Sinistra. Eppur si muove
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Sana e robusta Costituente: partita, di Adriano Labbucci - Sono venuti in tanti e tante lunedì a discutere di "Sana e robusta costituente: come far crescere bene una nuova sinistra in Italia", invitati dall'Associazione "Per la Sinistra" di Roma. Un buon segno, tanto più se a partecipare sono poi persone che rappresentano quella rete di associazioni, comitati, movimenti, esperienze che nei territori e nella società fanno cose di sinistra e che raramente trovano occasioni di incontro e confronto con chi fa politica dentro i partiti (scusate il parolone).
Si è dimostrato anche, con i fatti, quanto sia utile avere un luogo come l'Associazione, se è capace di operare con un piede dentro il processo costituente di Sinistra e Libertà e con l'altro fuori a confrontarsi e impegnarsi insieme con le diverse forme dell'agire politico. Di seguito non un resoconto peraltro impossibile vista l'ampiezza, ben ventuno interventi, e la pluralità delle esperienze e delle cose dette, ma una riflessione a ruota libera oltre la stessa discussione.
Noi dobbiamo dare risposta a due domande che non sono affatto contrapposte ma che provengono grosso modo da due ambiti diversi. Uno più interno, composto dai militanti che chiedono di dar vita rapidamente ad un soggetto politico e quindi di dotarsi di regole, organismi, strutture, procedure certe. L'altro è più esterno e riguarda i nostri elettori e chi è impegnato fuori dai partiti e pone una domanda più rivolta alle proposte, agli impegni, alle culture e alle pratiche di SeL, perchè per loro SeL è già un soggetto politico essendosi presentata alle elezioni, poco sanno per fortuna delle nostre vicende interne. Si ripresenta qui l'eterna discussione tra contenitore e contenuti, tra mezzi e fini che troppo spesso la sinistra ha separato con gravi danni. Il compito che ci sta di fronte è di rispondere ad entrambe le domande tenendole insieme, questo è ciò che deve uscire da Napoli il 20. Dare a SeL una fisionomia organizzativa chiara e aperta, perchè un soggetto politico nuovo non si costruisce con la diplomazie dei vertici, con i dosaggi tra componenti ma aprendo porte e finestre e senza rendite di posizione altrimenti l'esito è scontato: un Pd in miniatura, ma uno basta e avanza. E insieme definire un'agenda politica che ci caratterizzi e costruisca un'identità più netta, che non è un elenco di proposte ma pochi temi - scuola, lavoro, welfare, diritti civili come è stato ribadito - capaci di raccontare lìItalia che vogliamo e attraverso di essi far emergere i nostri valori, e non viceversa, promuovere campagne e vertenze, attaccare politiche e valori della destra. Si ricostruisce una sinistra politica se si ricostruiscono i canali di comunicazione con la società, con quella politica diffusa che fa cose di sinistra ma che oggi non trova nè ascolto nè interlocuzione. Da più interventi è emersa la stessa domanda: promuoviamo esperienze, elaborazioni, proposte ma a chi le comunichiamo? Dov'è un luogo in cui riportare e discutere questo nostro impegno? C'é una qualche realtà politica a cui interessa? E' una domanda che non resterà appesa per molto.
Come è stato detto la crisi è di tutta la sinistra, quella politica e quella sociale. Dall'assenza della sinistra politica non nascono i cento fiori dell'iniziativa sociale o dal basso. Non è una previsione è la realtà di oggi. C'è un abisso tra quanto successo nel 2001 all'indomani della vittoria di Berlusconi con le mobilitazioni del movimento pacifista e newglobal, i girotondi, la CGIL e quanto non avviene ora (per questo l'importanza della manifestazione del 19 per la libertà dell'informazione). Per ricostruire quei canali di comunicazione da più parti è stata ripresa la proposta avanzata nel documento preparatorio per l'incontro "tavoli permanenti e strutturati,con un loro regolamento, di confronto ed elaborazikone con il mondo associativo su temi precisi, superando una separatezza pur nell'autonomia di ognuno"; e l'altra "un sistema di patti esplicito e formale tra il soggetto politico e le realtà associative su singoli obiettivi e/o campagne in cui siano chiari e trasparenti relazioni e impegni che ci si assume". E provare anche per questa via ad affrontare al meglio il banco di prova delle regionali. Non dovrebbe sfuggire a nessuno che dipenderà in buona parte da quel voto se il progetto di SeL avrà seguito. Se il risultato sarà migliore delle europee resistenze, ambiguità saranno superate dalla forza dei numeri e del consenso, altrimenti ben altra sarà la discussione. Se è così il tempo che abbiamo di fronte per dare fisionomia organizzativa e un'agenda politica a SeL sono i prossimi sei mesi, per questo non possiamo permetterci passi falsi.
Dare coerenza e continuità a quanto uscito dall'ìncontro significa per le regionali mettere in atto un percorso partecipato sui contenuti, coinvolgendo e discutendo con le realtà impegnate su quei temi che ci stanno particolarmente a cuore non come consulenti,come è stato efficacemente detto, ma come coprotagonisti delle scelte; e sulla formazione delle liste che non possono essere il frutto delle dinamiche tra le "debolezze" politiche più qualche cooptazione, ma espressione anch'esse di una relazione e di un confronto insieme.
