Pdl. Un covo di vipere con malaffare al seguito
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di Alessandro Cardulli da Dazebao.org 18 lug 2010 - I giornali sono pieni di non notizie e di notizie. Salvo i telegiornali e i giornali radio, di cui poco si parla ma sono ascoltati da milioni di persone, che non solo non danno le notizie ma evitano anche di dare le non notizie. Il pluralismo, a partire dal servizio pubblico radiotelevisivo è meno che un optional, non è. leggi tutto
Solo il Tg3 si fa carico di proporre la diversità di opinioni tanto che chiama uno come Amicone, direttore di Tempi, che ben poco conta nel panorama editoriale, per esprimere una valutazione sulla P3, la cricca e via dicendo. E' come dire piove sul bagnato, lui è proprio un amicone di Cesare e non sgarra. Per non sbagliare richiama la fase famosa: sono quattro sfigati pensionati. Altri che proponevano confronti di opinioni erano Annozero, che il direttore Masi vuole cancellare, e Ballarò con ospiti come Belpietro e Sallusti, il braccio armato di Feltri, che poi si ricevano a casa di Cesare, da Bruno Vespa. Partiamo dalle non notizie. Sono in corso interrogatori di indagati, arrestati, informati dei fatti, tutti della famiglia berlusconiana. Quando escono dall'ufficio del magistrato i loro avvocati sono contenti. Tutto chiarito, abbiamo spiegato, la posizione del mio difeso è chiara, trasparente, meno male che è stato interrogato. Non notizie,ovviamente perché non è mai avvenuto che un difensore dica del suo protetto che si è dichiarato colpevole. Va sempre tutto bene, poi come per Dell'Utri, arrivano condanne pesanti.
Fanno cazzate e sono babbei
Fra le non notizie ci sono anche le notizie. Prendete uno come Sica, ex assessore regionale, coautore del falso dossier contro il compagno di Pdl, Caldoro. Alla fine dice : " Una grande follia. Ho fatto una cazzata". Per uno che Berlusconi aveva raccomandato come assessore al neo presidente della Regione Campania non è poco.Prendiamo un altro, il presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci invischiato in vicende che riguardano l'energia eolica. Ammette di essere un babbeo. Vediamo un altro, quel Cosentino che ha fatto la guerra, in tutti in modi possibili a Caldoro e che è stato dimissionato da sottosegretario per evitare la sfiducia. Lui, anima candida, dichiara: " Non ha mai screditato Caldoro" e fa presente che continua a tenere oil bastone di comando del Pdl in Campania con la fiducia piena di Berlusconi. Ma Caldoro la pensa diversamente e pensa che un ciclo sia finito e che Casentino deve smammare. Insomma tutti gentiluomini nel partito di Cesare, in realtà un nido di vipere con seguito di malaffare, "cricchisti" che spuntano come funghi. Anche dalle non notizie,insomma, si scopre che autorevoli esponenti del Pdl, ai massimi livelli istituzionali, nelle Regioni, negli enti locali, ci sono persone che fanno "grandi follie", "cazzate", se va bene sono " babbei". Poi arrivano le notizie.
Interrogatori che durano ore ed ore
E tutto fango contro di me continua a strillare Berlusconi, ripetono i pappagalli cortigiani che occupano i giornali, tutta una cosa da ridere, gli "sfigati"appunto, ma si da il caso che i protagonisti della commedia, del "castello di carta" destinato a crollare al primo alito di vento , devono aver molte cosa da dire ai giudici: gli interrogatori durano quattro, sei ore, riempiono pagine e pagine. Di che parlano, raccontano barzellette, scherzano e ridono? E gli "sfigati" che hanno da dire a fronte delle intercettazioni? Negano di aver detto quello che è stato registrato? Raccontano che era tutto uno scherzo fatto fra buontemponi? Pare proprio di no, visto che piagnucolano, confermano le loro conoscenze, le frequentazioni con personaggi che ben altre amicizie dovrebbero coltivare. Per esempio il presidente della Sardegna afferma che di Carboni aveva solo sentito parlare in questi ultimi tempi. Ma in che paese ha vissuto fino ad ora, nella Russia dell'amico Putin? Il sottosegretario Caliendo che fa finta di niente, lui non ha mai visto, sentito, promesso. Non si è mai incontrato con nessuno. E Verdini? Un altro bello di mamma sua. Che ne sa di crediti, di appalti, di pranzi, cene? Anemone, Bertolaso e , di nuovo, Cosentino, Brancher, Scajola, tutti poveri cristi. Ci volevano due come Cicchetto, P2, e Gasparri per riportare i fatti a verità. Finirà nel nulla, insiste Cesare e i cortigiani fanno presente che nel nulla finì tangentopoli che però rovinò tante persone per bene. La storia non si ripeterà assicura Cesare. Sono anche bugiardi. A circa 1500 ammontano le sentenze di condanna definitive emesse dai tribunali in quel periodo. Non notizie e notizie raccontano come è stato ridotto il bel paese.
La truffa delle larghe intese
Dovrebbero andare a casa coloro che ne sono responsabili, Berlusconi in primo luogo. No, le anime belle, con Rutelli che entra nel gruppo, Casini che lo aveva già detto, pensano a " larghe intese" per dare un governo forte al paese. Siccome le intese devono essere "larghe" non si può lasciar fuori il Pdl e, per la proprietà transitiva, il noto Cesare. C'è anche chi pensa a Tremonti, un ribaltino. Costui rilascia a Repubblica un'intervista surreale, malgrado Giannini che parla con il ministro ce la metta tutta. Filosofeggia, sfoggia paroloni, pontifica ma non parla di economia, non se ne intende. Elogia, in modo sperticato Berlusconi e Bossi. Si capisce che è lui che tiene la corda tesa fra i due. Fosse loro terrei le mani in tasca. Ma Cesare o Giulio non cambia niente. Si dice dalle nostre parti che se non è zuppa è pan bagnato. L'opposizione farebbe bene a tener sempre presente la saggezza dei proverbi popolari. Purtroppo spesso non lo ha fatto e si vedono gli effetti.{jcomments on}
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Ultimo aggiornamento (Mercoledì 21 Luglio 2010 10:39)







