Esaperazioni e un'utile idiota
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E' accaduto quello che non doveva succedere. Tartaglia, uno squilibrato in cura da oltre dieci anni per problemi psichiatrici, ha aggredito il premier colpendolo al volto con un oggetto metallico. Tartaglia non è un militante politico, non è iscritto a nessun partito o movimento o associazione. Il suo gesto folle e violento pesa però come un macigno sul quadro politico nazionale.
Vengono dalle Istituzioni a partire dal Capo dello Stato, dagli esponenti delle forze politiche dell' opposizione, dalla Associazione nazionale dei magistrati sempre sotto attacco del Pdl parole di condanna del gesto di una persona, una sola persona, e di solidarietà nei confronti di Berlusconi che è rimasto ferito ad un labbro. Viene invece da parte degli esponenti della maggioranza del Pdl e della Lega una strumentalizzazione pesante contro chi si batte in Parlamento e nelle piazze per difendere la democrazia, la Costituzione repubblicana messa sotto accusa quale l'origine.
Non doveva succedere. Tartaglia, uno squilibrato in cura da oltre dieci anni per problemi psichiatrici, ha aggredito il premier colpendolo al volto con un oggetto metallico. Tartaglia non è un militante politico, non è iscritto a nessun partito. Chissà perché aveva deciso di essere lì, dietro le transenne issate a protezione del comizio di Berlusconi, in tasca uno spray al peperoncino e in mano una statuetta da brandire come un'arma. E ha deciso di usarla contro il premier. Scatenando probabilmente una reazione che va ben più in là di quanto egli stesso possa comprendere.
La violenza e il clima d'odio non hanno mai aiutato la democrazia. Sarebbe bene che a ricordarselo fossero i tanti che proprio in queste ore si scatenano su internet costituendo i fan club dell'aggressore. Non c'è nulla di virtuale nelle conseguenze di un'aggressione reale.
Stasera, la politica si è schierata, compatta, contro la violenza e ha espresso la sua solidarietà al premier. Pd e Udc (e poi in seconda battuta anche l'Idv) sono scese in campo per esprimere la propria vicinanza e una 'ferma' condanna per un gesto ritenuto "inqualificabile", come afferma il segretario dei Democratici Pier Luigi Bersani. "La mia personale solidarietà e quella del Pd - sottolinea il presidente Rosy Bindi - per l'aggressione subita questa sera al termine del suo discorso a Milano".
La violenza "anche in politica - afferma il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini - è intollerabile e lo è tanto di più quando sono in corso manifestazioni pacifiche. Berlusconi ha la nostra solidarietà senza se e senza ma".
Ma pesa lo "scivolone" di Di Pietro, una dichiarazione 'a caldo' che ha acceso la miccia pronta da tempo. Berlusconi è "un istigatore" ha commentato l'ex pm a caldo, per poi però precisare di "deplorare" quanto accaduto al presidente del Consiglio. "Come al solito quando si tratta di criticare l'Idv i soliti 'Soloni' capiscono fischi per fiaschi", si difende.
Precisazioni che però servono a poco, il fatto che Di Pietro, si sia azzardato, anche solo per pochi istanti, a spiegare in qualche modo un'azione violenta è eticamente grave e politicamente incomprensibile.
"Inaccettabile. Non si può in alcun modo giustificare un atto di violenza", è la pronta replica di Fini, a cui fanno seguito gli attacchi del Pdl e la presa di distanza dei Democratici e dei centristi. E domani contro Di Pietro, annuncia il sottosegretario alla Difesa Guido Crosetto, arriverà anche "un esposto-denuncia". "Vergognati, fai male all'Italia. Sei pericoloso - attacca il portavoce del Pdl Daniele Capezzone - ed è bene che gli italiani sappiano chi sei e i danni che puoi ancora fare al Paese".
La politica ma anche la stampa è responsabile di quanto accaduto, è la convinzione del presidente della commissione Trasporti della Camera Mario Valducci: "Quanto è successo è il frutto - dice - delle istigazioni di Di Pietro, Santoro, Repubblica ed Espresso".
Nella maggioranza c'è anche chi è convinto che da additare non vi sia il linguaggio di tutti i partiti di minoranza: "Quanto è accaduto stasera - afferma il coordinatore del PdL Denis Verdini - è la dimostrazione del clima di intolleranza e di odio che un certo modo di fare opposizione ha innescato nel Paese".
E ora, dunque, "occorre una reazione forte - dice il ministro del Welfare Maurizio Sacconi - che definisca un blocco democratico determinato ad isolare tutti i portatori di odio". Perché, a colpire Berlusconi forse è stato anche 'un matto', ma è il clima che preoccupa, è "il clima del terrorismo". "Adesso sentiremo - sottolinea il presidente dei deputati del Pdl Fabrizio Cicchitto - tante parole ipocrite che partiranno dagli stessi irresponsabili che hanno messo in moto questa spirale di odio ma di queste parole ipocrite non sappiamo assolutamente che fare". Le responsabilità "sono chiare e il corpo elettorale al momento opportuno - si dice sicuro Quagliariello - saprà giudicare". Infine, secondo il vicepresidente della Camera Maurizio Lupi ormai "il livello di guardia è superato: Siamo tornati - dice - al clima d'odio degli anni '70". Sciocchezze provocatorie.
In questo fuoco di sbarramento che non si cura più di tanto dell'aggressore malato di mente bensì colpisce indistintamente ogni opposizione al governo di centrodestra, spicca l'ennesimo appello del presidente della Repubblica: La politica torni a esercitare l'autocontrollo per "stroncare ogni impulso e spirale di violenza", si affretta a ribadire Giorgio Napoletano. Speriamo che questa volta lo ascoltino davvero. Anche se il gesto di piazza Duomo è fortunatamente isolato e frutto di follia, in gioco c'è niente meno che la libertà. La libertà di Berlusconi di dispiegare le sue politiche e le sue idee coincide con la nostra stessa libertà di criticarlo. Questo spazio di libertà si chiama democrazia: difendiamola. {jcomments on}
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Ultimo aggiornamento (Lunedì 14 Dicembre 2009 11:07)







