Referendum. Nucleare, Berlusconi ammette che il governo ha mentito
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Il premier: "L'atomo è il futuro, ma dopo Fukushima il governo ha deciso una moratoria. Se fossimo andati al referendum, il nucleare non sarebbe stato più possibile per anni".
Parola di Silvio Berlusconi, che del governo italiano è il capo. Il governo italiano "è assolutamente convinto che l'energia nucleare sia il futuro di tutto il mondo" e che la scelta dell'atomo sia "ineluttabile". Così lo stesso premier svela le vere intenzioni dello stop alla costruzione delle centrali deciso dall'esecutivo pochi giorni fa: "Dopo quello che è successo in Giappone", ha spiegato il Cavaliere durante una conferenza stampa al fianco del presidente francese Nicolas Sarkozy, il governo ha deciso una moratoria perché "se fossimo andati al referendum il nucleare non sarebbe stato più possibile in Italia per anni". "Abbiamo deciso di aspettare che ci sia un'opinione pubblica più consapevole della necessità del nucleare", ha aggiunto Berlusconi assicurando che il nucleare è una energia sicura.
Le dichiarazioni del premier chiariscono l'operazione del governo e probabilmente forniscono elementi preziosi alla Corte di Cassazione, che dovrà decidere se annullare o no il quesito referendario sull'atomo. Ricordiamo che il 12 e 13 giugno gli italiani sono chiamati a dire "sì" per confermare la scelta antinuclearista fatta col referendum del 1987, o per dire "no" così da aprire alle centrali. Ci sono poi altri due quesiti sull'acqua, anche quelli messi in discussione dalle iniziative del governo. E un ultimo quesito sul legittimo impedimento.
Per quanto riguarda il nucleare, la moratoria sulle centrali è inserita in un emendamento al Dl Omnibus, provvedimento approvato dal Senato che ora deve essere approvato senza modifiche dalla Camera. A quel punto spetterà alla Cassazione stabilire se l'emendamento del governo soddisfi le richieste dei promotori del referendum (che chiedono la conferma della scelta antinuclearista) o se invece la consultazione del 12 e 13 giugno sia ancora valida. La prassi vuole che la Cassazione, in casi simili, sia favorevole al Parlamento. Ma se così avvenisse, dal momento che il governo non rinuncia alla costruzione delle centrali ma rinvia ogni decisione di un anno, il comitato promotore potrebbe sollevare un conflitto di attribuzione di fronte alla Corte Costituzionale.
Le reazioni non mancano "La procedura di far fuori i referendum con escamotage legislativi dell'ultimo minuto è una prassi antica, non l'ha mica inventata Berlusconi", ha detto oggi Emma Bonino a Radio Radicale. "L'annullamento per via legislativa – conclude Bonino - , adeguata o no che sia, sul nucleare o sull'acqua, è l'annullamento della scheda referendaria, ed è da sempre uno dei pilastri portanti di quella che noi chiamiamo la peste italiana".
Le dichiarazioni del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi "svelano, se ce ne fosse ancora bisogno, il segreto di pulcinella: la moratoria sul nucleare è una vergognosa pagliacciata per evitare il referendum del 12 giugno". E' quanto afferma il direttore esecutivo di Greenpeace Italia, Giuseppe Onufrio, a proposito delle affermazioni di Berlusconi. Il nucleare secondo Onufrio è una tecnologia "in declino e può sembrare 'il futuro per tutto il mondo' soltanto a una persona la cui testa in questa materia è rivolta al passato". Infatti "il peso del nucleare sulla produzione di elettricità globale è sceso dal 17,5% del 1999 al 13% del 2009, e questa tendenza continuerà - avverte il direttore di Greenpeace – dopo Fukushima, infatti, sarà più difficile estendere la vita utile degli impianti più vecchi, cosa che accelererà il declino del settore, che è già in atto".
"Berlusconi ha chiarito oggi il senso dell'emendamento del governo sulle centrali nucleari.
Berlusconi stesso dice che è solo un rinvio per paura del giudizio degli elettori e in spregio alle regole della democrazia che impongono al governo il rispetto di un referendum già indetto per il 12 e 13 giugno prossimi. In quel decreto omnibus non c'e' di fatto nessuna abrogazione del decreto per riportare il nucleare in Italia". Lo dichiara in una nota, Stella Bianchi, responsabile Ambiente del Pd. "Il piano sbagliato del governo è in piedi, come Berlusconi si affretta a confermare a Sarkozy, e con esso gli affari miliardari per Edf sulle tasche dei cittadini italiani - continua Bianchi - insieme alla sorridente svendita di una parte importante dell'industria alimentare italiana. E se il piano di ritorno al nucleare rimane valido allora anche il quesito referendario sulla decisione di tornare o meno al nucleare mantiene la sua validità". Il presidente del Consiglio, conclude Stella Bianchi, "ha la presunzione di dire proprio oggi che l'energia nucleare è la più sicura al mondo esattamente il giorno dell'anniversario della catastrofe di Chernobyl. Se Berlusconi è così convinto da sfidare migliaia di morti, lutti, dolore, terreni contaminati perché mai dovrebbe temere il giudizio degli italiani contro il suo nucleare?".
A 25 anni da Chernobyl Ironia vuole che le dichiarazioni di Berlusconi sul nucleare energia sicura siano cadute nel venticinquesimo anniversario dell'incidente di Chernobyl. "Una tragedia di grandissime dimensioni che ancora oggi, a distanza di 25 anni, continua a essere drammatica per gli effetti devastanti del fallout radioattivo". E' il commento di Andrea Gentili, della segreteria nazionale di Legambiente, in occasione dell'esplosione della centrale ucraina. "Il 20% del territorio agricolo e il 23% delle foreste della Bielorussia sono stati contaminati a causa della ricaduta al suolo dei radiosotopi radioattivi, contaminando così la catena alimentare", sottolinea Gentili affermando che ancora oggi 7 milioni di persone vivono nelle zone più contaminate in Bielorussia, Russia e Ucraina, e sono costrette tutti i giorni a nutrirsi di cibo radioattivo. Legambiente ricorda che "tutte le aree colpite dall'incidente del 26 aprile 1986 sono a oggi significativamente contaminate secondo gli ultimi monitoraggi effettuati e il rischio dal punto di vista sanitario per le popolazioni residenti continua a essere molto elevato: i tumori tiroidei in primo luogo, ma anche numerose altre patologie risultano essere in continuo aumento".
"I bambini - continua Angelo Gentili - sono i soggetti meno garantiti e che soffrono di più di questa situazione proprio perchéi loro organismi in accrescimento sono vere e proprie spugne anche rispetto all'assorbimento di radionuclidi quali il Cesio 137 e lo Stronzio 90. Tuttavia si assiste a una politica volta a minimizzare le conseguenze ambientali dell'incidente nucleare sia con l'abbassamento dei livelli di radioattività (ovviamente solo sulla carta) sia tramite la ripopolazione delle aree più pericolose e l'avvio di coltivazione in loco e allevamento del bestiame. Tra l'altro funghi e legname altamente contaminato oltre che sul mercato nazionale vengono esportati in modo notevole sui mercati europei".
All'interno del sarcofago che copre la centrale ci sono circa 200 tonnellate di materiale radioattivo presente al momento dell'incidente. Dal sarcofago – denuncia ancora Legambiente – "fuoriescono polveri radioattive in quanto è ricoperto di buchi e crepe (più di 100 metri quadri), è fortemente instabile e il rischio di un collasso della struttura è molto elevato".
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