Il presidente alle origini
| Vita Politica - Cronache e Commenti |
di Andrea Scarchilli da Aprileonline.info 28 maggio 2009
Politica Berlusconi all'assemblea di Confesercenti, come all'assise di Confindustria, fa campagna elettorale vecchissimo stile. Attacca la Gandus e la consueta porzione indistinta di pm: "Ci sono grumi eversivi nella magistratura italiana". Estende l'antipolitica alla scala europea ufficializzando la proposta di zittire i commissari per far parlare solo il presidente di Commissione. Franceschini lo definisce un fenomeno transitorio che prelude a una destra "normale". E "chiama" Vendola nel Pd.
A giudicare dalla mattinata elettorale di Silvio Berlusconi, la prima considerazione che si può fare è i cosiddetti casi Noemi e Mills un primo, evidente effetto l'hanno provocato. Che è quello di aver fatto saltare la macchina comunicativa del presidente del Consiglio. Il Cavaliere aveva deciso, prima che montassero i due scandali, di fare una campagna elettorale sobria, istituzionale, evitare gli appuntamenti di piazza. Scegliere solo la tv e i media locali per accreditarsi come "padre della patria", un profilo che credeva definitivamente consolidato dalla gestione dell'emergenza abruzzese e dal 25 aprile della concordia.
Affannosamente, ha cambiato strategia. Ha sentito l'esigenza di rispondere, di difendersi. E' tornato all'attacco sui cavalli sicuri della magistratura rossa e dall'antipolitica da una parte, mentre dall'altra - ossessivamente - controbatte sui rapporti con Noemi Letizia. Senza mai, tuttavia, chiarire fino in fondo. E aggiungendo contraddizioni su contraddizioni. Oggi a "Repubblica" ha parlato la zia di Noemi, che ha confermato la versione dell'ex fidanzato della ragazza, attaccato in tv dai luogotententi del premier.
Stamattina il premier ha commentato: "Ho risposto, da subito, alla sola domanda se avessi mai avuto 'rapporti piccanti'. E ho risposto: 'assolutamente no'. Ci ho messo anche il carico del giuramento sui miei figli". Ma il vero e proprio show è andato in scena all'assemblea di Confesercenti. Come a casa Confindustria, Berlusconi ha attaccato la magistratura. Beccandosi, in un passaggio del suo intervento, i fischi. Che ha liquidato così: "Ho le spalle larghe e non ho paura di essere contestato. Anzi così mi rafforzo nell'idea e nel convincimento che sto lavorando per il bene del paese e voglio continuare a farlo". E ancora: "Domani i giornali diranno che mi avete fischiato, ma siete pochi: siete percentualmente irrilevanti".
Certo, difficile non fischiarlo. Se non altro per esasperazione. Il bersaglio di Berlusconi è sempre Nicoletta Gandus, il giudice del processo Mills. E, per estensione, la magistratura tutta. Un meccanismo comunicativo rodato, che entra in funzione compulsiva sempre nel vivo delle campagne elettorali. Non doveva essere così, stavolta. Ma, evidentemente, serve di nuovo. E quei sondaggi che Berlusconi ha citato, che danno il Popolo della libertà al 45 per cento, sanno parecchio di bluff.
Sulla Gandus: "Un cittadino che fa il protagonista del centrodestra non può essere giudicato da una persona che va in piazza contro di me". Poi: "Ci sono grumi eversivi nella magistratura italiana", e "io non lascerò la politica fino a che non ci sarà la separazione delle carriera tra pm e giudici". I pm "devono accedere all'ordine degli avvocati dell'accusa appunto con propri esami, devono avere propri corsi di formazione e propri esami di attitudine psicologica continuativi". Il premier ha difeso anche il lodo Alfano: "A chi mi dice di farmi confessare, io dico che sono il campione degli imputati, ma sono stato sempre assolto. Ho subito più di 100 indagini, più di 587 visite della guardia di finanza, mi son dovuto difendere in 2500 udienze. Una volta al governo ho voluto che l'Italia diventasse un paese come gli altri, come la Francia dove c'è la sospensione dei procedimenti per chi ha responsabilità di governo''. Ce l'ha, in questo periodo, anche con i giornalisti, che mette tra "le categorie che fanno male", assieme ai delinquenti e ai pm. Ha accusato anche i giornali stranieri rei di aver ripreso la vicenda Noemi, apostrofandoli: "Sottotappeti della nostra sinistra all'estero".
