province, sarà il nostro percorso. Vista anche l'ennesima botta, visto cosa è successo per la Giunta Regionale contestiamo Roma, proprio come la Lega». La virata leghista è per Iannarilli soprattutto un modo per uscire dall'angolo in cui un po' lo ha cacciato il Pdl, un po' si è cacciato da solo puntando tutto su Adriano Roma candidato alla regionali e uscendo sconfitto dalle urne e fuori dal Consiglio regionale. «Non sono all'angolo - replica Iannarilli - sono parlamentare del Pdl e presidente della Provincia. La verità è che qui il partito non c'è. C'è il popolo, c'è Berlusconi e in mezzo il partito non c'è. Non si discute, non c'è confronto, ci sono vertici che non rappresentano nessuno. E' quello che domani (oggi, ndr) cercherò di dire a Berlusconi. Se non mi cacciano non ho intenzione di lasciare il Pdl, se poi il premier non mi riceve farò altre cose. Io sono nato in Forza Italia, il Pdl ce l'ho nel cuore, non voglio lasciare nelle mani degli altri quello che ho costruito in 15 anni». Anche perché ormai da mesi i rapporti con il vertici regionali del Pdl sono gelidi e anche i tentativi di saldarsi con gli ex An non hanno avuto esito. Così Iannarilli gioca il tutto per tutto e ammicca alla Lega. «La verità - dice - è che non posso farmi insultare nella mia terra sentendomi dire che non difendo il mio territorio, non mi accontento di una caramella, voglio risorse per questa provincia. E poi dico: se questo è l'inizio chi ci difenderà dallo strapotere di Roma?». Il dado sembra tratto. Iannarilli punta sulla politica che ha fatto la fortuna di Umberto Bossi. Funzionerà anche con i ciociari?{jcomments on}
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Ultimo aggiornamento (Venerdì 30 Aprile 2010 18:48)







