“La necessità del Pd adesso è l’unità”
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Denise Compagnone intervista Alessandro Mazzoli neo segretario regionale del Pd, 16 nov '09 - Ha 37 anni ed è nato e vissuto a Frosinone per 19 anni. Alessandro Mazzoli, candidato per la mozione Bersani, da sabato è il nuovo segretario regionale del Pd, senza alcuno scontro in assemblea.
In accordo con la linea del partito, i due avversari, Morassut ed Argentin, hanno voluto così rendere onore all'esimio risultato riportato da Mazzoli dalle primarie del 25 ottobre, ovvero il 44.4% delle preferenze, accordandogli la fiducia nel guidare il Pd del Lazio in questo particolare e delicato momento della sua storia. «Il mio lavoro inizierà dalla costruzione del partito, dall'attività dei circoli, e dal rapporto con la società rimettendo al centro i grandi temi dello sviluppo locale e regionale» sono state le sue prime parole; poi Mazzoli si è soffermato sui temi importanti della sua agenda: il lavoro in primis.
A Frosinone, lo vediamo quotidianamente, è un dramma. Come si può dare respiro a un territorio? Inserire Frosinone tra le aree di crisi in base alla legge sullo sviluppo 99/2009, come previsto dalla Provincia di Frosinone, può essere una soluzione?
«Il punto è come si affronta la crisi. Il fatto che abbiamo un governo che minimizza la crisi costituisce un problema perché non vengono prese, di conseguenza, nessuna delle misure più significative importanti, sia per le imprese che il lavoro. Dal canto nostro, il Lazio è stata la prima a firmare con le organizzazioni sindacali un patto contro la crisi, che riguarda ammortizzatori sociali, sostegno alle imprese, accesso al credito, poi possiamo fungere da leva nelle sedi più alte ma è normale che le soluzioni vere possono arrivare solo con un intervento del governo. Il riconoscimento dell'area di crisi può essere una risposta parziale, ma prima di ottenere il riconoscimento ci vuole tempo, troppo. E invece noi abbiamo bisogno di misure urgenti».
Il neosegretario, poi, si è soffermato sull'appuntamento elettorale di marzo, lasciando porte aperte all'Udc: «Abbiamo davanti un appuntamento importante per il quale ho proposto le primarie, da svolgersi presumibilmente il 24 gennaio prossimo. Ma prima occorre una piattaforma programmatica importante sulla quale fare una convergenza ampia, con la partecipazione anche dell'Udc».
E in provincia di Frosinone, tra i delegati presenti all'assemblea regionale, ieri si ci è rincorsi per fare gli auguri al conterraneo neosegretario, già presidente della provincia di Viterbo.
«Ad Alessandro Mazzoli i miei migliori auguri» hanno affermato in coro Mauro Buschini e Francesco Scalia, rispettivamente principali sostenitori della mozione Marino e Franceschini a Frosinone. «Sono sicuro che Mazzoli farà sicuramente un ottimo lavoro» ha aggiunto Buschini. «Mazzoli – ha commentato invece Scalia – ha maturato, pur essendo giovane, un'importante esperienza amministrativa e sono certo che a partire da domani saprà valorizzare al meglio le risorse ed i valori di un partito regionale coeso e radicato sul territorio».
L'elezione di Alessandro Mazzoli, candidato per la mozione Bersani, a segretario regionale del Partito Democratico, però, apre realisticamente la fase della messa in discussione e quindi nuovi scenari anche nei circoli provinciali e cittadini del Lazio.
A Frosinone in particolare. In entrambe le due fasi di questa fase elettorale interna, infatti, la mozione di Bersani è sempre arrivata dopo le altre due. Nella fase congressuale ha prevalso la linea di Marino, mentre alle primarie del 25 ottobre è stata la volta di Franceschini. Logico quindi che ora i rappresentanti della mozione dell'ex ministro del governo Prodi si sentano in diritto di reclamare il proprio peso nel partito. Ufficialmente questo non dovrebbe accadere prima delle prossime regionali, visto che sembra sia stato deciso, anche se l'ufficialità di questa decisione arriverà tra qualche giorno, di posticipare i congressi provinciali e cittadini a dopo marzo, ma i bersaniani scalpitano già in queste ore. Tanto è vero, per fare un esempio, che a Ceccano, mentre le linee di Marino e Bersani erano fortemente contrapposte sin da quest'estate, durante la fase del tesseramento, fino addirittura ad arrivare a ricorsi presso la commissione regionale, in questi giorni - nonostante la corrente di Marino, quella rappresentata in toto anche in consiglio comunale, sia prevalsa in entrambe le fasi -, è in corso una manovra di avvicinamento tra le due correnti, che potrà portare ad un diverso riequilibrio nella segreteria. Così come a livello provinciale: già il giorno dopo le primarie il consigliere regionale Ettore Urbano, pro Franceschini, chiedeva le dimissioni del segretario Mauro Buschini e ancora la mozione Bersani non influiva, non essendo stato eletto il segretario. Ma cosa ne pensa il diretto interessato?
Durante la fase congressuale e durante le primarie sei stato in un certo senso tradito dai tuoi conterranei. Adesso, con i congressi provinciali, ti prenderai la tua vendetta? Mazzoli non si sbilancia: «Non parlerei di tradimento, nei congressi gli iscritti si sono pronunciati liberamente, e così gli elettori nelle primarie. La mozione Bersani ha preso il 30% che non è poco. Adesso comunque abbiamo l'importante scadenza delle regionali - ha risposto -, poi vedremo. La necessità del Pd adesso è l'unità».
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Ultimo aggiornamento (Martedì 17 Novembre 2009 13:32)







