No Fly Zone e le posizioni in Italia
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Dichiarazioni- Prosegue l'attacco delle forze alleate per imporre la No Fly Zonne e colpisce aeroporti, ambasciate, basi delle forze armate, ma anche moschee, luoghi di culto e luoghi di ritrovo di islamici.
In parallelo con l'escalation dell'intervento militare della coalizione in Libia e con le minacce di Gheddafi, l'Italia rafforza le misure di sicurezza contro il rischio di attacchi terroristici. Come indicato dalla circolare inviata dal capo della polizia, Antonio Manganelli, a prefetti e questori. In questo clima si colgono alcune dichiarazioni che rappresentano le diverse posizioni delle forze politiche itaòiane mas anche delle istituzioni. Continua a brillare il silenzio del Presidente del Consiglio.
Napolitano sulla Libia: «Non siamo in guerra» «Non siamo entrati in guerra. Siamo impegnati in un operazione autorizzata dal Consiglio di sicurezza dell'Onu»: è la dichiarazione rilasciata ai cronisti dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, mentre raggiungeva il Museo del Risorgimento di Milano. «Inutile ripetere cose che tutti dovrebbero sapere - ha proseguito Napolitano - la carta delle nazioni unite prevede un capitolo, il settimo, il quale nell'interesse della pace ritiene che siano da autorizzare anche azioni volte, con le forze armate, a reprimere le violazioni della pace». «Siamo preoccupati per quanto accaduto in Libia» dove «abbiamo avuto una repressione forsennata e violenta rivolta contro la stessa popolazione libica da parte del governo e del suo leader Gheddafi». E' la riposta data da Napolitano a un cronista che gli ha chiesto se fosse preoccupato per gli sviluppi della situazione in Libia.
D'Alema al Tg3: sulla Libia «governo inadeguato» «Non credo che Gheddafi abbia capacità militare ma bisogna essere vigilanti». Lo ha detto il presidente del Copasir Massimo D'Alema al Tg3 e replicando a chi gli chiedeva se a suo avviso dopo l'intervento militare ci possano essere pericoli per l'Italia. Secondo D'Alema agire sotto il cappello della Nato «sarebbe stato l'ideale ma bisogna che tutti i membri della Nato siano d'accordo» e questo non è accaduto. D'Alema ha sottolineato come sia necessario agire «con prudenza perché c'è una coalizione che si è creata». Alla cronista che gli chiedeva se accennasse alla posizione della Lega Araba ha replicato: «appunto, serve cautela». D'Alema ha stigmatizzato «l'inadeguatezza» e le «divisioni» del governo italiano nell'affrontare la crisi libica. «Credo che in un momento così delicato la confusione e le polemiche non aiutino e non vorrei unirmi», ha detto il presidente del Copasir al Tg3, ma «è del tutto evidente che il governo è inadeguato, è diviso». Da una parte, ha spiegato, «ci sono dichiarazioni bellicose anche di là del necessario, dall'altra parte una corrente neutralista. È bizzarro che nel momento in cui il governo viene in Parlamento e chiede di essere autorizzato all'uso della forza, una parte della maggioranza non si presenti neanche». In queste condizioni, ha insistito, «è difficile essere autorevoli. Bisogna che le persone responsabili si facciano carico delle responsabilità». Come l'opposizione, ha sottolineato, che «sostiene l'Onu e le decisioni dell'Onu».
Ferrero di Rifondazione: E' guerra, non farla Rifondazione comunista si oppone alla decisione del Governo italiano di prendere parte all'attacco militare internazionale contro la Libia. «L`offensiva occidentale contro la Libia - ha affermato in una nota Paolo Ferrero, segretario del Prc - assume con ogni evidenza i tratti della guerra. Giustificata dalla necessità di creare una No fly zone per ragioni umanitarie in realtà si caratterizza - ha detto Ferrero - come una aggressione che metterà in ginocchio la Libia e il suo popolo».
Bossi: «Era meglio più cautela» Bossi si dissocia dall'intervento in Libia. «Penso che la posizione più equilibrata sia quella della Germania. Era meglio essere più cauti. C'è il rischio che con i bombardamenti perdiamo il petrolio e il gas» «Berlusconi non l'ho ancora sentito, non so come l'hanno accolto a Parigi: il Consiglio dei ministri aveva però rallentato l'appoggio con una posizione cauta di non partecipazione diretta. Poi ci sono ministri che credono di essere più del premier e parlano a vanvera». Così ha Umberto Bossi ha parlato della posizione italiana nella crisi libica durante un convegno organizzato dal Carroccio nel Comasco.
Bossi: "Lo prendiamo in quel posto..." «Il mondo è pieno di famosi democratici, li conosciamo, che sono abilissimi a fare i loro interessi». Ha sostenuto il leader leghista a un convegno a Erba, nel comasco. «Noi - ha obiettato con i suoi modi consueti che gli hanno dato tanta fortuna - siamo invece abilissimi a prenderlo in quel posto». «I famosi democratici, da Napoleone in poi li conosciamo», ha insistito il senatur. «Se io dovessi fare un accordo - ha spiegato - non lo farei con i francesi o con gli americani ma con un popolo amico come gli svizzeri, che parlano la nostra lingua». A suo giudizio, infatti, per l'Italia è troppo rischioso fare accordi «con Paesi troppo potenti».
