"Ha trascinato la nostra generazione e questo Paese in un baratro di povertà, depressione e disoccupazione"
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La generazione perduta. Nel secondo trimestre di quest'anno sono 404 mila i "figli" che hanno perduto il lavoro. A pagare la crisi sono soprattutto loro. Tra i giovanissimi il tasso di disoccupazione è arrivato al 24 per cento, più del triplo della media nazionale. leggi tutto
Le cose vanno male nel Mezzogiorno, ma la flessione più acuta si sta registrando nelle regioni del Centro. E anche al Nord, gli "under 35" non se la passano per niente bene. Sempre più laureati e diplomati sono stretti nella morsa della precarietà e vedono andare in fumo attese e prospettive di vita. Con questa iniziativa vogliamo raccogliere i vostri racconti e dare voce alla "generazione perduta".
In questo quadro il Cavaliere incontra dei neolaureati. Davanti ad una platea di ventenni e trentenni, il premier si sente a suo agio. Ricorda quando anche lui era giovane e bacchetta un neolaureato poco intraprendente che dice di volere fare solo "un po'" di carriera. "Solo un po' di carriera? Così cominci male - lo sgrida - devi dire un carrierone. Poi tocca al look, altro tasto che il premier considera fondamentale. All'attuale presidente del Senato Renato Schifani consigliò di fare piazza pulita del "riporto", al ragazzo calvo che siede in prima fila offre "il telefono del mio dottore, così avrai una chioma come dovrebbero averla tutti i giovani". Ed ancora: al giovane che ha dimenticato di radersi rifila una bacchettata: "La barba induce diffidenza nell'interlocutore, può nascondere una malformazione. Se troppo vasta può nascondere l'espressione del viso". A tutti, o quasi, aggiusta la giacca, il nodo della cravatta, contesta l'abbinamento dei colori: "Con un vestito blu - dice - non si mettono le scarpe marroni".
Puntare in alto. Non porsi limiti, continua il Cavaliere. Che passa in rassegna i suoi successi. Il meglio, però, deve ancora arrivare. Ovvero la fase a luci rosse. Si comincia così. Due ragazze laureate salgono sul palco. Il Cavaliere le accoglie in questi termini: "Siete così brave che mi viene voglia di invitarvi al bunga bunga". Ma la catstrofe è il finale con barzelletta. Pochi secondi e si scopre che ruota intorno al sesso orale, con un dibattito italo-tedesco se sia meglio dedicarcisi con birra o champagne. La platea sorride con qualche imbarazzo. Finisce così. Senza un accenno all'emergenza immigrazione, alla rivoluzione ai vertici delle Generali e a tutte le questioni che segnano pesantemente la vita del Paese. Forse perché parlando di cose del genere si ride poco.
A Silvio. Il messaggio dei precari al premier è duro, diretto. Prima i dati: "Il 30% di disoccupazione giovanile, due milioni di giovani che non studiano non lavorano e non si formano, l'esercito di lavoratori precari rimasti senza lavoro e senza reddito con la crisi economica". Poi la richiesta:
"Adesso siamo noi a chiedere un sacrificio al Presidente del Consiglio. Gli chiediamo di farsi da parte per aver trascinato la nostra generazione e questo Paese in un baratro di povertà, depressione e disoccupazione". E ancora: "Gli chiediamo di farsi da parte per raggiunti limiti d'età e per furto aggravato di presente, di futuro e di dignità a questo paese".
L'apprezzamento per Bagnasco. Messaggio di tutt'altro tenore per il presidente della Conferenza Episcopale Italiana. "Era ora che anche la Conferenza Episcopale Italiana, dopo le recenti dichiarazioni del Papa, si esprimesse in modo inequivocabile sull'emergenza sociale dovuta alla precarietà lavorativa per milioni di giovani". Poi ancora, il resoconto dettagliato delle cifre che raccontano, meglio di tutto, la condizione precaria: "Ormai almeno due generazioni di lavoratori sono in grande maggioranza segnati da contratti a termine, senza diritti e con retribuzioni da fame". Si tratta di "quasi un milione e mezzo di lavoratori para-subordinati, senza congedi parentali e malattia e privi di qualsiasi strumento di sostegno al reddito quando il lavoro scade, oltre due milioni i lavoratori a tempo determinato che vivono con l'ansia della scadenza".
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Ultimo aggiornamento (Sabato 09 Aprile 2011 13:19)







