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Areadem, il terzo polo e il lodo Marchionne

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Vita Politica - Cronache e Commenti

franceschini_di Frida Roy, da paneacqua.eu 22 ott 2010 - Bisogna cominciare a pensare al dopo Berlusconi. E l'ipotesi di un governo politico, proposta oggi da Pierferdinando Casini, è un modo per farlo senza aspettare troppo. Per la prima volta il Pd apre all'ipotesi di un esecutivo che non sia solo di transizione, ma che abbia un profilo genuinamente politico da consentirgli di arrivare a fine legislatura. leggi tutto

Un opposto giudizio sul modello Marchionne complica le prove di alleanza tra democratici e Sel.

Vendola dal congresso di Firenze attacca l'Ad della Fiat: non è la modernità "ma una bolla mediatica, che vuole rappresentare il nuovo con la regressione sociale". Da Cortona, al convegno di Area democratica, Dario Franceschini lancia tutt'altro messaggio: "Marchionne -dice- ha lanciato una sfida alla quale non ci si può sottrarre, ha posto un problema reale. Le aziende si spostano dove ci sono le condizioni migliori. Si muovono secondo le regole del profitto". Uno scenario di fronte al quale, avverte, "è impensabile che la risposta sia non fare nulla". Il capogruppo Pd replica indirettamente a Vendola: "Il Paese è bloccato e una parte della sinistra vive questo come un tabù perché pensa ancora alla lotta di classe", mentre invece bisogna abbandonare questo "residuo ideologico". La questione del lavoro, centrale per Pd e Sel, viene declinata in modo ben diverso e non sarà facile accorciare le distanze per sottoscrivere un eventuale programma di governo comune.

Da Cortona, è per bocca del leader di 'Areadem' Dario Franceschini che i Democratici fanno un passo avanti nel definire gli esiti possibili di una crisi di governo. In terra toscana, la fine del berlusconismo (questo il titolo di una delle sessioni di studio di Areadem), sembra più vicina. "Si avvertono le prime scosse del terremoto politico che sarà la fine del berlusconismo. Noi dobbiamo pensare al dopo", premette Franceschini. A cominciare da quel terzo polo che "indipendentemente dalla nostra volontà si sta creando al centro". Del resto, un'alleanza con la sinistra, non sarebbe credibile. "Dove andiamo con Ferrero, Diliberto e Grillo?", si chiede il capogruppo alla Camera dei Democratici che, invece, apre a Nichi Vendola, il quale oggi, sui centristi "ha detto parole importanti".

Con Sel e i 'terzisti', Franceschini immagina la costruzione di "un centrosinistra europeo" che si distingua dalla destra "non perché siamo tutti uniti contro qualcun altro" ma per le parole che dice.

Oggi Areadem propone "una rivoluzione in tre lemmi: regole, merito, mobilità sociale", e risponde alla sfida di Marchionne ("alla quale non bisogna opporre un atteggiamento di chiusura") con una proposta terzista per antonomasia, la cogestione delle aziende da parte dei lavoratori, che è un tabù per una parte della sinistra e per alcuni settori di Confindustria.

Per le regole Franceschini ha sottolineato la loro importanza per assicurare una base certa di convivenza ai vari livelli sociali. Regole, ha sottolineato, 'che vengono vissute da destra con molto fastidio' ed e' 'un fatto molto importante - ha sottolineato - che ci sia una destra che reagisce a questo fastidio': un riferimento che Franceschini ha esplicitamente rivolto a Fli.

Per quanto riguarda il merito Franceschini ha detto che per troppo tempo 'abbiamo lasciato pensare che il merito fosse un valore della destra' noi, ha aggiunto, dobbiamo lavorare per una uguaglianza di condizioni di partenza, ma puntare a valorizzare il merito perche' 'in Italia c'e' sempre qualcuno che ti passa avanti, nell'universita', nella societa' e anche in politica, al di la' del merito'. Ancora sul merito Franceschini ha proposto che la 'progressione degli stipendi non sia piu' legata solo all'anzianità ma anche al merito'.

Sulla mobilità Franceschini ha sostenuto che 'siamo diventati un paese fermo, bloccato, socialmente economicamente, mentre viviamo in un modo in cui cambia tutto'. In proposito ha fatto l'esempio della proprietà della casa che 'per tanti anni è stata spinta come obiettivo primario ma che oggi, rallenta, blocca: io incentiverei invece l'affitto'. Sempre in chiave di mobilità Franceschini ha proposto un anno di 'Erasmus obbligatorio per gli studenti all'estero ma anche all'interno dell'Italia in modo di mescolare e unire il paese'.

