Le decisioni di ferragosto del Consiglio dei Ministri
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Una manovra ideologica. Alla fine paga sempre il lavoro. Patrimoni salvi. Come Silvio Berlusconi aveva chiesto. Nessun prelievo sugli edifici di pregio. A contribuire alla crisi più pesante di tutti i tempi sono i dipendenti pubblici, che pagano con un rischio di taglio della tredicesima e con il rinvio del Tfr.
Ecco le proposte approvate dal Consiglio dei Ministri
Stop alle festività infrasettimanali
Stop al pagamento delle tredicesime per i dipendenti delle amministrazioni pubbliche che non rispettano gli obiettivi di riduzione della spesa. La norma prevede lo spostamento sul lunedì delle festività infrasettimanali «non concordatarie», quindi fatte salve le festività religiose.
Stop tredicesime. Quali saltano
Stop al pagamento delle tredicesime per i dipendenti delle amministrazioni pubbliche che non rispettano gli obiettivi di riduzione della spesa.
Enti locali, tagli per 6 miliardi, Regioni per 3,5
Verranno ridotti 6 miliardi di trasferimenti agli enti locali nel 2012 e 3,5 nel 2013. Per le Regioni la riduzione dei fondi è pari a 1 miliardo di euro. La sanità non verrà toccata. In modo diretto. Però questa misura mette in ginocchio le amministrazioni locali proprio nei servizi al pubblico. Può avere effetti devastanti.
Energie rinnovabili: più tasse alle imprese
Più tasse per le imprese che operano nel settore delle energie rinnovabili. Torna l'ipotesi del taglio del 30% degli incentivi. Non potranno essere superiori alla media di quelli erogati negli altri Paesi d'Europa.
Aumento del 20% per rendite finanziarie
- Sale al 20% l'aliquota sulle rendite finanziarie. La manovra bis stabilisce una tassazione al 20% per tutte le rendite finanziarie, esclusi gli interessi dei titoli di Stato che restano al 12,5%.
Parlamentari, voli in economica
Voli in classe economica per parlamentari, amministratori pubblici, dipendenti dello Stato, componenti di enti ed organismi. Lo prevede la manovra.
Stipendi pubblici, niente riduzione
La bozza di manovra in ingresso in Cdm non contiene la riduzione degli stipendi dei dipendenti pubblici. La misura era circolata nelle prime indiscrezioni nei giorni scorsi ma sarebbe al momento saltata.
Niente aumento dell'Iva
Nella bozza di manovra in Consiglio dei ministri non appare l'aumento dell'Iva. Anzi l'ipotesi sarebbe accantonata. Salterebbe anche qualunque intervento sugli immobili e i patrimoni mobiliari.
Tracciabilità oltre i 2.500 euro. Scontrini: più sanzioni
Tracciabilità di tutte le transazioni superiori ai 2.500 euro con comunicazione all'Agenzia delle entrate delle operazioni per le quali è prevista l'applicazione dell'Iva. È inoltre previsto l'inasprimento delle sanzioni, fino alla sospensione dell'attività, per la mancata emissione di fatture o scontrini fiscali.
Contributo di solidarietà
Viene esteso ai dipendenti privati la misura già in vigore per i dipendenti pubblici e per i pensionati: prelievo del 5% della parte di reddito eccedente i 90.000 euro e del 10% della parte eccedente i 150.000.
Donne, età pensionabile sale a 65 anni prima
Viene anticipato dal 2020 al 2015 il progressivo innalzamento a 65 anni (entro il 2027) dell'età pensionabile delle donne nel settore privato.
Tfr ritardato di 2 anni per dipendenti pubblici
Tfr ritardato. Il pagamento con due anni di ritardo dell'indennità di buonuscita dei lavoratori pubblici.
Stop a Province sotto i 300mila abitanti, fusione di Comuni
Dalle prossime elezioni soppresse le Provincie sotto i 300.000 abitanti, fusione dei Comuni sotto i mille abitanti, con sindaco anche assessore, riduzione dei componenti i Consigli regionali. È quanto prevede la bozza. Lo scrive l'agenzia Ansa.
Ministeri, tagli per 6 miliardi
Previsto un taglio di 6 miliardi di euro per i ministeri nel 2012 e 2,5 nel 2013.
Servizi pubblici: liberalizzazione e più privatizzazioni
Servizi pubblici locali. Si punta alla liberalizzazione e verranno incentivate le privatizzazioni.
Elettricità in tre macrozone
Mercato elettrico: divisione in tre macrozone (Nord, Centro, Sud).
Ecco le province che spariranno
Queste sono le 36 province sotto i 300mila abitanti, comprese quelle delle Regioni a statuto speciale, che rischiano di sparire in base alla norma contenuta nella bozza della manovra all'esame del Consiglio dei ministri. Accanto il numero degli abitanti, tra parentesi il partito del presidente della provincia: 18 del Pd, 12 del Pdl, 4 della lega, e uno ciascuno di Mpa e Sel.
Ascoli Piceno: 214.068 (Pdl), Asti: 221.687 (Pdl), Belluno: 213.474 (Lega), Benevento: 287.874 (Pd), Biella: 185.768 (Lega), Caltanissetta: 271.729 (Mpa), Campobasso: 231.086 (Pdl), Carbonia-Iglesias: 129.840 (Pd), Crotone: 174.605 (Pdl), Enna:172.485 (Pdl), Fermo:177.914 (Sel), Gorizia:142.407 (Pd), Grosseto:228.157 (Pd), Imperia:222.648 (Pdl), Isernia:88.694 (Pdl), La Spezia:223.516 (Pd), Lodi:227.655 (Lega), Massa Carrara: 203.901 (Pd), Matera:203.726 (Pd), Medio Campidano:102.409 (Pd), Nuoro:160.677 (Pd), Ogliastra:57.965 (Pd), Olbia Tempio: 157.859 (Pdl), Oristano: 166.244 (Pdl), Pistoia: 293.061 (Pd), Prato: 249.775 (Pd), Rieti: 160.467 (Pd), Rovigo: 247.884 (Pd), Savona: 287.906 (Pdl), Siena: 272.638 (Pd), Sondrio: 183.169 (Lega), Terni: 234.665 (Pd), Trieste: 236.556 (Pd), Verbano-Cusio-Ossola: 163.247 (Pdl), Vercelli: 179.562 (Pdl), Vibo Valentia: 166.560 (Pd).
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