La Russa: "Aerei bombarderanno? Sono in coalizione" 46 – Gli aerei italiani ''fanno parte della coalizione che sta salvaguardando la vita del popolo libico''. Così il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, si è limitato a rispondere a chi gli chiedeva se i nostri aerei bombarderanno.
Frattini: "Su immigrazione peso sia condiviso in Ue" 47 – L'Italia si aspetta che la comunità europea si faccia carico dell'emergenza immigrazione dalla Libia e che ogni paese condivida la propria parte di onere. Lo ha detto il ministro degli esteri Franco Frattini, interpellato a Bruxelles sulla minaccia di Gheddafi di fare invadere l'Italia da milioni di immigrati. ''Proprio perché siamo parte di una coalizione internazionale per portare il popolo ad una riconciliazione nazionale e fare cessare le violenze, vogliamo condividere il peso onerosissimo dell'immigrazione illegale'', ha detto Frattini.
Tace, invece, il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.
Benedetto XVI. Parole molto accorate sulla crisi libica sono state pronunciate questa mattina da Benedetto XVI che, pur non entrando nelle valutazioni che hanno portato all'attacco aereo di ieri, si è rivolto "a quanti hanno responsabilità politiche e militari, perché abbiano a cuore, anzitutto, l'incolumità e la sicurezza dei cittadini e garantiscano l'accesso ai soccorsi umanitari". "Alla popolazione - ha detto parlando dopo l'Angelus - desidero assicurare la mia commossa vicinanza, mentre chiedo a Dio che un orizzonte di pace e di concordia sorga al più presto sulla Libia e sull'intera regione nord africana".
Bersani. "La diplomazia berlusconiana fatta di personalismi ha sbilanciato largamente la nostra politica estera. Anche altri hanno avuto rapporti con Gheddafi, ma nessuno lo ha fatto come l'Italia, mettendosi in una situazione di subalternità", ha sottolineato il segretario del Pd. Secondo Bersani adesso "sarebbe meglio che i vari ministri stessero zitti e il governo parlasse con voce univoca, nelle commissioni parlamentari competenti, per definire meglio il nostro profilo in questa vicenda".
Buttiglione. "Noi appoggeremo il governo in questa fase come abbiamo sempre fatto nei casi di politica estera, di interventi umanitari e di interesse nazionale. Ma c'è da dire che un governo non può non avere la maggioranza in politica estera: se al voto mancheranno come si annuncia la Lega Nord e Iniziativa Responsabile, sarà legittimo prendere atto dell'assenza della maggioranza anche in questo campo e chiedere le dimissioni del Governo", ha spiegato il presidente dell'Udc, bollando come "paradossale" la posizione del Carroccio sull'intervento in Libia. "E' propaganda paradossale quella della Lega - dice Buttiglione - che parla di milioni di profughi a causa dei bombardamenti in corso in Libia. E' chiaro che l'unico modo per prevenire ondate di profughi - conclude - è quella di operare per ripristinare al più presto in Libia pace, democrazia, libertà e sviluppo, obiettivi che devono essere ben chiari a chi opera i raid internazionali".
La Lega. "La posizione della Lega è quella indicata da Roberto Calderoli in Consiglio dei ministri. Sulla vicenda libica chiediamo che si svolga una discussione in Parlamento". E' quanto si limita a sottolineare Stefano Stefani, presidente della commissione Esteri della Camera.
Fli. Italo Bocchino, vicepresidente del Fli, ha rimproverato al governo di essere sceso in campo tardi. "L'Italia doveva fare di più, doveva guidare la coalizione, non tentennare come hanno fatto La Russa e Frattini". Adesso, ha aggiunto, "rischiamo di essere l'albergo a ore della coalizione internazionale".
Rutelli. "L'improvvisazione e la confusione in seno al governo e alla maggioranza proiettano guai per il nostro paese. Va ritrovata una coesione nazionale di fronte ai rischi che si possono aprire anche per il nostro paese". dice il segretario di Alleanza per l'Italia.
Gasparri. "D'Alema abbassi le penne - dice il presidente dei senatori del Pdl - Lo ricordiamo da ministro degli Esteri passeggiare in Libano con esponenti del peggiore fondamentalismo islamico. Non ha lezioni da dare. Il governo italiano ha ben difeso in questi anni l'interesse nazionale e, anche in questo frangente molto difficile, è protagonista sulla scena internazionale. D'Alema fu giudicato lui inadeguato quando la sua storia personale gli impedì di diventare ministro degli Esteri della Ue per volere delle sinistre europee, nonostante il generoso sostegno di Berlusconi".
La Russa. Il responsabile della Difesa, dal canto suo, nega tensioni con il Carroccio: "La Lega - spiega - non ha frapposto ostacoli all'attività di governo e Parlamento". Anche il ministro degli Esteri, Franco Frattini rassicura: "Spiegheremo agli amici del Carroccio che le loro preoccupazioni troveranno una risposta", afferma convenendo sulla "ipotesi del ministro Calderoli di un blocco navale che serva anche da deterrente ai flussi migratori". (20 marzo 2011)
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Ultimo aggiornamento (Lunedì 21 Marzo 2011 12:36)