Durante la discussione in diversi è stato sollevato un tema che è particolarmente sentito sia dentro che fuori di noi, quello dell'esempio. La politica ha perso credibilità perchè alle parole che si pronunciano non corrispondono più i fatti, perchè le regole vengono contraddette dalle prassi, perchè alla politica manca da troppo tempo la forza dell'esempio e della testimonianza. E siccome la sinistra storicamente si è identificata con la politica la crisi di quest'ultima ha effetti più pesanti e pervasivi per la sinistra. Il lavoro che in questi mesi l'Associazione Romana ha fatto pensiamo possa essere utile per dar vita effettivamente alla fase costituente di un soggetto politico che abbia l'ambizione di ricostruire la sinistra e riformare la politica.
In ultimo una considerazione che esula dalla discussione che si è svolta. La situazione di vera e propria emergenza democratica che viviamo ci conferma quanto la nascita del PD abbia fatto arretrare la politica, l'etica e la cultura in questo paese e indebolito gli anticorpi al virus berlusconiano. Il fatto che il Pd va al congresso ci impone di marcare con più forza e nettezza le differenze politiche e culturali, a chiedere un bilancio di quell'esperienza, a mettere in luce le contraddizioni e le reticenze dei candidati, per evitare così che l'apparato mediatico, propagandistico e non solo di quel partito possa portare chi ci ha dato il voto, ma dopo quel voto non ha più nè visto nè sentito SeL, a ritenere inevitabile partecipare alle primarie, come già avvenne in maniera cospicua con Veltroni. Non si tratta tanto di fare una manifestazione prima, quanto di condurre un'offensiva politica. E' mai possibile che sia Curzio Maltese sul Venerdì di questa settimana a svolgere una critica puntuale sull'inconsistenza del dibattito nel pd e noi ancora non diciamo nulla? Non possiamo poi lamentarci o stupirci del giudizio che lui dà sulle forze a sinistra del pd "nomenclatura rissosa e inconcludente", perchè purtroppo è quello che pensa un'area a cui invece dovremmo parlare e guardare.
A Napoli dobbiamo mettere punti fermi per tornare a fare politica.
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PS Il documento preparatorio dell'incontro di lunedì è scaricabile dal sito www.perlasinistraroma.org
di Adriano Labbucci
Sono venuti in tanti e tante lunedì a discutere di "Sana e robusta costituente: come far crescere bene una nuova sinistra in Italia", invitati dall'Associazione "Per la Sinistra" di Roma.
Un buon segno, tanto più se a partecipare sono poi persone che rappresentano quella rete di associazioni, comitati, movimenti, esperienze che nei territori e nella società fanno cose di sinistra e che raramente trovano occasioni di incontro e confronto con chi fa politica dentro i partiti (scusate il parolone).
Si è dimostrato anche, con i fatti, quanto sia utile avere un luogo come l'Associazione, se è capace di operare con un piede dentro il processo costituente di Sinistra e Libertà e con l'altro fuori a confrontarsi e impegnarsi insieme con le diverse forme dell'agire politico. Di seguito non un resoconto peraltro impossibile vista l'ampiezza, ben ventuno interventi, e la pluralità delle esperienze e delle cose dette, ma una riflessione a ruota libera oltre la stessa discussione.
Noi dobbiamo dare risposta a due domande che non sono affatto contrapposte ma che provengono grosso modo da due ambiti diversi. Uno più interno, composto dai militanti che chiedono di dar vita rapidamente ad un soggetto politico e quindi di dotarsi di regole, organismi, strutture, procedure certe. L'altro è più esterno e riguarda i nostri elettori e chi è impegnato fuori dai partiti e pone una domanda più rivolta alle proposte, agli impegni, alle culture e alle pratiche di SeL, perchè per loro SeL è già un soggetto politico essendosi presentata alle elezioni, poco sanno per fortuna delle nostre vicende interne. Si ripresenta qui l'eterna discussione tra contenitore e contenuti, tra mezzi e fini che troppo spesso la sinistra ha separato con gravi danni. Il compito che ci sta di fronte è di rispondere ad entrambe le domande tenendole insieme, questo è ciò che deve uscire da Napoli il 20. Dare a SeL una fisionomia organizzativa chiara e aperta, perchè un soggetto politico nuovo non si costruisce con la diplomazie dei vertici, con i dosaggi tra componenti ma aprendo porte e finestre e senza rendite di posizione altrimenti l'esito è scontato: un Pd in miniatura, ma uno basta e avanza. E insieme definire un'agenda politica che ci caratterizzi e costruisca un'identità più netta, che non è un elenco di proposte ma pochi temi - scuola, lavoro, welfare, diritti civili come è stato ribadito - capaci di raccontare lìItalia che vogliamo e attraverso di essi far emergere i nostri valori, e non viceversa, promuovere campagne e vertenze, attaccare politiche e valori della destra. Si ricostruisce una sinistra politica se si ricostruiscono i canali di comunicazione con la società, con quella politica diffusa che fa cose di sinistra ma che oggi non trova nè ascolto nè interlocuzione. Da più interventi è emersa la stessa domanda: promuoviamo esperienze, elaborazioni, proposte ma a chi le comunichiamo? Dov'è un luogo in cui riportare e discutere questo nostro impegno? C'é una qualche realtà politica a cui interessa? E' una domanda che non resterà appesa per molto.
