Faccendieri in loggia segreta
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di Alessandro Ambrosin da dazebao.org 13 lug 2010 - Eolico, Una corsa al potere. Politici, imprenditori, giudici, proprio come all'epoca del "maestro venerabile", ecco cosa emerge dagli atti giudiziari sull'eolico che hanno portato in carcere il faccendiere Flavio Carboni assieme all'ex esponente della Dc campana, Pasquale Lombardi e dell'imprenditore napoletano Arcangelo Martino. Si tratta solo della punta dell'iceberg, di una ramificazione dalle radici ben più profonde, che grazie a una rete di rapporti diffusi negli ambienti della politica, della magistratura, della pubblica amministrazione e dell'imprenditoria operava con modalità corruttive cercando di condizionare le scelte politiche del paese. leggi tutto
Tant'è che il gip Giovanni De Donato sostiene che gli arresti potrebbero essere stati molti di più. Almeno questo emerge dall'ordinanza di custodia cautelare del Tribunale di Roma. Sessanta pagine che scottano con tanto di intercettazioni telefoniche e ambientali rivelatesi essenziali per questa indagine complessa, che guarda caso ci fanno capire ancora una volta per quale motivo la maggioranza di governo ha così a cuore il ddl intercettazioni, ribattezzato legge bavaglio, visto che proprio attraverso questo strumento si è potuto far luce su questa vicenda dalle trame oscure, costellata da intrecci inquietanti e finalizzata ad aumentare ulteriormente il potere di una vera e propria loggia massonica a delinquere.
Lombardi proprio per non finire nelle maglie delle intercettazioni ha addirittura cambiato più volte utenza intestandola prima ad un cittadino messicano poi al nipote: "E' un cellulare un poco riservato perchè... per quello che facciamo ogni tanto bisogna cambiare". Ma le cose non sono avvenute per caso, i tre avevano le idee chiare fin dall'inizio.
"Sviluppavano - come riportano gli atti - una fitta rete di conoscenze nei settori della magistratura e della politica, da sfruttare per i fini segreti del sodalizio". E il tutto grazie anche all'attività di un'associazione culturale: il "Centro Studi giuridici per l'integrazione europea Diritti e Libertà", gestita da Lombardi, da Martino con la regia occulta dello spregiudicato Carboni. Associazione che attraverso i convegni organizzati in località di prestigio aveva lo scopo di consolidare i rapporti con il mondo della politica e delle istituzioni. Per l'eolico in Sardegna Carboni tenta di ottenere la nomina, con le dovute rassicurazioni di Denis Verdini, di un suo amico, tale Ignazio Farris a direttore generale dell'Arpa, dal quale avrebbe poi ottenuto l'approvazione nel settore delle energie alternative di un regolamento regionale favorevole ai propri progetti.
Un compito per arrivare all'obiettivo
Insomma i tre indagati si erano organizzati perfettamente. Alla gestione dei rapporti con le personalità politiche ci pensavano Martino e Carboni, quest'ultimo si occupava anche dei legami con l'imprenditoria, mentre a Lombardi erano stati affidati i rapporti con il mondo giudiziario. Il tutto come si legge nell'ordinanza "in un intreccio di interessi condivisi, minacce, benefici procurati o promessi", i quali generavano un potere che di fatto consentiva di fare pressioni nei più disparati organi dello stato per trarre vantaggi.
Attraverso pressioni esercitate sui componenti del Consiglio Superiore della Magistratura, Alfonso Marra veniva eletto Presidente della Corte di appello di Milano nel tentativo di influire sull'esito del ricorso per l'esclusione della lista Formigoni "Per la Lombardia" dalla competizione elettorale. Ma l'esito non diede il risultato sperato e così Lombardi e Martino pressarono, anche qui infruttuosamente alcuni rappresentanti del Ministero della Giustizia.
I tre arrestati hanno tentato l'avvicinamento di giudici della Corte Costituzionale allo scopo di influire sull'esito positivo del giudizio al Lodo Alfano e come contropartita hanno fatto pressioni al fine di ottenere la candidatura dell'on. Nicola Cosentino alla carica di presidente della Campania, architettando strategie diffamatorie per escludere dalla competizione elettorale la candidatura di Stefano Caldoro, individuato dal partito come possibile candidato.
Gli incontri per tale scopo si svolgevano nel Palazzo Pecci Blunt della capitale in piazza dell'Ara Coeli di proprietà di Denis Verdini, ai quali parteciparono più volte assieme a Carboni, Martino e Lombardi anche il senatore Marcello Dell'Utri, l'onorevole Giacomo Caliendo, i magistrati Arcibaldo Miller e Antonio Martone.
Lombardi dice durante una conversazione telefonica a Caliendo: "E poi stasera chiamo Antonio (Martone ndr) perchè abbiamo fatto un discorso anche per quanto riguarda la Corte Costituzionale (...) Amm'fà nu poc'na conta a vedè quanti sonn' i nostri e quantii sono i loro, per cui se ponmm' correre ai ripari, mettere delle bucature, siamo disponibili a fare di tutto".
Ma nell'abitazione romana gli incontri s'intensificano e si aggiungono nuovi nomi come quello del governatore della Sardegna Ugo Cappellacci, Marcello Garau, dirigente dell'Ambiente al Comune di Porto Torres, al quale Carboni promette mari e monti e lui risponde "Sono a tua disposizione", Franco Piga che ha sostenuto vivacemente la campagna elettorale di Cappellacci e che è stato poi ricompensato con la nomina ai vertici dell'Ato appena insediata la nuova giunta e Ignazio Farris, presidente dell'Arpas, al quale proprio oggi è stata revocata la nomina. Il tutto testimoniato dalle intercettazioni telefoniche e ambientali in cui emerge uno stretto sodalizio di potere, non certo occasionale, ma costante e ragionato nel tempo.
Un vorticoso giro di soldi
E poi ci sono i soldi. Denaro che sarebbe arrivato dai sostegni economici che Carboni si era procurato attraverso gli accordi commerciali di alcuni imprenditori. Come con la Kairos 32 srl e con la Sardinia Reneweble energy project srl con sede legale a Forlì a cui fanno riferimento Matteo Cosmi, Fabio Porcellini e Alessandro Fornari. Sono loro che versano soldi il 1 ottobre del 2009 una prima tranche di 2 bonifici da 500mila euro l'uno nel conto corrente intestato a Scanu Concas Maria Laura, moglie di Carboni e nello stesso giorno venivano emessi con addebito dallo stesso conto 39 assegni circolari a favore di Tommassetti Giuseppe, collaboratore di Carboni. Di questi assegni 16 venivano negoziati presso il Credito Cooperativo Fiorentino di Campi Bisenzio, guarda caso la Banca presieduta da Denis Verdini.
E poi un trasferimento di assegni circolari sul conto di Antonella Pau, amica del Carboni, la quale riceve tre bonifici da 997 mila, da 400 euro e da 845 mila. Otto assegni da 12 mila 499 euro finiscono invece sempre nella banca di Verdini. Un giro vorticoso di ingenti somme di denaro che costantemente alimentavano le attività illecite di Carboni e company.
Insomma ci risiamo. Nell'Italia dei misteri ecco ancora una volta l'ombra di una loggia massonica segreta. Propaganda 2, nuova P2 o P3, il nome ha poco importanza perchè dall'indagine partita dalla Procura di Roma la rosa dei nomi si allarga sempre più il governo trema e gli italiani s'indignano. E siamo solo all'inizio.{jcomments on}
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Ultimo aggiornamento (Giovedì 15 Luglio 2010 11:36)







