Cronache e commenti

Caliendo è salvo, il governo no. Dissolta la maggioranza.

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Vita Politica - Cronache e Commenti

di Alessandro Cardulli da Dazebao.org 4 ago 2010 - Berlusconi per andare subito al voto. La Camera trasformata in stadio. Pdl e Lega non vanno oltre i 299 voti e restano sotto il quorum di 316 voti. Pesante intervento del ministro Alfano: " La P3 è una costruzione dei pubblici ministeri e della sinistra".

ROMA - Hanno trasformato la Camera dei deputati in una specie di stadio quasi si giocasse una partita di pallone.

Berlusconi ha fatto il suo ingresso quando il dibattito era ormai al termine e la diretta televisiva stava per lasciare l'aula dove si era discussa, fra tanti schiamazzi e tensioni, la mozione di sfiducia presentata dall'opposizione nei confronti del sottosegretario alla Giustizia, Giacomo Caliendo indagato nell'inchiesta sulla P3. La mozione ha raccolto 229 voti a favore ( Pd e Idv), contrari sono stati 299 ( Pdl e Lega), astenuti 75 (Udc, Fli,Mpa, Api). Caliendo salva la poltrona ma la coalizione di governo resta ben di sotto del fatidico 316 che rappresenta la maggioranza dei deputati (630). Una seduta che non abbiamo dubbi a definire politicamente oscena, una umiliazione per l'aula di Montecitorio dove si è dovuto assistere perfino all'intervento del ministro della giustizia, per Angelino Alfano, che difende il suo sottosegretario indagato per violazione della legge sulle società segrete. Ad inchiesta ancora in corso il ministro si lancia contro i magistrati. Senza il minimo di pudore afferma fra le proteste dell'opposizione: " La P3 è una costruzione dei pubblici ministeri e della sinistra". Ma la botta per il governo è di quelle che non si possono nascondere, lasciano il segno, anche se Berlusconi è arrivato in aula con un sorriso che era però più simile a una smorfia. Nella tarda serata, da ambienti vicini al Presidente dle Consiglio è stata fatta circolare la voce che Berlusconi sarebbe intenzionato ad andare al voto al più presto possibile. Lo avrebbe colpito in modo particolare anche l'intervento di Chiara Moroni, figlia del dirigente socialista che si suicidò perchè accusato di aver preso tangenti, che si è dissociata dalla posizione del Pdl criticando aspramente Caliendo.

Cesare saluta col braccio teso
Cesare, come fanno le prime donne, si è "offerto" ai suoi cortigiani, ha fatto dono della sua presenza. Galvanizzati dall'intervento del capogruppo Fabrizio Cicchitto, iscritto alla Loggia P2, uno che se ne intende, che ha usato un linguaggio fra il volgare e il truculento, alla vista del padrone, come nella più troviale,sgangherata curva sud, quella degli ultrà, hanno invocato il nome di Cesare. Lui, con una mossa studiata a tavolino, si è alzato, ha fatto il saluto fascista, ha teso il braccio,si è pavoneggiato guardandosi attorno, mentre i cortigiani gridavano il suo nome e si levava un coretto " duce, duce".I leghisti tanto per non rimanere secondi agli alleati invocavano il nome di Bossi. Segno del clima avvelenato dal nervosismo dei deputati del Pdl, fra i più accesi gli ex colonnelli di Fini, Gasparri e La Russa, un grave episodio avvenuto mentre parlava il capogruppo leghista, Marco Reguzzoni: un berlusconiano ex An, Marco Martinelli, ha lanciato la tessera usata per votare contro un finiano, Aldo Di Biagio, colpendolo alla faccia.

