Pdl. Ancora pressioni e intimidazioni nei confronti di Napolitano
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Redazione, fonte delle notizie paneacqua.eu 17 ago 2010 - Questa volta ad attaccare il Capo dello Stato non è il vice capogruppo alla camera, Maurizio Bianconi, uno che a detta dei vertici del Pdl non conta niente (non si sa perchè allora lo abbiano nominato vice capigruppo), ma i presidenti dei due gruppi parlamentare della Camera Cicchitto e del Senato Gasparri.
La loro presa di posizione è una chiara intimidazione nei confronti di Napolitano ed è ovvio che ha l'avvallo del presidente del Consiglio che trovasi in quel Villa la Certosa in Sardegna.
"Ipotizzare governi senza consenso elettorale sarebbe una manovra lontana dal mandato del popolo". "Deve esserci – affermano Cicchitto e Gasparri – un tentativo di riprendere l'azione di governo, ma qualora non vi fossero i numeri, allora si voti". Affermano poi che la dura risposta polemica data da Napolitano a Bianconi sarebbe una "polemica senza fondamento. Nessuno sta forzando e nemmeno pensa di forzare la mano al capo dello Stato." "Ma è indubbio – continuano Gasparri e Cicchitto – che nel nostro sistema bipolare i cittadini trovino sulla scheda anche il nome del premier. E ipotizzare governi tecnici o di transizione senza consenso elettorale sarebbe vista come una manovra di palazzo lontana dal mandato del popolo". "Qualora non vi fossero i numeri per consentire alla maggioranza di procedere sui 4-5 punti, allora la soluzione dovrà essere quella di ricorrere alle urne".
I due capogruppi evidentemente ignorano o non considerazione che esiste una costituzione della repubblica italiana e che una legge elettorale non può cambiare la costituzione. Del resto proprio quella legge elettorale in uno dei suoi articoli dice "fatti salvi i poteri del presidente della Repubblica".
Dagli esponenti dell'opposizione vengono risposte molto ferme e si chiede di cessare le pressioni e le intimidazioni nei confronti del Capo dello Stato. In particolare interviene Famiglia Cristiana. "Disfattista non è chi avverte del pericolo, ma chi è allergico al rispetto di regole e istituzioni". E' quanto scrive Famiglia Cristiana nell'editoriale contro "La politica degli stracci". "La clava mediatica contro chi mette a nudo il re è un boomerang, in un Paese che affoga in una melma di scandali e affari illeciti". "Una politica responsabile – si legge – richiederebbe, da tutti, un passo indietro, prima che il Paese vada a pezzi".
"Il Paese che si avvia a celebrare l'unità d'Italia è stufo di duelli, insulti e regolamenti di conti. Una politica responsabile, che miri al bene comune, richiederebbe oggi, da tutti, un passo indietro, prima che il Paese vada a pezzi, e un'intesa di unità nazionale (e solidale) che restituisca ai cittadini il diritto di eleggersi i propri rappresentanti". Così si esprime Famiglia Cristiana nel Primo Piano che sarà pubblicato nel prossimo numero.
"Dossier, minacce e ricatti velenosi volano come stracci, in un'Italia ridotta alle pezze. Con politici lontani dai problemi delle famiglie, che stentano a vivere – prosegue Famiglia Cristiana – ogni giorno alle prese con povertà e disoccupazione, soprattutto giovanile. Settembre riserverà un brusco risveglio. La ripresa è debole, soggetta alla pesante concorrenza dei nuovi mercati dell'Estremo Oriente. A scuola, anche quest'anno, la campanella suonerà a vuoto per decine di migliaia di docenti precari".
"Anche la questione morale è ormai arma di contesa. Dalla politica 'ad personam' siamo al 'contra personam'. Ma la giusta esigenza di chiarezza vale per tutti. Sia per chi ha la pagliuzza che per chi ha la trave nell'occhio. La clava mediatica (o il "metodo Boffo") contro chi mette a nudo il re è un terribile boomerang. Disfattista non è chi avverte il pericolo e fa appello al senso etico, ma chi è allergico al rispetto di regole e istituzioni", conclude.{jcomments on}
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