Berlusconi Silvio o meglio, Benito?
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Benito Berlusconi: “Non sopporto che l’informazione (Tg3) mi attacchi” di Alessandro Cardulli da Dazebao.org - La confessione: è questo il titolo del monologo di Berlusconi recitato ai giornalisti ormai quasi tutti accucciati, incapaci non diciamo di ribellione, ma di esigere che si tratti di una conferenza stampa reale. Il capo del governo arriva con le cartelle scritte, sciorina dati, quasi sempre falsi, si inventa sondaggi, parla per un’oretta quando va bene. Poi tre o quattro domande e tutto finisce lì.
Non solo, se le domande non sono di suo gradimento si scatena,viene preso da conati di ira, non riesce a trattenersi, se non fosse truccato a dovere il suo viso apparirebbe paonazzo. E’ solo in questi momenti che dice la verità, si confessa. Così è accaduto oggi, alla conferenza stampa finale prima delle ferie estive, quando il premier ha risposto ad una domanda di una giornalista del Tg3 e lui ha sciorinato il suo “ pensiero”, si fa per dire, sull’informazione. Ieri - ha detto - il Tg3 ha fatto tre titoli contro il governo. Questo non lo posso più sopportare. Il mandato della televisione pubblica non può essere quello di attaccare il governo”. Subito, per avvallare questo “ non lo sopporto,” ha richiamato fantasiosi sondaggi degli italiani che sono con lui. E quando, timidamente, un altro giornalista cita la presa di posizione di sua figlia Barbara che ne criticava la vita privata, mostra i denti. “ Non ho niente di cui vergognarmi. Si tratta solo di calunnie”. Arriva perfino a negare che vi siano intercettazioni nelle quale vengono alla luce particolari scabrosi. Si accorge che sta andando sopra le righe, cambia tono ed arriva la solita gaffe. “Dicono che odio le donne, ma se io le adoro. E’ noto (sorrisetto beffardo) a tutti". Naturalmente non ha neppure il pudore di sorvolare sulla sua visita in Turchia per partecipare ad un evento cui non era stato invitato. Raccontano fonti di Ankara che è stato lui a chiedere un accredito alla cerimonia della firma da parte di Putin e Erdogan dell’accordo Russia-Turchia sul gasdotto South Strema. Si parla di “intrusione” di Berlusconi e, sempre fonti turche, rilevano che poteva nascerne un caso diplomatico ma la cosa “trattandosi di Berlusconi ha fatto solo sorridere”. Ma il nostro cavalier Berlusconi tornato in Italia ha detto che l’accordo è stato un suo successo avendo lui avuto un “ ruolo determinante.”
Un inaudito attacco alla libertà dell’informazione
Di tutto il monologo resta l’inaudita gravità dell’attacco alla liberta d’informazione. Oltre ad una cialtronesca propaganda dei suoi 14 mesi di governo. Il premier ha fatto chiaramente capire che anche gli ultimi barlumi di una informazione libera e pluralista dovranno essere eliminati dai programmi e dalla testate. Del resto il più è fatto. In poche sedute del Consiglio di amministrazione, i mercenari berlusconiani hanno fatto carne di porco, ci scusino i porci, dell'autonomia dell’azienda. Hanno insediato giornalisti-maggiordomi, direttori e vice, nelle testate e nei programmi. Tg1 e Tg2, i programmi, la radio sono ormai addomesticati. Circolano le veline, sia quelle che, come ai tempi del minculpop fascista, dettavano la linea, sia quelle in carne e ossa, con esposizione di molta carne, abbondano i servizi privi di senso. Questa è l’informazione che il cavaliere “ sopporta”. La risposta data alla giornalista del Tg3 è un segnale anche troppo chiaro che si vuol manomettere anche questa testata, che cerca di mantenere un difficile equilibrio e non si espone più di tanto. Ma Berlusconi Silvio detto Benito, non sopporta. Il suo emissario, il direttore Mauro Masi , ha un piano di lavoro ben delineato: tutto ciò che fa ombra al capo deve essere normalizzato.
Forse è il caso che le opposizioni scendano in piazza
La Rai deve diventare una dependance di Mediaset, l’azienda del capo del governo. Accade così che Masi rompe la trattativa con Sky, crea un danno al servizio pubblico, dà la colpa della rottura al gruppo di Murdoch, fa finta di ignorare il piano industriale predisposto da Viale Mazzini per gli anni 2008-2010, che giudicava conveniente la presenza sul satellite. Il direttore, senza alcun mandato, o meglio avendo solo quello di Berlusconi, ha deciso che la convenienza improvvisamente scompare. Si chiude così la stagione della Rai, in attesa di nuovi scempi alla ripresa di settembre? Le opposizioni si accontentano di non aver partecipato alla votazione del Consiglio di amministrazione in segno di protesta. Il presidente Rai Paolo Garimberti continuerà nel voto alla “ Arlecchino” (una volta si astiene, una volta vota contro, una volta favorevole). Il presidente della Commissione di Vigilanza, Sergio Zavoli, si limiterà a far conoscere le sue rimostranze attraverso interviste? O non sarebbe il caso che le forze di opposizione si rivolgessero direttamente al paese, ai cittadini, al mondo dell’associazionismo libero, dei sindacati che da soli, dall’interno dell’azienda, battaglie di testimonianza possono al più condurre? Un nuovo movimento dei girotondi? I movimenti hanno le loro stagioni. Niente è riproponibile. Ma ci sono cento e mille modi per manifestare, per aprire una battaglia di civiltà, per difendere la democrazia, per non permettere di manomettere la libertà dell’informazione. Quel “ non lo sopporto” del cavaliere Benito Berlusconi non può passare impunemente. {jcomments on}
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Ultimo aggiornamento (Sabato 08 Agosto 2009 09:54)







