La piazza di Emergency, “Siamo noi le vittime”
| Vita Politica - Cronache e Commenti |
Migliaia di manifestanti a San Giovanni per sostenere la Ong e chiedere la liberazione dei tre sanitari arrestati in Afghanistan. "Se non ci sono novità, sabato prossimo di nuovo in piazza." Strada: "Su di noi calunnie e infamie"
"Noi non siamo dalla parte di nessuno. Noi siamo dalla parte delle vittime. E tra le vittime ora c'è anche Emergency." Con queste parole rivolte da Gino Strada dal palco di piazza San Giovanni, e con l'invito ad appendere "stracci bianchi a tutte le finestre", si è conclusa la manifestazione romana di sostegno a Emergency e ai tre volontari della Ong arrestati in Afghanistan. Più di 50 mila persone, secondo gli organizzatori, sono scesi in piazza e "accanto" a Matteo Pagani, Marco Garatti e Matteo Dall'Aira, gli operatori di Emergency detenuti a Kabul; e ne hanno chiesto la liberazione.
"Grazie a tutti - ha detto Strada ai 50 mila. E ha ripetuto: "Io sto con Emergency". La figlia Cecilia, presidente della Ong, ha invece dato appuntamento a sabato prossimo: "Spero di avere buone notizie nei prossimi giorni. Ma se, entro la fine della prossima settimana, non ne avrò avute, sabato prossimo torneremo in piazza".
Le uniche bandiere presenti erano quelle bianche con il simbolo rosso di Emergency, oltre ad alcuni vessilli con l'arcobaleno della pace. Numerosi i cartelli e gli striscioni con slogan come: "Emergency unico orgoglio nazionale", "Io sto con Emergency", "Obama Premio Nobel per la guerra".
Sul palco sono saliti Fiorella Mannoia ("Sono qua perché ho poche certezze nella vita e una è l'integrità e una di queste è l'integrità morale di Gino Strada e di Emergency"), Daniele Silvestri, Vauro, Niccolò Fabi. E a sostegno di Emergency erano presenti anche Walter Veltroni, Luca Zingaretti, Nichi Vendola ("Emergency è l'Italia migliore, capace di essere nei teatri di guerra prima di chiunque altro"), Guglielmo Epifani ("Siamo qua per portare la nostra solidarietà ai tre operatori imprigionati e in generale per riconfermare la nostra grande solidarietà a Emergency, a quello che sta facendo in tutte le parti del mondo. E con questo la fiducia, che riponiamo in questa Ong e non da oggi"), Moni Ovadia, Diego Cugia e molti altri.
Con il blitz nell'ospedale di Lashkar Gah e l'arresto dei tre volontari italiani e dei sei operatori afgani, "Emergency ha subito violenza", ha ripetuto Gino Strada: "E' stata fatta violenza anche nei confronti dei pazienti dell'ospedale che sono stati dimessi dai militari, stata fatta violenza contro la popolazione afgana perché l'ospedale ora chiuso e presidiato dalla polizia, mentre la popolazione soffre e ne ha bisogno". "Emergency, tanto per parlar chiaro – ha aggiunto Strada -, ha subito violenza non solo in Afghanistan ma anche in Italia. Politici e qualche pseudo giornalista hanno lanciato calunnie e infamie su Emergency e sul suo personale".
I tre operatori italiani non hanno ancora potuto vedere i legali afgani designati per loro dalla Ong di Gino Strada. Ma la buona notizia, data proprio dal palco da Gino Strada, è che le Nazioni Unite, tramite il loro inviato speciale a Kabul, hanno dato il proprio sostegno a Emergency nelle operazioni per la liberazione dei tre. "Siamo molto contenti di questa collaborazione - ha detto Strada - perché ci piace l'idea delle Nazione Unite mentre non ci piace l'idea delle nazioni che fanno come vogliono".
"Noi non siamo dalla parte di nessuno. Noi siamo dalla parte delle vittime. E tra le vittime ora c'è anche Emergency." Con queste parole rivolte da Gino Strada dal palco di piazza San Giovanni, e con l'invito ad appendere "stracci bianchi a tutte le finestre", si è conclusa la manifestazione romana di sostegno a Emergency e ai tre volontari della Ong arrestati in Afghanistan. Più di 50 mila persone, secondo gli organizzatori, sono scesi in piazza e "accanto" a Matteo Pagani, Marco Garatti e Matteo Dall'Aira, gli operatori di Emergency detenuti a Kabul; e ne hanno chiesto la liberazione.
"Grazie a tutti - ha detto Strada ai 50 mila. E ha ripetuto: "Io sto con Emergency". La figlia Cecilia, presidente della Ong, ha invece dato appuntamento a sabato prossimo: "Spero di avere buone notizie nei prossimi giorni. Ma se, entro la fine della prossima settimana, non ne avrò avute, sabato prossimo torneremo in piazza".
Le uniche bandiere presenti erano quelle bianche con il simbolo rosso di Emergency, oltre ad alcuni vessilli con l'arcobaleno della pace. Numerosi i cartelli e gli striscioni con slogan come: "Emergency unico orgoglio nazionale", "Io sto con Emergency", "Obama Premio Nobel per la guerra".
Sul palco sono saliti Fiorella Mannoia ("Sono qua perché ho poche certezze nella vita e una è l'integrità e una di queste è l'integrità morale di Gino Strada e di Emergency"), Daniele Silvestri, Vauro, Niccolò Fabi. E a sostegno di Emergency erano presenti anche Walter Veltroni, Luca Zingaretti, Nichi Vendola ("Emergency è l'Italia migliore, capace di essere nei teatri di guerra prima di chiunque altro"), Guglielmo Epifani ("Siamo qua per portare la nostra solidarietà ai tre operatori imprigionati e in generale per riconfermare la nostra grande solidarietà a Emergency, a quello che sta facendo in tutte le parti del mondo. E con questo la fiducia, che riponiamo in questa Ong e non da oggi"), Moni Ovadia, Diego Cugia e molti altri.
Con il blitz nell'ospedale di Lashkar Gah e l'arresto dei tre volontari italiani e dei sei operatori afgani, "Emergency ha subito violenza", ha ripetuto Gino Strada: "E' stata fatta violenza anche nei confronti dei pazienti dell'ospedale che sono stati dimessi dai militari, stata fatta violenza contro la popolazione afgana perché l'ospedale ora chiuso e presidiato dalla polizia, mentre la popolazione soffre e ne ha bisogno". "Emergency, tanto per parlar chiaro – ha aggiunto Strada -, ha subito violenza non solo in Afghanistan ma anche in Italia. Politici e qualche pseudo giornalista hanno lanciato calunnie e infamie su Emergency e sul suo personale".
I tre operatori italiani non hanno ancora potuto vedere i legali afgani designati per loro dalla Ong di Gino Strada. Ma la buona notizia, data proprio dal palco da Gino Strada, è che le Nazioni Unite, tramite il loro inviato speciale a Kabul, hanno dato il proprio sostegno a Emergency nelle operazioni per la liberazione dei tre. "Siamo molto contenti di questa collaborazione - ha detto Strada - perché ci piace l'idea delle Nazione Unite mentre non ci piace l'idea delle nazioni che fanno come vogliono".
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