Nervosismo e violenza verbale dei cortigiani

Nervosismo accompagnato da una violenza verbale che ha distinto gli interventi e le dichiarazioni di voti del Pdl e dei Leghisti. Cicchitto ( Pdl, già tessera P2) ha parlato di " un rito tribale grazie a chi almeno una volta al mese deve immolare una persona al giustizialismo.". "Questa deriva – ha detto-viene sollecitata e gestita da Repubblica e da Carlo De Benedetti, che ha ferocia ma non ha carisma personale". L'accusa di " giustizialismo" è stata il filo conduttore della ex maggioranza. Nel merito della mozione neppure una parola. Nessuna risposta, se non l'offesa alla domanda posta dal capogruppo del Pd, Franceschini: "E' possibile – ha affermato-che non si dimetta un sottosegretario alla Giustizia indagato per associazione segreta? In un paese normale ci si dimetterebbe subito. E Di Pietro ha ricordato che Caliendo compariva già nella relazione della Anselmi a nome della Commissione d'inchiesta sulla P2. Il problema è politico e prescinde dai risultati dell'inchiesta della magistratura. E' grave che un sottosegretario alla giustizia faccia pressioni illecite su organi istituzionali." Non chiediamo solo le dimissioni di Caliendo- ha affermato il leader dell'Idbv- ma anche che premier Berlusconi faccia al più presto le valigie. Berlusconi che se ne sta lì, novello Nerone, sulla sua terrazza dorata e con le sue ancelle prezzolate". Per la Lega il capogruppo Reguzzoni si è accucciato davanti al padrone ed ha giurato fedeltà eterna a Cesare ed ha accusato di tradimento gli esponenti di Futuro e Libertà. Da parte dei quattro gruppi che hanno votato per l'astensione due assilli hanno condizionato gli interventi in particolare quelli di Casini ( Udc)e di Della Vedova (Fli): respingere l'accusa di giustizialismo e quella di puntare alla caduta del governo.

Della Vedova (Fli) invita Caliendo ad autosospendersi

"La nostra astensione- ha detto Casini-è figlia di una decisione ponderata e serena. Qui non ci sono manovre di Palazzo. Non decapitiamo gli uomini per qualche voto. E' singolare che ci venga fatta lezione di trasformismo da chi fino a ieri ha cercato di indurci in atti trasformistici per aiutare la maggioranza". Della Vedova annunciando l'astensione del gruppo di Futruro e Libertà ( ci sono due o tre assenti)sottolinea che " Non voteremo a favore della mozione dell'opposizione. La vicenda Caliendo è diversa da quella Brancher e Consentino". Ma si rivolge allo stesso Caliendo invitandolo in modo aperto a valutare se rimettere le sue deleghe". Ancora: " E' molto positivo che su questa posizione vi sia una convergenza tra gruppi di maggioranza e opposizione. E' una novità importante. Non è il terzo Polo, noi restiamo nella maggioranza. Sosterremo l'esecutivo, ma fuori dal perimetro del programma andremo al confronto". E' il segno inequivocabile che la maggioranza non c'è più , è a "brandelli", dice Franceschjni che aggiunge di "non aver paura delle elezioni " e se si andrà alle urne Berlusconi le perderà".

Le feste nel castello di Cesare

Finita la seduta i berluscones si chiudono in trincea, continuano a minacciando le elezioni anticipate mentre Bossi si presenta come l'eroe per aver resistito al voto di sfiducia. Domani nuova riunione a Palazzo Grazioli,diventato la sede ufficiale di vertici del Pdl mentre il castello di Tor Crescenza è la sede delle feste cui Cesare non rinuncia "per affogare disperazione e dispiaceri"dicono alcuni cortigiani maligni. Porta a cena le " sue" parlamentari, le invita nel castello delle meraviglie, a Tor Crescenza.. Racconta barzellette ad una ventina di donzelle cui regala un bracciale con anello, d'oro bianco. Le "berluscones " si sono prodotte in esibizioni canore. Si è particolarmente distinta Alessandra Mussolini. Dicono le cronache che la deputata ex An Paola Frassinetti ha arrangiato una canzone di Riccardo Cocciante "Adesso alzati/da quella seggiola...", un modo chiaro riferimento a Fini. La volgarità e la mancanza di ritegno non mancano nella magione dorata di Tor Crescenza. Non mancano neppure negli interventi dei cortigiani alla Camera. Questo è quello che passa il convento. Domani è un altro giorno. IOl tormentone continua. I problemi del paese sono tutti l,ultimi in ordine di tempo le migliaia di " esuberi" annunciati da Unicredit. " Effetto Marchionne," hanno detto sindacalisti dei bancari. Dei bancari ,non dei metalmeccanici della Fiom.{jcomments on}

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Ultimo aggiornamento (Giovedì 05 Agosto 2010 12:39)

 

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