Intercettazioni. L’indecente Ghedini contro Napolitano. Ma la mobilitazione è solo all’inizio
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di Tommaso Vaccaro da Dazebao.org 3 lug 2010 - All'indomani della straordinaria manifestazione in difesa della democrazia, contro il ddl intercettazioni, lo scatto eversivo della maggioranza di centrodestra si proietta nelle parole di Niccolò Ghedini. In una intervista al Corriere della Sera, la figura mitologica metà avvocato e metà parlamentare Pdl, scaglia la propria furia sul presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, reo di essere intervenuto pubblicamente sul provvedimento 'bavaglio'. leggi tutto
«I commenti del Quirinale sono assai pregevoli – ha detto il legale del Cavaliere – ma c'è un Parlamento, eletto da una quarantina di milioni di elettori: spetta a quest'ultimo decidere. Visto che non siamo in una repubblica presidenziale». Quanto ai rilievi mossi dal capo dello Stato secondo cui vi sarebbero punti critici nel testo sulle intercettazioni approvato dal Senato, Ghedini osserva che questa «è una novità del punto di vista istituzionale» perché «la valutazione del capo dello Stato non è su problemi di natura tecnica. Altrimenti dovrebbe farsi eleggere».
Parole di una sguaiatezza tale da provocare non pochi imbarazzi persino in casa Pdl, dove già volano gli stracci tra finiani e 'realisti', e che suscitano l'indignazione di tutta l'opposizione.
Il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, attacca il parlamentare-avvocato: «Ho letto con imbarazzo da italiano l'intervista di Ghedini. Nessuno può rivolgersi in questo modo al presidente della Repubblica». Bersani che aggiunge: «Si sta superando il segno. Si mettano un attimo al fresco - dice il segretario Pd - e riflettano perché così non si può andare avanti»
A non stupirsi per le parole del legale di Berlusconi è, invece, Luigi De Magistris (Idv). L'eurodeputato dipietrista sottolinea, infatti, come Ghedini ("il vero ministro della (in)Giustizia, l'uomo che per volontà di Berlusconi detiene i fili del progetto piduista di distruzione del sistema giudiziario") «è pronto a tutto, come pronta a tutto è la maggioranza. Di cosa ci si meraviglia allora? Per lui – continua De Magistris – come per l'accolita sbandata che siede al governo, le istituzioni e i garanti costituzionali sono orpelli da azzerare, mentre il dissenso sociale è ignorato o al massimo criminalizzato».
Un'altra esponente dell'Idv come la deputata Silvana Mura, mette l'accento sulla minaccia, nemmeno troppo velata, di Ghedini: «Quando tra le righe gli manda a dire che se il capo dello Stato non firmerà la legge sulle intercettazioni, Pdl e Lega la riapproveranno nello stesso identico testo costringendo il capo dello stato a promulgare la legge».
Intimidazioni a parte, lo straordinario successo della mobilitazione di giovedì, con oltre 22 manifestazioni in altrettante città tra cui Milano, Padova, Torino, Trieste, Latina, Parma, e straniere, come Londra e Parigi, è solo il primo degli appuntamenti di questo mese.
C'è lo sciopero dei giornali e l'oscuramento dei siti internet contro ogni bavaglio, fissato per il prossimo 9 luglio e l'appuntamento lanciato oggi da Articolo21 per il 29 luglio, quando a Montecitorio tornerà il ddl intercettazioni. In quella occasione, chiedono il portavoce dell'associazione Beppe Giulietti e il direttore Stefano Corradino, «in migliaia si ritrovino davanti alla Camera per far sentire la propria voce».
Una lotta che non si ferma, continuano i due esponenti, contro un governo che «riducendo l'uso delle intercettazioni, vuole consentire alle tante cricche di agire indisturbate. Di acquistare e affittare attici al costo di seminterrati, di ridere e speculare sulla tragedia di un terremoto».{jcomments on}
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Ultimo aggiornamento (Sabato 03 Luglio 2010 18:30)







