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Alleanza X l'Italia. Rinnovamento con Guzzanti, La Malfa e Calearo

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Vita Politica - Cronache e Commenti

Lapidario e sintetico nella prsentazione il fondatore di Api (Alleanza X l'Italia), Rutelli, osserva: "Il nostro è un cammino che inizia. Non sono d'accordo – aggiunge – con un Partito Democratico che va a sinistra, ma lo rispetto e iniziamo, oggi, con tante forze nuove e di esperienza e di convinzione un cammino per aggregare coloro che pensano ad un'Italia democratica, liberale, popolare e riformatrice".

Ma vediamole queste "forze nuove" di cui parla l'ex radical-verde-margheritino-piddino.
Le poltronissime della conferenza stampa odierna vengono occupate dalla batteria di delusi di destra e di sinistra dalle 'canute chiome'. Anche se Lorenzo Dellai, presidente della provincia di Trento e tra i promotori di Api, ci tiene a sottolineare: "non vogliamo affatto essere il piccolo partito degli scontenti, o di chi deve ricollocarsi". Fatto sta che, tra gli altri, s'intravedono l'ex ministro Giorgio La Malfa, il quale spera di portare nell'Alleanza il suo Partito repubblicano, Paolo Guzzanti e persino l'ex presidente del Senato Carlo Scognamiglio, noto soprattutto ai lettori più avanti con gli anni.
"Alleanza per l'Italia". È questo il nome dell'ultimo 'prurito' di Francesco Rutelli. Il fondatore del Pd nonché ex presidente della Margherita (e molto altro ancora, andando a ritroso nel tempo) non riesce proprio a trovare una sua dimensione e così dà vita all'ennesima creatura partitica.
O meglio: "Alleanza X l'Italia", con il simbolo della "ics" per metà verde e per metà rosso. Un 'per' in linguaggio giovanilistico, quasi da sms, che, assicurano, non rappresenta una scelta definitiva. A tal proposito "sarà lanciata una consultazione online per arrivare al simbolo che poi resterà". Ma intanto, giusto per chiarire i presupposti del progetto, la croce nel simbolo c'è.
"Volti ed energie nuove per rinnovare l'Italia": dal senatore Guzzanti a Giorgio La Malfa, abbiamo già visto.
La "Api" per il momento non avrà una rappresentanza autonoma in Parlamento, ma siederà nel gruppo misto. Alla Camera, annuncia Bruno Tabacci, ex Udc, da oggi portavoce del movimento, conta oggi su "7-8 deputati", mentre al Senato l'Alleanza conterà su "4-5 senatori, anche se i numeri cambiano continuamente".
Il nuovo soggetto politico, dal nome per la verità non troppo originale (soltanto due anni fa, Gianfranco Fini, ipotizzava la nascita di una "Alleanza per l'Italia" in risposta al partito del predellino del Cavaliere, a cui poco dopo aderirà anche An), si presenta come "alternativa al populismo che viene seminato a piene mani" dal premier e dalla Lega, ma anche in netta critica con l'opposizione. Un "Pd – spiega Tabacci – diventato prolungamento dei Ds" ed una "corrente giustizialista che non ci piace". Tutto ciò in una logica di bipolarismo decisamente "indifendibile".
Andando alla ricerca di materiale umano più acerbo, in sala s'individuano l'ex ministro Linda Lanzillotta che accusa il Pd, abbandonato nelle scorse ore, di aver "già rimosso le componenti della cultura liberale e ambientalista". E poi ancora l'imprenditore Massimo Calearo, anch'egli transfugo del Partito democratico, che mette subito i famosi puntini sulle "i" e ripropone le corporazioni del Ventennio: il nuovo soggetto è anche "un'alleanza per l'impresa, per l'economia, per le professioni".
E ancora l'ex sottosegretario Gianni Vernetti, Donato Mosella, Marco Calgaro e Claudio Gustavino.
Quest'ultimo si lascia andare anche in licenze poetiche della portata: "Da frammento vogliamo diventare fermento".
Ma Rutelli e Tabacci imbarcano persino un dipietrista come Pino Pisicchio, ex Udeur transitato successivamente all'Italia dei Valori. Tutti novellini della politica nostrana, insomma. Volti nuovi di cui non si poteva proprio fare a meno per affrontare questa importante sfida di rinnovamento. Paola Binetti non ci sta.
Manca all'appello rutelliano soltanto la senatrice Paola Binetti, che non si schioda dal suo Pd. "Fino a prova contraria, resto" ha dichiarato infatti la teodem in quota Opus dei.
Qualcuno, a dir la verità non esattamente le masse popolari, si chiede se l'Alleanza presenterà proprie liste già alle prossime elezioni. "Ne stiamo discutendo, ne discuteremo anche a Parma", dove l'11 e 12 dicembre si terrà la prima convention nazionale del movimento, afferma Tabacci. E' assodato invece che con Pier Ferdinando Casini e l'Udc "la collaborazione ci sarà ben presto". Tutto ciò sempre guardando al rinnovamento dell'Italia. {jcomments on}


 
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