Da Milano a Napoli il voto dell'Italia che vuole il riscatto
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di Alessandro Cardulli, da paneacqua.eu 27 mag 2011 - Dalla Madunina al Vesuvio, passando per Macerata dove D'Alema e Casini hanno fatto insieme il comizio a sostegno del candidato del centrosinistra, c'è un Italia che si risveglia, cerca il riscatto, ritrova una sua dignità. leggi tutto
Un quadro desolante in questi giorni che precedono i ballottaggi, il volto peggiore della destra che è al governo, di Berlusconi che vive nella paura della sconfitta dei candidati di Milano e Napoli, di Bossi che vorrebbe liberarsi dall'abbraccio con chi comunque è arrivato al capolinea, ma non può perché senza il Pdl la Lega perderebbe il suo potere d'interdizione. Al tempo stesso un valore grande di questa tornata elettorale che riguarda 84 comuni di cui 13 capoluogo ( Milano, Napoli, Trieste, Cagliari, Novara,Varese,Rovigo, Pordenone, Rimini, Grosseto, Cosenza e Catanzaro) e 6 Province (Vercelli, Mantova,Pavia, Trieste, Macerata e Reggio Calabria), 28 comuni in Sicilia ( primo turno) fra cui Ragusa. Dalla Madunina al Vesuvio, passando per Macerata dove D'Alema e Casini hanno fatto insieme il comizio a sostegno del candidato del centrosinistra, c'è un Italia che si risveglia, cerca il riscatto, ritrova una sua dignità.
Roberto Calderoli, ministro della Semplificazione, meglio noto come il padre della legge elettorale che lui stesso ha definito una "porcata", è un simpaticone, fa quasi tenerezza. E' lui il "perno" di questa campagna per i ballottaggi, ha portato scompiglio nel centrodestra, ha annunciato la "grande sorpresa" per far rimpinguare di voti lo scarso carniere di Letizia Moratti, dal volto sempre più pallido e scarno. Altro che le esternazioni di Berlusconi che non sapendo più a chi rivolgersi si è sfogato con un incredulo Obama che se lo è trovato di fronte. Quasi a chiedere protezione allo zio Sam gli ha descritto un Italia sottoposta alla " dittatura dei magistrati di sinistra", ha piagnucolato perché ha dovuto subire 31 processi "dai quali sono stati sempre assolto" (salvo prescrizioni ndr). Poi ha fatto una lunga conferenza stampa dove - ribadendo le accuse ai magistrati - ha raccontato che il vero protagonista del G8 è stato lui, ha fatto tutto lui.
Calderoli: ministri e Capo dello Stato al Nord
Mentre il buon Bossi con fare paterno dice che "Silvio è troppo nervoso" torna alla ribalta Calderoli. Quei discoli dei giornalisti gli avevano rubato la scena, la " sorpresa" svelata, i ministeri al Nord, due perlomeno, con l'assenso di Berlusconi, poi l'accordo con Bossi per congelare tutto. Calderoli è partito in contropiede ed ha rimpolpato la "sorpresa":non solo i ministeri, anche la Presidenza della Repubblica deve trasferirsi a Milano. Lo ha detto al Corriere, al giornalista Marco Cremonesi, poi ha fatto sapere di essere stato frainteso, ma la direzione del quotidiano di Via Solferino ha confermato. Lui non se ne preoccupa più di tanto, nella polemica ci sguazza,mostra ai giornalisti il suo faccione sorridente, i suoi ornamenti tutti in rigoroso verde. Pare uno di quei rubizzi osti, di altri tempi, che vanno ai tavolo del cliente, fanno due chiacchiere, bevono un gotto. A volte si fermano a tempo, a volte no. Ci fa tenerezza anche perché a differenza di tanti ruvidi leghisti è un uomo colto, che sa di storia. Quando dice "No representation? No taxation" richiama le proteste di 13 colonie americane contro l'Inghilterra che aveva imposto la tassa sulla melassa ( Sugar Act). La prima a protestare fu la Virginia con lo slogan "No taxation without Representation".
Pisapia e De Magistris sotto tiro
Poi ha avuto una pesante caduta di stile quando a proposito di una vittoria di Pisapia ha detto: "Io comincio a toccare ferro e anche un po' le palle, perché una disgrazia del genere sarebbe proprio pesante per Milano", in linea con il "ce l'abbiamo duro" di Bossi e con le più variopinte accuse a Pisapia che sarebbe responsabile di tutti i disastri avvenuti nel mondo e a Milano.In particolare il capogruppo del Pdl al Senato si è specializzato in fandonie quale quella relativa alla " stanza del buco" dove tutti i tossico dipendenti possono bucarsi a piacimento. Insieme si aggirano per le strade e sulla metro di Milano falsi zingari e falsi supporter di Pisapia che se la prendono con i cittadini, creando incidenti.
Dalla Madunina al Vesuvio, cambia lo scenario ma non i contenuti di questa campagna elettorale. Il candidato del centrodestra a Napoli non si fa mancare niente. Gianni Lettieri abitualmente si rivolge al suo concorrente, Luigi De Magistris, dandogli del " delinquente". Ora lo accusa addirittura di essere "moralmente responsabile del clima di odio e di violenza" culminato, secondo Lettieri, nell'incendio sviluppatosi nei locali del suo comitato elettorale.
Spetterà alla magistratura fare luce su episodi di violenza che lo stesso De Magistris ha denunciato e di cui farebbe parte la compravendita di voti, ma un interrogativo è d'obbligo: è mai possibile che la sede di un comitato elettorale, visto il clima infuocato della campagna elettorale, non sia stata sufficientemente protetta? A dare l'allarme sarebbe stata la titolare di un bar. Con grande tranquillità gli attentatori avrebbero fatto filtrare benzina nei locali. E' mai possibile?
Insieme a questo clima, con mobilitazione di figure losche, noti camorristi, Saviano che parla di Nick 'o Mericano, circolano veleni che riguardano esponenti del Pd che sarebbero intenzionati a votare per Lettieri. Si mette in dubbio perfino il voto di Antonio Bassolino, ricordando che un suo ex assessore, Velardi, è stato il coordinatore, poi fatto fuori, della campagna elettorale di Lettieri, come lo era stato per la Polverini alla Regione Lazio. Sarebbe davvero desolante, se un Velardi (che oramai non fa più politica da anni e gestisce la sua società di servizi) o uno Scilipoti (che, al contrario siede ancora in parlamento), possano avere ancora una qualche influenza sui destini di questo nostra paese..
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Ultimo aggiornamento (Lunedì 30 Maggio 2011 10:45)







