Berlusconi, solo contro tutti
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di Andrea Scarchilli da paneacqua.eu 3 nov 2010 - Non ci sono più solo l'opposizione e i giornali d'area ad attaccarlo. Ormai sparano contro il premier anche Libero e il Giornale, la Confindustria, Fini fa parte della maggioranza, ma è sempre più esplicito contro di lui. E oggi ci si sono messi anche il Copasir, che chiede un'audizione dopo il caso Ruby, e il Forum delle Famiglie, che manifesta l'imbarazzo per la sua presenza al meeting di lunedì. Non è peregrino affermare che Silvio Berlusconi non sia mai stato accerchiato quanto in questi giorni. Non c'è, ormai, un fronte pacifico e affidabile, una stampella a cui il premier può appoggiarsi. leggi tutto
Non lo attaccano, come è fisiologico, solo i partiti dell'opposizione e i giornali "d'area". Ci sono anche ampi settori del blocco sociale che gli hanno tirato la volata due anni fa e che, sempre più esplicitamente, gli si rivoltano contro. Ieri critiche esplicite, insofferenti, dagli editorialisti di "Libero" e del "Giornale". Sabato scorso la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia ci era andata giù pesante, sfoderando termini forti come "pudore" e "dignità". Il divorzio con Gianfranco Fini, e le punzecchiature che sono diventate via via vere e proprie stilettate, è affare che dura da mesi.
Oggi la lista dei dolori del premier si è allungata. Francesco Belletti, presidente del Forum delle associazioni familiari al cui meeting milanese (la Conferenza nazionale delle famiglie) il premier è atteso da lunedì prossimo, ha detto senza mezzi termini all'Ansa: alla luce degli ultimi eventi "questa presenza ci imbarazza, è un fatto delicato. Il dibattito sui comportamenti pubblici e privati del premier non ci vede in sintonia". Gli "ultimi eventi" sono, evidentemente, lo scandalo della telefonata (con annessa menzogna diplomatica) per far trarre d'impaccio la minorenne marocchina, alias Ruby rubacuori, trattenuta in questura perché accusata di furto. In parallelo, monta uno scandalo dalla Sicilia, con un'ex assistente parlamentare del Pdl che ha rivelato - dopo un arresto per traffico di droga - le confidenze di un'amica, in particolare riguardanti le presunti notti a luci rosse nelle ville berlusconiane.
Non è finita qui. Lo stesso scandalo ha messo in moto persino il Copasir, il comitato parlamentare di controllo sui servizi segreti. Il presidente Massimo D'Alema, rispondendo a una domanda nel corso di una conferenza stampa, ha ricordato che il comitato ha chiesto da tempo, formalmente, l'audizione del presidente del Consiglio. Alla luce degli ultimi "sviluppi", D'Alema ha precisato che l'urgenza dell'audizione è aumentata: "Ad occuparsi della sicurezza del presidente del Consiglio sono i servizi segreti e noi intendiamo tornare su questo tema e riteniamo che sarebbe giusto sentire, su questo e altri temi, il presidente del Consiglio".
Una dichiarazione molto istituzionale. Ma a metterci il carico è stato il rappresentato finiano nel Copasir, Carmelo Briguglio. Chiarendo che "la seduta avrebbe una valenza generale, non è prevista un'audizione del presidente del Consiglio sul caso Ruby, non escludendo che il Comitato possa teoricamente rivolgergli anche queste domande, sempre se Berlusconi deciderà di venire", Briguglio ha aggiunto: "Altro è il problema che non riguarda direttamente Berlusconi di come funziona il dispositivo di sicurezza del presidente del Consiglio e del ruolo quantomeno improprio che ha avuto, nei contatti con la Questura, la scorta di Berlusconi, in particolare il caposcorta". "Trattandosi di uomini dei servizi, dell'intelligence - ha concluso Briguglio- credo sia opportuno comprendere alcune dinamiche".
Niente da invidiare, insomma, a uno come Luigi de Magistris, che dichiara "E' positivo che il Copasir si interessi della questione, mentre sarebbe doveroso che il ministro degli Interni Maroni, al Senato, fornisse un chiarimento lucido e imparziale sulle telefonate del premier ai referenti della Questura di Milano per il rilascio e l'affido di Ruby. Un'ipotesi su cui si nutrono scarse speranze visto l'atteggiamento di copertura verso il premier che, fino ad oggi, ha contraddistinto il comportamento di Maroni, il quale non ha stigmatizzato con la dovuta forza le ingerenze dell'esecutivo nell'operato di magistratura e forze dell'ordine in questo ennesimo sexygate".
Alla vigilia della direzione del Pdl, in programma domani, il premier tenta nonostante tutto di resistere. Stando ai rumors, si dovrebbe ribadire la linea dell' "andiamo avanti", indipendentemente da quanto Futuro e libertà deciderà di fare nel weekend: si ventila l'annuncio, da parte di Gianfranco Fini, del ritiro della delegazione governativa. Il presidente della Camera, nel frattempo, ha strappato al Pdl altri due deputati, che sono passati nel gruppo di Fli: Daniele Toto e Roberto Rosso.
Uno stillicidio, insomma, dove l'unico alleato sembra essere il leader leghista Umberto Bossi. Dice il senatur: "Il governo va avanti finché regge...reggerà a lungo". Poi: "Iniziamo a fare il federalismo e poi vediamo. Per il federalismo aspettiamo fine gennaio", ha aggiunto il leader leghista che ha confidato ai cronisti di aver ricevuto "un consiglio da Berlusconi". "Ma non ve lo dico - ha detto - non tradirei mai un amico".{jcomments on}
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Ultimo aggiornamento (Giovedì 04 Novembre 2010 11:59)






