Il problema italiano: la cucina di Fini
| Vita Politica - Cronache e Commenti |
di Alessandro Cardulli da Dazebao.org 15 ago 2010 - Il problema italiano: la cucina di Fini. Intanto Maroni e Alfano stracciano la Costituzione. La differenza fra Fini, Maroni e Alfano è presto detta. Quando parla, sia in veste ufficiale che in interviste, il presidente della Camera richiama sempre il valore della Costituzione. Maroni e Alfano, due ministri della Repubblica, invece fanno strame della Carta che regola la vita democratica del nostro Paese. Loro sono incostituzionali per natura, perché è il loro capo che così vuole, non perde occasione per stracciare la Costituzione. leggi tutto
Obbediscono è basta. Si inventano perfino che , dice Maroni, il ministro dell'Interno, "è senso comune che siamo in un regime presidenziale." Ma quando è avvenuto il cambiamento del nostro regime che, carta Costituzionale alla mano, risulta regime parlamentare? Il "senso comune" non è legge, articolo della Carta. Alfano non vuole restare indietro e dice una sciocchezza grande come una casa. Guardate il sottile ragionamento. La Costituzione dice che la sovranità appartiene al popolo, quindi secondo questo genio che per conto di Berlusconi amministra la Giustizia, un " governo che vede all'opposizione chi ha vinto le elezioni viola la Costituzione." Dimentica di dire chi elegge il governo e cioè il Parlamento e se in Parlamento, appunto, quel governo non ha più la maggioranza e, sempre, il Parlamento elegge un altro governo siamo in piena regola con la Costituzione.
Da Pdl e Lega nuovi attacchi a Napolitano
Ma i due ministri, per ordine di Berlusconi e di Bossi,dovevano attaccare il Presidente della Repubblica che ha il difficile compito di far rispettare la Carta. Le elezioni non le decidono il capo del governo e il suo sodale capo della Lega e ministro. Maroni e Alfano hanno obbedito perché questo è il loro " mestiere".
Fini invece obbedisce a se stesso e già questo è un merito per uno che ha diretto un partito come il Msi, credere, obbedire, combattere, diceva il duce. Fini si evolve, magari con ritardo e portando ancor oggi la colpa di aver fatto vincere le elezioni a Berlusconi, di aver accettato di far insieme a Silvio Cesare il partito del predellino. Era chiaro che Cesare voleva essere il conduttore unico e che tutti dovevano convertirsi, assecondare la sua vocazione autoritaria, da moderno fascista.
Pennivendoli di " papi" all'assalto del presidente della Camera
Secondo i media di "papi" Fini avrebbe commesso i più turpi reati, scrivono su di lui pagine e pagine, lo insultano, tentano di di farlo a fetta, cucinarlo a fuoco lento, giorno per giorno. Così vuole il capo di questi pennivendoli e loro obbediscono. Noi la pensiamo diversamente. Per esempio non crediamo che il problema principale del nostro paese sia quello relativo all'acquisto della cucina che sarebbe stato effettuato da Fini e compagna , cucina spedita a Montecarlo per arredare la casa affittata dal fratello della Tulliani. Smentisce chi vende cucine. Non ho mai spedito cucine a Montecarlo. Non solo, in quella casa, quella cucina non entrerebbe mai. Che importa, i "gemelli del bastone", continuano a menare fendenti contro il presidente della Camera, come se niente fosse. Bene: può darsi che Fini ne abbia combinate di tutti i colori ma a noi intanto piace che un politico, per di più arrivato a ricoprire la terza carica dello Stato vada di persona a comprare una cucina, il mobile che più richiama il senso della casa. Ci sono politici che non sanno quanto costano un chilo di pane, un litro di latte, mezzo chilo di spaghetti, tanto per citare prodotti di largo consumo. Magari non mettono mai piede in una metropolitana, in un bus, non fanno una fila alla posta, non sono mai entrati in un pronto soccorso di un nostro ospedale, dove c'è posto, si fa per dire, solo su una barella. In un paese normale la cucina è una cucina. Punto e basta. Da noi diventa l'oggetto di una offensiva che mira a colpire la terza carica dello Stato. Così vuole il padrone, l'imperatore Cesare e così deve essere fatto. Senza rossore, senza vergogna. Perché questi non hanno neppure il senso del ridicolo.{jcomments on}
Usa Google per trovare nel sito altri articoli sullo stesso argomento

| < Prec. | Succ. > |
|---|
Ultimo aggiornamento (Lunedì 16 Agosto 2010 11:34)







