Libia, i 9 punti dell'accordo di maggioranza
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Il Pd voterà contro a Palazzo Madama alla risoluzione concordata da Pdl e Lega sulla Libia e metterà ai voti dell'aula una risoluzione che recepisce il via libera delle commissioni esteri alla risoluzione dell'Onu. È quanto ha deciso l'assemblea dei gruppi del Pd dopo aver ascoltato la proposta del presidente dei senatori Anna Finocchiaro e del segretario Pier Luigi Bersani il quale ha affermato «Serve una posizione chiara e netta che si rifaccia alla risoluzione dell'Onu. Non possiamo votare un dispositivo che copre le miserie della maggioranza e che non si capisce all'estero».
La risoluzione di maggioranza (firmata da Pdl, Lega e Cn) impegna il governo su 9 punti:
1) ad adoperarsi per far emergere in tutte le sedi opportune il punto di vista dell'Italia e le circostanze che rendono possibile il suo sostegno all'intervento internazionale;
2) a garantire, nell'ambito di un rigoroso rispetto della risoluzione Onu anche attraverso iniziative politico diplomatiche e alla intimazione del cessate il fuoco, il ritorno più rapido possibile a uno stato di non conflittualità;
3) a rappresentare nelle sedi proprie la necessità di assegnazione alla Nato del comando e del controllo delle operazioni militari e al fine di giungere a un coordinamento degli sforzi alleati;
4) ad assumere ogni utile iniziativa affinchè le imprese europee impossibilitate ad onorare i contratti in essere in ragione delle sanzioni Onu e Ue trovino una tutela negli articoli 10 e 12 del regolamento Ue 204/2011, che rispettivamente prevedono le modalità per assicurare i pagamenti dovuti alle imprese europee in base a contratti precedenti l'entrata in vigore delle sanzioni e la preclusione di eventuali azioni legali per inadempimento contrattuale;
5) a riattivare, non appena le circostanze e le tensioni del Consiglio di sicurezza dell'Onu lo renderanno possibile, gli accordi bilaterali, in particolare quelli in materia energetica, stipulati dall'Italia con la Libia;
6) ad adoperarsi, nelle opportune sedi, in primo luogo in ambito Nato, affinchè sia attuato, anche in ottemperanza di quanto previsto dalla Risoluzione Onu 1973, l'embargo sulle armi nei confronti della Libia.
7) ad insistere, così come stabilito dai punti 6 e 7 del Consiglio Affari Esteri dell'Ue del 21 marzo 2011, affinchè l'Ue renda immediatamente operativa un'azione di pattugliamento del Mediterraneo in funzione di deterrenza e di contrasto alle organizzazioni criminali legate anche a gruppi terroristici e dedite al traffico di esseri umani, nonchè in funzione di prevenzione migratoria e di assistenza umanitaria;
8) a ottenere dai partner europei e dalla Commissione un apporto di mezzi, anche finanziari, per condividere l'onere della gestione degli sbarchi di immigrati, secondo quanto stabilito nelle conclusioni del Consiglio europeo straordinario dell'11 marzo scorso;
9) ad attivarsi nelle sedi proprie affinchè l'Europa si doti al più presto di un sistema unico di asilo che fin da subito preveda un sistema di burden sharing teso a ridistribuire la presenza degli immigrati tra i paesi membri e fornisca una maggiore assistenza nelle operazioni di riconoscimento e identificazione di coloro che si dirigono verso le coste italiane.
Trovata l'intesa
La maggioranza ha trovato l'intesa su un testo di risoluzione unitaria sulla Libia. È l'esito della riunione che si è tenuta al Senato tra i capigruppo del Pdl, Lega e i responsabili. «C'è l'accordo di maggioranza - ha spiegato Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera - e ora lo comunichiamo al governo. Il dato politico è che c'è un'intesa». Soddisfatta anche la Lega. Il capogruppo leghista al Senato, Federico Bricolo, spiega: «Le nostre osservazioni sono state accolte e dunque abbiamo trovato un accordo con i colleghi della maggioranza per una risoluzione comune».
Il Cavaliere, intanto, si è detto addolorato per Gheddafi. E non interverrà nel dibattito parlamentare, lasciando il compito a Frattini e La Russa. È fallita, pare di capire, la sua scommessa personale sul Rais e sulla possibilità di una normalizzazione del regime libico per via democratica che aprisse la strada a un dividendo politico per il nostro Paese. Naturalmente si tratta di espressioni che prestano il fianco a molte interpretazioni: Pierluigi Bersani e Pierferdinando Casini per esempio giudicano indecorose le parole del presidente del Consiglio, dicono che bisogna preoccuparsi piuttosto della sorte del popolo libico.
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Ultimo aggiornamento (Mercoledì 23 Marzo 2011 19:58)