Come è stato detto la crisi è di tutta la sinistra, quella politica e quella sociale. Dall'assenza della sinistra politica non nascono i cento fiori dell'iniziativa sociale o dal basso. Non è una previsione è la realtà di oggi. C'è un abisso tra quanto successo nel 2001 all'indomani della vittoria di Berlusconi con le mobilitazioni del movimento pacifista e newglobal, i girotondi, la CGIL e quanto non avviene ora (per questo l'importanza della manifestazione del 19 per la libertà dell'informazione). Per ricostruire quei canali di comunicazione da più parti è stata ripresa la proposta avanzata nel documento preparatorio per l'incontro "tavoli permanenti e strutturati,con un loro regolamento, di confronto ed elaborazikone con il mondo associativo su temi precisi, superando una separatezza pur nell'autonomia di ognuno"; e l'altra "un sistema di patti esplicito e formale tra il soggetto politico e le realtà associative su singoli obiettivi e/o campagne in cui siano chiari e trasparenti relazioni e impegni che ci si assume". E provare anche per questa via ad affrontare al meglio il banco di prova delle regionali. Non dovrebbe sfuggire a nessuno che dipenderà in buona parte da quel voto se il progetto di SeL avrà seguito. Se il risultato sarà migliore delle europee resistenze, ambiguità saranno superate dalla forza dei numeri e del consenso, altrimenti ben altra sarà la discussione. Se è così il tempo che abbiamo di fronte per dare fisionomia organizzativa e un'agenda politica a SeL sono i prossimi sei mesi, per questo non possiamo permetterci passi falsi.
Dare coerenza e continuità a quanto uscito dall'ìncontro significa per le regionali mettere in atto un percorso partecipato sui contenuti, coinvolgendo e discutendo con le realtà impegnate su quei temi che ci stanno particolarmente a cuore non come consulenti,come è stato efficacemente detto, ma come coprotagonisti delle scelte; e sulla formazione delle liste che non possono essere il frutto delle dinamiche tra le "debolezze" politiche più qualche cooptazione, ma espressione anch'esse di una relazione e di un confronto insieme.
Durante la discussione in diversi è stato sollevato un tema che è particolarmente sentito sia dentro che fuori di noi, quello dell'esempio. La politica ha perso credibilità perchè alle parole che si pronunciano non corrispondono più i fatti, perchè le regole vengono contraddette dalle prassi, perchè alla politica manca da troppo tempo la forza dell'esempio e della testimonianza. E siccome la sinistra storicamente si è identificata con la politica la crisi di quest'ultima ha effetti più pesanti e pervasivi per la sinistra. Il lavoro che in questi mesi l'Associazione Romana ha fatto pensiamo possa essere utile per dar vita effettivamente alla fase costituente di un soggetto politico che abbia l'ambizione di ricostruire la sinistra e riformare la politica.
In ultimo una considerazione che esula dalla discussione che si è svolta. La situazione di vera e propria emergenza democratica che viviamo ci conferma quanto la nascita del PD abbia fatto arretrare la politica, l'etica e la cultura in questo paese e indebolito gli anticorpi al virus berlusconiano. Il fatto che il Pd va al congresso ci impone di marcare con più forza e nettezza le differenze politiche e culturali, a chiedere un bilancio di quell'esperienza, a mettere in luce le contraddizioni e le reticenze dei candidati, per evitare così che l'apparato mediatico, propagandistico e non solo di quel partito possa portare chi ci ha dato il voto, ma dopo quel voto non ha più nè visto nè sentito SeL, a ritenere inevitabile partecipare alle primarie, come già avvenne in maniera cospicua con Veltroni. Non si tratta tanto di fare una manifestazione prima, quanto di condurre un'offensiva politica. E' mai possibile che sia Curzio Maltese sul Venerdì di questa settimana a svolgere una critica puntuale sull'inconsistenza del dibattito nel pd e noi ancora non diciamo nulla? Non possiamo poi lamentarci o stupirci del giudizio che lui dà sulle forze a sinistra del pd "nomenclatura rissosa e inconcludente", perchè purtroppo è quello che pensa un'area a cui invece dovremmo parlare e guardare.
A Napoli dobbiamo mettere punti fermi per tornare a fare politica. {jcomments on}
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PS Il documento preparatorio dell'incontro di lunedì è scaricabile
Sinistra. Per una Sana e robusta Costituente, (77.21 kB 2009-09-17 19:24:25)
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Ultimo aggiornamento (Sabato 19 Settembre 2009 13:56)







