Quale Pd dopo le primarie?
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Che cosa sarà ora il Partito democratico? Diciamo chiaramente che abbiamo qualche aspettativa in più, dopo lo straordinario successo di partecipazione alle primarie di domenica scorsa.
Ce l'hanno anche quelli che del Pd non sono, ma sono andati a votare per aiutare ad imprimere una svolta nell'iniziativa riformatrice e nell'organizzazione di quel partito. Anzi. Il messaggio che è emerso piuttosto nettamente ci riguarda seriamente, perché l’indicazione chiara di quei tanti volti era di cambiare metodo, stile, modalità di interpretare la politica.
Adesso il Pd ha di nuovo un popolo e ha di nuovo un segretario, Bersani. A lui si chiede non solo di costruire l'alternativa ma anche e sopratutto di dare ascolto a quei tre milioni di brave persone non abbandonandole al loro destino e alla loro solitudine come troppe volte è accaduto in passato. Bersani ha ragione: domenica è stato un bel giorno per la democrazia. Che ne seguano altri.
Se dunque si tiene conto del luogo e dell’epoca, quei tre milioni di votanti sono senza dubbio un miracolo. E che miracolo! Perché la quantità è in questo caso di anche qualità. Per di più il risultato superiore al previsto di Marino segnala – senza nulla togliere ovviamente ai temi della laicità - un disagio profondo rispetto a riti e modalità antichi di un partito rimasto a metà strada. E, infatti, il primo Pd, quello delle primarie per Veltroni, faceva supporre e immaginare altri scenari. Che non hanno tenuto. Di qui dovrebbe ripartire la riflessione. E il ‘vincitore’ Bersani ha l’opportunità di mettersi in sintonia con il mondo che sta attorno a noi, raccogliendo le proposte migliori emerse dagli altri candidati, Franceschini e Marino; raccogliendo altresì il sentimento di movimenti e associazioni che rappresentano la politica non partitica.
La politica ha bisogno di ritrovare il suo filo conduttore, per sconfiggere il governo e la sua ideologia berlusconiana. Per questo è indispensabile che il Pd assuma compiutamente le sembianze di un moderno partito riformatore , di una sinistra moderna.
Guai ora a cominciare a tirare per la giacca Bersani. Tre milioni di persone devono sempre valere meno degli ‘uni’, ancorché autorevole e blasonato che di volta in volta fanno pressioni!
Muoviamoci prima che l’Italia degli incubi travolga definitivamente i nostri sogni. {jcomments on}
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Ultimo aggiornamento (Sabato 31 Ottobre 2009 17:21)







