Basta con questa indifferenza indolente!
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«Un killeraggio giornalistico allo stato puro», fu la reazione di Dino Boffo, direttore del quotidiani dei Vescovi 'Avvenire' che parlò di «una vicenda inverosimile, capziosa e assurda». Ma, a Boffo non è bastata la riconferma della piena fiducia della Cei e la solidarietà di numerosi politici. Ha riconfermato le sue dimissioni da tutti gli incarichi che aveva.
E' la prima vittima dell'offensiva d'estate contro le voci scomode, che prevedeva anche un attacco all'Avvenire dopo i ripetuti attriti tra il governo e i vescovi. Nel mirino è finito Dino Boffo, bersagliato da Feltri sul Giornale - di proprietà della famiglia Berlusconi -con l'accusa di essere stato coinvolto in "un incidente sessuale", concluso con un patteggiamento nel 2004.
Secondo Anna Finocchiaro, presidente del gruppo Pd al Senato, c'è un filo conduttore nell'attacco all'Avvenire e a Repubblica. «Direi che la misura è colma: vengono colpite testate che hanno in comune una caratteristica principale, quella di esprimere il dissenso nei confronti dei comportamenti del Presidente del Consiglio».
Anche edicolaciociara.it rende omaggio ed esprime rispetto e solidarietà a Dino Boffo e vogliamo farlo ricordando che l'operazione di attacco contro di lui è scattata dopo un coraggioso editoriale del suo giornale firmato da Marina Corradi.
Il 21 agosto scorso L'Avvenire pubblica un articolo a commento della tragedia dei 73 disperati, che volevano approdare lontano dalla barbarie in cui vivevano in somalia ed invece, ad eccezione di quattro di loro, sono tutti morti in mare. L'articolo s'intitola: "Ad occhi chiusi come con la Shoah". L'Avvenire, appunto, con un editoriale in prima pagina paragonare l'indifferenza verso gli immigrati irregolari dispersi in mare con quella delle popolazioni al tempo della Shoah.
E' un uppercut micidiale alle blaterazioni dei razzisti nostrani. «L'Occidente a occhi chiusi» non vuole vedere i barconi di clandestini, così come durante il nazismo nessuno vedeva i treni pieni di ebrei diretti ai campi di concentramento.
C'è, per il quotidiano dei vescovi, «almeno un equivoco in cui non è ammissibile cadere. Nessuna politica di controllo dell'immigrazione consente a una comunità internazionale di lasciare una barca carica di naufraghi al suo destino. E questa legge ordina: in mare si soccorre». A terra poi si guarderà a «diritto di asilo, accoglienza, respingimento». Ma prima «le vite si salvano».
Invece «quel barcone vuoto» che nonostante tutto arriva a Lampedusa, dimostra che oggi si fa strada «un'altra legge. Non fermarsi, tirare dritto», la «nuova legge del non vedere». «Come in un'abitudine, in un'assuefazione. Quando, oggi, leggiamo delle deportazioni degli ebrei sotto il nazismo - scrive Marina Corradi - ci chiediamo: certo, le popolazioni non sapevano; ma quei convogli piombati, le voci, le grida, nelle stazioni di transito nessuno li vedeva e sentiva? Allora erano il totalitarismo e il terrore, a far chiudere gli occhi. Oggi no. Una quieta, rassegnata indifferenza, se non anche una infastidita avversione, sul Mediterraneo». «Così è stata violata una legge antica - conclude l'editoriale - che minaccia le nostre stesse radici. Le fondamenta. L'idea di cos'è un uomo, e di quanto infinitamente vale».
La stessa indolente e rassegnata indifferenza permetterà che si colpisca la nostra informazione e la nostra democrazia? {jcomments on}
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Ultimo aggiornamento (Domenica 06 Settembre 2009 11:15)







