Rai occupata e allo sbando
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Una sfida al Presidente della Repubblica il Consiglio di amministrazione della Rai riunito per le nomine. I Consiglieri di opposizione non c’erano. Le proposte del direttore generale per le nomine dei vicedirettori del Tg1 e di Raduno non corrispondevano in niente ai criteri auspicati da parte del presidente Paolo Garimberti.
Giuseppe Giuletti, portavoce di articolo 21 va giù di brutto: "Il modo in cui oggi la maggioranza del Cda Rai ha proceduto a nominare i vicedirettori dei tg, ignorando la richiesta di affrontare il caso della trattativa con Sky rappresenta una sfida al presidente della Repubblica Giorgio Napoletano. Visto che le autorita' di garanzia sembrano essere già in ferie non ci resta che rivolgerci alla stampa estera che si mostra molto più sensibile alla vera emergenza del nostro Paese. In queste ore – conclude – si assiste ad un salto di qualità da parte del polo unico Mediaset-Rai nella gestione a piacimento del premier di sei reti nazionali".
"E' stata abrogata di fatto la riforma della Rai del '75. Con le nomine di oggi siamo tornati al clima del 1980, quando con un colpo di mano furono promossi direttori e vice fedeli ed osservanti. Allora come oggi si concludeva una stagione di speranza e si apriva una fase di regime". Così il senatore Pd, Vincenzo Vita, della commissione di vigilanza Rai. Tra l'altro, annuncia che " in commissione parlamentare di vigilanza verrà chiesto come mai sono stati indicati con ruoli apicali professionisti esterni mentre vi era una chiara indicazione del giudice del lavoro di reintegrare figure interne gia' provvisti di un ruolo gerarchico adeguato: ad esempio Oliviero Beha, Stefano Gigotti, Gilberto Squizzato e numerosi altri. Per di piu' il Presidente e alcuni consiglieri hanno differenziato il loro voto. La Rai non doveva forse risparmiare?". “ E assai grave – conclude – che il fantomatico Consiglio di amministrazione di oggi non abbia discusso del caso oscuro di Sky, sul quale ancora il Direttore Generale della Rai deve dare una versione plausibile. A meno che la controriforma del servizio pubblico sia arrivata al punto che qualche esponente del governo intervenga direttamente a definire strategie e alleanze dell'Azienda di Stato".
"Uno scandaloso colpo di mano": cosi' Massimo Donadi, capogruppo alla Camera dell'Idv, commenta le nomine. "Il centrodestra- afferma- non ha alcuna remora e occupa militarmente l'azienda, mettendo l'informazione sotto il suo totale controllo e mortificando le professionalità interne. E' chiaro che Berlusconi vuole una Rai asservita per imbonire l'opinione pubblica in un periodo difficile, segnato dalla crisi economica e dalle difficoltà di imprese e famiglie". {jcomments on}
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Ultimo aggiornamento (Venerdì 07 Agosto 2009 19:30)







