La Fiat cerca vendetta
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Mo. Ma., da aprileonline.info 23 giu 2010 - La nota ufficiale della Fiat sull'esito del voto sembra aprire la strada all'ipotesi della costituzione di una newco dentro cui far confluire asset e lavoratori che sarebbero sottoposti a un contratto basato su quello previsto dall'accordo separato. Un modello già sperimentato nella vicenda Alitalia-Cai.
La Fiom, di fronte all'inattesa ampiezza del fronte del "No" all'intesa separata, chiede al Lingotto di tornare al tavolo, se, "come dice, ha a cuore lo sviluppo del Paese"
Il referendum tra i lavoratori dello stabilimento Fiat di Pomigliano d'Arco non scioglie i nodi e non convince l'azienda a confermare l'investimento di 700 milioni di euro, che, secondo il piano industriale, dovrebbe produrre la nuova 'Panda' dalla metà del prossimo anno. Il sì delle tute blu all'accordo separato di poco superiore al 60% potrebbe indurre il Lingotto a ripensare il progetto di trasferimento della produzione della 'Panda' dalla Polonia a Pomigliano.
La nota ufficiale della Fiat sull'esito del voto sembra far tramontare lo spettro del piano B, cioè l'idea di prendere la baracca produttiva e spostarla altrove. Si fa strada, invece, l'ipotesi del piano C, con la costituzione di una newco dentro cui far confluire asset e lavoratori che sarebbero sottoposti a un contratto basato su quello previsto dall'accordo separato. Un modello già sperimentato nella vicenda Alitalia-Cai.
Il Lingotto aveva chiesto un plebiscito, una percentuale dei sì intorno all'80%, come condizione per andare avanti lungo il percorso tracciato dall'accordo che la Fiom-Cgil non ha sottoscritto. Una decisione definitiva sul futuro di Pomigliano arriverà nei prossimi giorni. Le decisioni finali dovrebbero riguardare, secondo indiscrezioni, l'entità dell'investimento da parte del Lingotto, che potrebbe essere rivisto rispetto ai 700 milioni di euro inizialmente previsti. In questo caso il futuro dell'impianto di Pomigliano diventerebbe molto incerto.
L'insoddisfazione del Lingotto si evince anche dal comunicato ufficiale dell'azienda. "Fiat - si legge nella nota - ha preso atto della impossibilità di trovare condivisione da parte di chi sta ostacolando, con argomentazioni dal nostro punto di vista pretestuose, il piano per il rilancio di Pomigliano. L'azienda - aggiunge la Fiat - lavorerà con le parti sindacali che si sono assunte la responsabilità dell'accordo al fine di individuare e attuare insieme le condizioni di governabilità necessarie per la realizzazione di progetti futuri".
Le incertezze sulla produzione della Panda a Pomigliano mettono in allarme i sindacati che hanno condiviso il piano proposto dall'amministratore delegato Sergio Marchionne. E lo stesso Governo, che chiede all'azienda di confermare l'investimento. "Fiat deve rispettare l'accordo - dice il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi - non voglio nemmeno pensare a un'ipotesi diversa. Non ce ne sono le ragioni e sarebbe un'ipotesi assurda, molto grave".
Il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, invita l'azienda ad andare avanti con chi ci sta. "Noi non possiamo che supportare e apprezzare le posizioni espresse della Fiat - afferma Marcegaglia - siamo soddisfatti che l'azienda voglia andare avanti con la maggioranza dei sindacati e dei lavoratori che hanno deciso di sostenere la Fiat e condividere la sua iniziativa".
La Fiom prende atto delle decisioni della Fiat di voler continuare a lavorare per i "progetti futuri" su Pomigliano con i soli sindacati che si sono espressi per il sì all'accordo ma, di fronte all'inattesa ampiezza del fronte del "No" all'intesa separata, chiede al Lingotto di tornare al tavolo. Da parte dei metalmeccanici della Cgil, in ogni caso, non ci sarà alcun boicottaggio volto ad ostacolare piani Fiat in Campania: "Noi facciamo gli accordi alla luce del sole e se non li troviamo scioperiamo: altre cose non ci appartengono, né nei linguaggi né nei comportamenti' assicura il segretario generale, Maurizio Landini che nel primo pomeriggio convoca una conferenza stampa "per ringraziare i lavoratori di Pomigliano che con il loro voto hanno dimostrato una responsabilità e una dignità che deve far riflettere tutti". Innanzitutto la Fiat se, "come dice, ha a cuore lo sviluppo del Paese" sostiene il neo leader delle tute blu Fiom che, mentre parla, apprende del comunicato della Fiat in cui si annuncia l'intenzione di voler continuare a lavorare con le sole controparti che si sono assunte la responsabilità dell'accordo.
"Prendiamo atto della decisione della Fiat, ma non crediamo che sia la soluzione migliore" commenta Landini che ribadisce: "gli atti condivisi sono meglio degli atti di forza" e, dunque, la soluzione migliore per tutti sarebbe quella di sedersi di nuovo attorno ad un tavolo. E, considerata la risposta dei lavoratori, di sgomberare il campo da quelle parti dell'accordo che limitano i diritti e le tutele dei lavoratori, perché, ripete ormai da settimane, "gli obiettivi di produzione che si è data l'azienda si possono raggiungere applicando il contratto di lavoro e, dunque, con il consenso di tutti" così come chiede il Lingotto.
Il risultato del referendum, dunque, viene accolto con soddisfazione dalla Fiom che si ricompatta anche con la linea della Cgil. "La posizione espressa questa mattina dalla Confederazione evidenzia che non ci sono distanze' precisa Landini commentando le dichiarazioni del vice-segretario generale, Susanna Camusso, secondo la quale il voto al referendum 'nella sua articolazione tra sì e no, dice che ci vuole una soluzione condivisa' e che ci sono 'i sì per il lavoro e i no per non cancellare i diritti". Il segretario Fiom rivolge invece un appello alle forze politiche "quelle che parlano senza sapere di cosa parlano". Soprattutto, sottolinea, "quando parlano di assenteismo. E' bene sapere che i dati che vengono riproposti sono precedenti al 2005. Ora la fabbrica è una realtà completamente diversa, fatta di giovani che vogliono lavorare".
Secondo il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, "mi pare ci siano tutte le condizioni affinché il piano possa andare avanti, le condizioni per questo investimento. La Fiat non scherzi. Ha un piedistallo importante di consenso su cui costruire le basi della produzione qui a Pomigliano". Sulla stessa lunghezza d'onda il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti: "Credo che l'opzione che si presenta a Fiat sia quella di confermare la validità dell'accordo e, quindi, l'investimento da realizzare nei prossimi mesi per trasferire la produzione della Panda nello stabilimento di Pomigliano".
Preoccupazione viene espressa dalla Fismic, secondo cui il risultato del referendum "non sarà purtroppo sufficiente a far mantenere l'impegno di investire in quello stabilimento 700 milioni di euro"; mentre per l'Ugl "la percentuale dei sì è alta e, quindi, sufficiente per portare avanti il progetto della nuova Panda". Il sindacato polacco si dichiara infine "stanco" delle voci che alimentano l'incertezza tra lo stabilimento italiano di Pomigliano e quello polacco di Tychy, perché la decisione di scegliere l'Italia è stata presa "tempo fa" e ora "si sta giocando".{jcomments on}
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Ultimo aggiornamento (Giovedì 24 Giugno 2010 13:19)







