Patto di disgregazione
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da Andrea Scarchilli, aprileonline.info - Partito del sud, attacchi leghisti alla scuola e alle forze armate. Ormai la maggioranza di governo ha perso completamente la bussola della visione nazionale. Il centrodestra si conferma come la coalizione dell'individualità spinta, dei sondaggi attraverso cui capire gli umori, anche i peggiori, da assecondare. Ma così si rinuncia alla mission principale della politica e dei partiti, la sintesi.
Nella surreale ridda di dichiarazioni e scontri dei caldi giorni prima della chiusura estiva delle Camere, si può tentare di tirare delle conclusioni mettendo assieme le polemiche che si sono sviluppate, una dopo l'altra, nelle ultime ore. Tutte beghe interne alla maggioranza, tutte sull'asse geografico che ha visto il Meridione sistematicamente, e brutalmente, contrapposto al Nord di cui ormai la Lega si intesta senza indugio la rappresentanza istituzionale.
Non è stato sottolineato un dato che appare emerge evidente dallo sviluppo dei fatti. Si tratta della conferma dell'incapacità della coalizione di governo (Lega nord + Popolo della libertà + Movimento per l'autonomia) di farsi interprete di un'idea unica, unitaria, di interesse nazionale. Tale incapacità si riflette automaticamente sul Pdl, che della maggioranza dovrebbe essere il collante, per diverse ragioni. Sia puramente quantitative (per consenso è il primo partito del Paese), che "geografiche": è l'unico partito della coalizione di centrodestra che presenta candidati in tutto il territorio nazionale.
I fatti. E' in atto una sorta di sommossa interna al centrodestra, con un manipolo di parlamentari e un sottosegretario (il siciliano Gianfranco Micchiché) che minacciano di dare vita a una serie di scissioni a catena per costituire un "partito del Sud" da contrapporre a una Lega nord che, forte del bacino di consenso di cui gode, sta dettando l'agenda all'esecutivo. Per scongiurare il patatrac, il presidente del Consiglio ha promesso per le prossime ore un "piano" che dovrebbe dirottare investimenti per il Mezzogiorno. La trattativa in corso ha partorito una rinascita: la Cassa per il Mezzogiorno di infausta memoria accompagnata, questa volta, da una Banca (sic?). Il leader del Movimento per l'autonomia Raffaele Lombardo, uno dei capi dell'ammutinamento, ha rilasciato - in chiave trattativista - una dichiarazione da tenere a mente: "Se il Mezzogiorno trascina un Partito del Sud e manda a Roma una cinquantina di deputati, anziché 8, 10 o 12, che quando alzano il dito smuovono le cose e cambiano la politica dei governi, si sarà fatta una cosa utile e importante".
Come reazione e in un estremo tentativo di riprendere in mano l'agenda politica del governo e del Paese, la Lega nord ha dato il via a una serie di iniziative. Oltre a chiedere la sospensione delle missioni all'estero dei militari italiani, ha proposto che, all'interno di una proposta di legge in discussione alla Camera, venga inserito l'obbligo, per i docenti, di superare un test di storia, tradizione e dialetto della Regione in cui si vuole insegnare. La deputata che ha fatto la proposta, Paola Goisis, ha giustificato così l'iniziativa: "Noi chiediamo questa cosa proprio per dare agli insegnanti del nord le pari opportunità con quelli del sud, che sono sempre avvantaggiati sia per la laurea che per l'abilitazione, e sono avvantaggiati perché al sud i voti sono gonfiati, per le università, per le abilitazioni, per i master comprati".
Non basta. Si è avuta notizia, oggi, di un'iniziativa analoga in Commissione Difesa, sempre alla Camera. Qui la Lega sta premendo per far discutere subito dopo la pausa di agosto un paio di proposte di legge che mirano a creare una sorta di esercito del Nord. Ecco un passaggio della relazione che accompagna una delle due proposte: "Le regioni del centro-sud e insulari continuano a costituire la stragrande maggioranza delle truppe di Esercito, Marina e Aeronautica militare. In queste condizioni, stante il regime di quote riservate messe a disposizione dei militari volontari in ferma prefissata, è evidente la perdita della rappresentatività nazionale anche nelle Forze di polizia ad ordinamento civile e militare. Stante l'estrema delicatezza della funzione che assolvono, è necessario scongiurare la prospettiva che le Forze dell'ordine siano espressione esclusiva di alcune regioni del Paese, che sono poi quelle a più basso reddito e a più elevata disoccupazione giovanile. Appare quindi necessario correggere la tendenza che si sta affermando nei reclutamenti della Polizia di Stato, dell'Arma dei carabinieri e del Corpo della Guardia di finanza". La Lega, insomma, vuole su queste basi "riequilibrare" la composizione di forze armate e forze dell'ordine. La seconda proposta punta a incentivare l'ingresso nel corpo degli alpini di militari del posto, affinché "sia garantito, nei limiti del possibile, lo svolgimento del servizio in siti prossimi al comune di residenza dei volontari in ferma prefissata, fatte salve naturalmente le circostanze che implichino l'impiego operativo".
Non è un fatto di poco conto che, in due giorni, vengano condotti con tanta disinvoltura attacchi a istituzioni che sono state artefici dell'unità culturale italiana: l'esercito (attraverso il servizio di leva) e la scuola (con l'insegnamento della lingua). Che lo faccia la Lega nord, è solo la conferma che quanti volevano e credevano il Carroccio ormai "rimesso nei binari" delle istituzioni dal premier, avevano evidentemente torto. Dall'altro lato, c'è il tentativo di creare una sorta di Lega sud, riproponendo lo stesso metodo che ha fatto la fortuna di Bossi e dei suoi: l'identità e gli interessi territoriali piuttosto che la sintesi delle necessità collettive, che pure dovrebbe essere il compito della politica e mission principale di tutti i partiti.
Il centrodestra di governo - spesso "letto" secondo attraverso altre lenti, come in quella definizione che lo vuole essere "la coalizione più a destra della storia repubblicana" - è, più di ogni altra cosa, l'alleanza dell'individualità spinta, dei sondaggi attraverso cui capire gli umori che vanno assecondati. Anche in questa concatenazione di vicende emerge l'incapacità di sintesi e la scarsa prospettiva nazionale. Si privilegiano gli istinti, anche quelli peggiori, come l'avversione del Nord verso il Sud, e viceversa. {jcomments on}
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Ultimo aggiornamento (Domenica 02 Agosto 2009 13:33)