Ha promesso più militari di pattuglia nelle città. All'Aquila, l'apertura immediata del 65 per cento dell'ospedale e una della sue: "Organizzeremo vacanze estive a luglio e agosto per chi sarà ancora nelle tendopoli in estate". E ha replicato l'antipolitica adattandola alla scala europea, polemizzando con i commissari Ue: "Quando parlano creano problemi a tutti i governi, facendo il gioco delle opposizioni. Io ho promesso che l'Italia metterà il suo veto sulle nuove regole se non si deciderà che a prendere la parola a nome dell'Europa possa essere soltanto il Presidente della commissione, o il suo portavoce. Se i commissari hanno qualcosa da dire dovranno passare per il presidente della commissione". Un popolare.
Per Dario Franceschini oggi è stato invece il giorno del chiarimento, dopo le polemiche sulla sua frase 'voi farete educare i vostri figli da Berlusconi?'. "Vorrei dire che mi dispiace davvero se i figli del presidente del Consiglio si sono sentiti offesi. Loro non c'entrano", ha detto il segretario del Pd, "non ho mai parlato dei figli di Berlusconi, non lo farei mai perché è lontano mille miglia dal mio modo di fare politica l'idea di coinvolgerli nello scontro politico". ha detto. Peraltro, il segretario del Pd ha detto di non voler entrare nel merito della vicenda: "Non ho mai detto una parola né la dirò". Anzi, ha aggiunto, della vita privata di Berlusconi si è parlato "assolutamente troppo, io vorrei si parlasse dei problemi del Paese ma non ci si riesce". Franceschini poi, in un'intervista all'Espresso, ha praticamente smentito l'intenzione di presentarsi come candidato alla segreteria al prossimo congresso del Pd: "Beh, se il Pd alle europee prendesse il 45%...".
Eppure, per quanto complicato, Franceschini ha un sogno: "Vedere la fine di Berlusconi. Craxi è finito da un momento all'altro, anche per Berlusconi potrebbe andare così: un crollo improvviso. E se dovesse cadere Berlusconi, verrebbe meno anche il suo modello. Fini e Tremonti l'hanno capito: sono uomini che vogliono un centrodestra europeo e normale, come quello di Cameron o della Merkel. In Italia invece la destra subisce il peso di Berlusconi". Il segretario democratico ha parlato a infine del suo rapporto con Prodi, di Vendola, di Di Pietro. Del Professore, da cui si aspetta un "endorsement" per le elezioni, ha detto: "Ci siamo mandati a quel paese tante di quelle volte che non c'è nessuna incomprensione tra noi". Quanto agli altri due: "Non c'è dubbio che uno come Vendola dovrebbe stare nel Pd. E che Di Pietro sta facendo qualche regalo a Berlusconi".
Proprio il leader dell'Italia dei valori ha risposto duramente a Berlusconi sui magistrati: "E' eversivo solo il comportamento del presidente del Consiglio che invece di sottoporsi alla giustizia accusa i magistrati che hanno scoperto e dimostrato che ha corrotto un testimone per far risultare nei processi un'innocenza che non aveva". Ha replicato anche il presidente dell'Associazione nazionale magistrati, Luca Palamara, definendo le uscite berlusconiane "inaccettabili insulti che nuocciono alle istituzioni democratiche del Paese". {jcomments on}
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Ultimo aggiornamento (Sabato 30 Maggio 2009 13:15)







