Berlusconismo. Una rinnovata “questione morale” per sconfiggere la “ cricca”
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di Alessandro Cardulli da Dazebao.org 14 lug 2010 - "Sono quattro pensionati sfigati": chi, riferendosi ad una inchiesta di straordinaria importanza che richiama la vecchia P2, pronuncia queste parole è senza dubbio una persona in confusione mentale, oppure un disperato. Visto che la definizione è di Berlusconi propendiamo per la seconda ipotesi. Intanto il capo del governo inserisce fra costoro anche uno dei suoi cortigiani di più stretta osservanza, coordinatore del Pdl, Denis Verdini. Perché in effetti i soci fondatori della nuova P3 o P2 bis, sono tre molto noti alle cronache giudiziarie come Flavio Carboni, l'imprenditore Arcangelo Martino e il tributarista Pasquale Lombardi che si trovano nelle patrie galere. leggi tutto
Se Berlusconi parla di quattro sfigati se bene quel che dice e non può che riferirsi al "suo" DenisVerdini. Se non fosse alla disperazione e se leggesse qualche pagina delle migliaia che costituiscono faldoni su faldoni con la documentazione delle inchieste in corso forse avrebbe fatto a meno di dire una battuta del genere, una battuta che non fa ridere nessuno è Bondi che, si dice, tutte le mattine riassumerebbe per il capo i fatti del giorno. Poi spetta a Capezzone diffondere le battute del cavaliere e riempire i telegiornali.
Non sarà facile mandarli a casa
Non hanno il senso del ridicolo. Sono alla frutta anche se mandarli a casa non sarà facile. Se mettiamo insieme gli ultimi "casi" troviamo il solito Dell'Utri, Cosentino, che oggi si è dimesso,
Scajola, Caliendo, Cappellacci , ministri, sottosegretari, presidenti di Regione,esponenti di primo piano del Pdl e tanti altri mischiati in vicende non proprio trasparenti e poi corruttori e corrotti di ogni risma, magistrati che non si può dire siano proprio specchiati che però piacciono tanto a Berlusconi, a lui che ogni giorno se la pende con le toghe rosse vanno bene le toghe nere, vanno bene quei giudici che si riuniscono con i suoi cortigiani, quei " cricchisti" che maneggiano nomine ai vertici di istituzioni giudiziarie. Giustamente l'Associazione nazionale magistrati dice che costoro devono lasciare, se ne devono andare a casa, non possono più ricoprire incarichi di naturea giudiziaria. Ma, aggiungiamo, in un paese normale, tutta la " ralui istituzionale", annidata oin posto di governo a vari livelli sarebbe già andata a casa, scomparsa dalle scene politiche, economiche sociali.
Il rischio che tutto passi liscio come l'olio
Qui, in questa Italia devastata dal potere berlusconiano, c'è ora il rischio che tutto passi liscio come l'olio, sopra la testa della gente in questi torridi giorni. Troppe cose sono passate sotto silenzio, l'opposizione ha chiuso gli occhi troppe volte, sono passate sotto silenzia tante, gravi berlusconate. Anche oggi c'è chi dice che attaccare il capo del governo fa il suo gioco, così può fare la vittima. C'è chi dice che presentare una mozione di sfiducia verso qualcuno dei cortigiani colti con le mani nel sacco ricompatta la maggioranza. Ci sono i media, anche quelli non succubi del potere , che mantengono una loro autonomia, che si muovono sulla lunghezza d'onda politichese, che non si scandalizzano di niente anche se esprimono valutazioni critiche che durano lo spazio di un mattino, non diventano senso comune.
Il silenzio del governatore di Bankitalia
Due esempi: la cena a casa di Vespa è finita lì. Sappiamo bene perché il cardinale Bertone si è prestato al gioco di adescamento nei confronti di Casini, così come è noto il ruolo che gioca un banchiere come Geronzi, ma ancora il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, non ha detto perché era presente a quel tavolo dove, contro ogni norma democratica, si discuteva di allargamento della maggioranza, nuovo governo, ingresso del leader dell'Udc. Si potrebbe anche supporre una sotrta di golpe bianco. Secondo esempio: il direttore generale della Rai, Mauro Masi, in ossequio ai dettami berlusconiani vuol fare fare il direttore di Rainews, Corradino Mineo, per sostituirlo con un esterno, un giornalista leghista. E già che c'è pensa bene di fare un "regalino" al capo del governo: cacciare il direttore di RaiDue, Massimo Liofredi colpevole di non aver chiuso "Annozero."
Le nomine Rai le decide il Cavaliere
Naturalmente Liofredi non la prende bene e minaccia il ricorso alla magistratura. Candidamente afferma: " Quando Berlusconi mi chiamò per darmi la guida di RaiDue non mi chiese niente. Disse solo: "Massimo,fai una buona televisione". Poi parla di una cena in casa della Santanché in cui si parla di sostituire Monica Setta al " Fatto Quotidiano" e dice che si oppose. E' normale che il direttore di un programma Rai venga deciso dal presidente del Consiglio che è proprietario, oltre tutto, della televisione concorrente, si fa per dire. O che a casa della Santanchè si discutano organigrammi Rai? Queste piccole e al tempo stesso grandi cose devono diventare battaglia, iniziativa continua , richiamo costante alla opinione pubblica, denuncia continua del degrado che sta facendo sprofondare questo paese, del rischio che la democrazia non sia più avvertita come la bussola cui orientarci sempre.
Legge bavaglio a manovra terreno di scontro
Sarebbe il caso di lasciar perdere le larghe intese, i governi, tecnici, istituzionali, di solidarietà., che lasciano del tutto indifferenti la gran parte dei cittadini per impegnarsi ogni giorno nella denuncia delle malefatte, degli abusi di potere, degli intrighi, degli affari sporchi che sono nel dna del berlusconismo. Legge bavaglio che gli emendamenti non rendono certo potabile, manovra economica che Tremonti sventola come la sua personale bandiera, sono i pilastri di una opposizione che deve ritrovare il gusto della grande politica, che pone una rinnovata " questione morale" come fulcro di battaglia che affrontano problemi concreti, grandi e piccoli, che coniuga libertà e giustizia sociale, diritti e dignità dei lavoratori, diritti della persona, diritto all'informazione,difesa della legalità. Le " cricche", o meglio la " cricca" perché in effetti è una sola, è il terreno di uno scontro epocale che non può essere lasciato ai soli magistrati impegnati in un lavoro difficile, complesso, di grande significato. La partita si gioca da subito. Non c'è più tempo da perdere.{jcomments on}
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Ultimo aggiornamento (Giovedì 15 Luglio 2010 11:44)







