Nessuno tocchi Stefano Fassina
| Vita Politica - Cronache e Commenti |
di ignaziomazzoli - I "Liberal" del Pd guidati da Enzo Bianco, a cui aderisce anche Pietro Ichino, hanno chiesto le dimissioni di Stefano Fassina da responsabile Economia del partito, dopo le sue ripetute critiche alle richieste fatte dalla Ue all'Italia e quelle dell'altro ieri al commissario Olli Rehn. Nella lettera dei Liberal si legge: «Le posizioni che Stefano Fassina ha assunto prima, durante e dopo la crisi del governo Berlusconi - si legge nella lettera dell'ufficio di presidenza dei Liberal - sono pienamente legittime in un partito in cui convivono sensibilità e storie diverse. Quello che non è comprensibile è che esse siano espresse dal Responsabile Economico del Pd, ed appaiano in netta dissonanza rispetto alle linee di responsabilità e di rigore assunte giustamente dal Segretario Bersani».
"Le disuguaglianze sociali e territoriali sono contro la crescita. La dequalificazione, il declassamento del lavoro e della conoscenza e l'eccesso di precarizzazione sono contro la crescita." Parole di Pier Luigi Bersani. Altro che contraddizione.
Ma si può sapere che cosa questi liberal hanno contro le lavoratricie e contro i lavoratori da volerli con il cappello in mano o peggio in ginocchio a pietire un posto di lavoro a qualunque costo? Se sognano un altro partito se lo facciano. (Qualcuno nel Pd potrebbe anche dirglielo)
Questi "liberal" da fine ottocento e primi novecento rimproverano a Fassina di «Criticare aspramente la linea di rigore e sviluppo assunta prima dalla Banca d'Italia e poi dalla Bce - insiste la lettera - bollare come liberiste posizioni 'liberal' come quella del senatore Ichino, prospettare soluzioni ispirate alle vecchie culture politiche del secolo passato, non è compatibile con il dovere di rappresentare il complesso delle posizioni assunte dal Pd». Infatti, è necessario e sufficiente che Stefano Fassina esprima le posizioni della maggiornanza del Pd ed allora non deve fare nessun passo indietro. Altri devono decidere dove stare perchè le loro sono posizioni padronali come dicono già in molti.
In ogni caso anche chi non è del Pd sa bene che non serve fare l'alternanza fra due partiti che si somigliano nel sostegno alle rendite. E' una truffa ed una ridicolaggine. In tutto il popolo del centrosinistra e della sinistra c'è la consapevolezza che le posizione espresse da Stefano Fassina rappresentano le condizioni del recupero di credito del Pd, per quanto ancora esile. Ma, certamente rappresentano un riferimento unitario verso tutte le altre espressioni della sinistra italiana. Chi ha interesse a lacerarle? La richiesta delle sue dimissioni è un fatto grave. E' un vulnus ad un partito che vuole essere di centrosinistrta e deve riguardare anche chi a quel partito non appartiene ma si sente di essere parte della sinistra come me.
In Italia serve un partito che assicuri rappresentanza al lavoro e rappresenti una reale alternativa sociale e politica. Il Pd vuole essere questo? E' arrivato il momento di dimostrarlo. Non è la sua prospettiva? allora si affidi nelle mani di questi "liberal" innovatori al contrario che vogliono riportare la società italiana ed il mondo intero all'epoca dei padroni del vapore di ottocentesca memoria.
Se non potrà essere il Pd, davvero bisogna mettere mano alla costruzione di un vero partito di centrosinistra e di sinistra che sia convinto che "la via d'uscita dall'emergenza consiste nel rilancio della civiltà del lavoro, ridimensionando la finanza e ponendola al servizio dell'economia reale. E' un strada che passa attraverso la riforma della Bce, l'impianto di una politica economica e fiscale europea, la determinazione di comuni standard sociali e salariali, nonché di livelli di welfare e di tutela dei diritti comunemente accettati. In una parola, si tratta di rovesciare le tendenze e le pratiche oggi in atto. - Come scrive Paolo Ciofi in "Il governo politico dei "mercati" nella versione austera del professor Monti" - Ma questo implica una lotta sociale e politica di vasta portata e con chiari obiettivi, in Italia e in Europa, che abbia continuità e forza organizzata. Chi la promuove? I movimenti, nella loro generosità e discontinuità carsica, sono necessari ma non sufficienti."
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Ultimo aggiornamento (Mercoledì 23 Novembre 2011 20:23)