"Il problema oggi - ha spiegato Franceschini nella sua relazione - è come tutelare i diritti in un mondo che cambia". E per far comprendere meglio il concetto ha fatto osservare come nel campo del lavoro il modello del posto fisso è sempre meno diffuso. Per Franceschini si tratta allora di prevedere e regolare le forme di mobilità evitando di cadere nella precarizzazione.

In sostanza ha proposto una "base di diritti universale uguale per tutti, una sorta di zoccolo sociale comune che preveda ad esempio un salario minimo stabilendo che sotto quel reddito non puoi guadagnare". Sempre in questa ottica di nuovi diritti Franceschini ha indicato la centralità dei servizi sociali e della loro qualità ma anche di una "pensione di base fiscalizzata uguale per tutti" a cui sommare la pensione dovuta alla contribuzione. "E' un'utopia - si è chiesto - assicurare una base di welfare per tutti? E' un'utopia che lo Stato non lasci solo chi perde il lavoro? E' possibile prevedere una no tax area per la famiglia?".

In sostanza il leader di areadem ha indicato la necessità di lavorare per un progetto sociale per il quale il Pd deve essere in grado di proporre al paese alcune idee che facciano comprendere qual'è il "futuro che vogliamo".

Per quanto riguarda l'attuale fase che il paese vive Franceschini ha detto che siamo in presenza di una "fase di declino del berlusconiano" ribadendo che questa "è la fase più pericolosa, perché Berlusconi non se ne andrà con rassegnazione ma avrà la tentazione di colpi di coda e colpi di mano".

Riferendosi alle notizie sulla riforma della giustizia che il governo vorrebbe varare Franceschini ha sostenuto che "siamo di fronte all'alterazione delle regole" cosa che rappresenta una vera "emergenza democratica". Ulteriore "distorsione" delle regole è prevista da Franceschini nel tentativo di Berlusconi di andare alle elezioni in questo momento "in modo da un lato di coprire il fallimento del governo e dall'altro di procedere alla nomina di fedelissimi". Avvalendosi anche del premio di maggioranza che "fa impallidire la mitica legge truffa".

"Se ci fosse questo tentativo di distorsione noi faremmo appello a tutte le forze politiche e a quelle che ci stanno per fare un governo tecnico e cambiare la legge elettorale prima di andare a votare".

Franceschini ha concluso con un appello a tutto il partito per evitare divisioni 'da regalare alla destra" assicurando che "noi lavoriamo dentro al Pd, quel Pd che aspettavamo da 15 anni". I democratici, ha concluso, devono essere progressisti e dobbiamo recuperare il senso di questa parola affrontando il futuro" . Questa, ha detto Franceschini, è la vera nostra differenza dalla destra: "loro sono fermi al presente, noi proiettati al futuro".

Il riposizionamento al centro di Areadem ha anche un riflesso interno. Orfana dei veltroniani e dei fioroniani, oggi a Cortona la minoranza del Pd era meno numerosa del solito. Colpa dei 75 che se ne sono andati (anche se Bosone è venuto, e forse verranno nei prossimi giorni Biondelli e Lusi), e delle telefonate che sembra siano partite per trattenere gli incerti dal venire a Cortona. Del resto, un pressing in senso contrario è scattato anche dalle fila di Areadem. Alla cornetta finisce pari e patta, anche se Franceschini oggi non ha lesinato toni duri nei confronti degli ex compagni di area, accusati di "volere più scontro nel partito quando invece ci sarebbe bisogno di maggiore unità".

Ma oggi non si parla delle divisioni, anche se a nome dei colleghi, il siciliano Giuseppe Lupo chiede "più ambizione, ruoli e incarichi negli organismi dirigenti" del partito e in sala tutti pensano a una vicesegreteria per Sergio D'Antoni. Ma più delle caselle, oggi contano le intenzioni. Ed è chiaro che i franceschiniani si candidano ad essere il trait d'union con quel terzo polo che un tempo vedevano come il fumo negli occhi. Oggi, del resto, in Areadem non c'è più Fioroni, così le residue cautele nei confronti dei centristi sono cadute.

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