Pomigliano. I kapò a caccia del voto
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di Alessandro Cardulli da Dazebao.org, 22 giu 2010 - Pomigliano. I kapò a caccia del voto. Giornata nera per la democrazia. Le anime candide e belle che anche mentre i lavoratori della Fiat di Pomigliano stanno votando per il referendum-ricatto fanno propaganda per il sì avrebbero dovuto fare un salto in fabbrica e forse avrebbero cambiato opinione. Nei confronti di chi era chiamato al voto è stata esercitata una pressione violenta, intollerabile in un paese che vuole dirsi ancora democratico. leggi tutto
La libertà delle persone calpestata. La fabbrica come un lager. Ci riferiamo naturalmente non ai ministri come Sacconi, Brunetta che fanno il loro mestiere, per conto di Berlusconi che è quello di guastatori della Costituzione, colpendo nel mucchio, articolo per articolo da smontare, eliminare, a partire da tutto ciò che riguarda i diritti , quello di sciopero in primo piano.
Il balbettio di dirigenti del Pd
Pensiamo ai vari Fassino, già segretario del Pd, Fassina ,responsabile economia del Pd, i quali definiscono " strategico" il piano presentato da Marchionne e auspicano che il sì abbia una larga maggioranza, altrimenti l'amministratore delegato della Fiat potrebbe "disdire" l'investimento previsto. O anche al vicesegretatrio del Pd, Enrico Letta che, non più ragazzino, crede ancora ai maghi e alle fate, quando afferma che " questo accordo deve restare unico, non ripetibile". Sulla stessa linea Bersani, il quale dice che "l'investimento dev'essere incoraggiato, ma non se ne faccia troppo sbrigativamente un modello." E D'Alema., bontà sua, afferma che l'accordo "contiene alcuni punti discutibili che non possono diventare principi di carattere generale e che la Fiat voglia correggerlo nell'attuazione pratica".
Sa bene che non sarà così e che imprenditori grandi e piccoli non vogliono essere secondi a nessuno: quello che vale per Marchionne deve valere anche per loro. Pensiamo anche a editorialisti "illuminati", come Pirani il quale, forse non ha ben letto il testo predisposto dall'ad della Fiat: l'editorialista di Repubblica minimizza il problema del diritto di sciopero che viene messo in discussione. In fondo, dice, si tratta di una sorta di autoregolamentazione come avviene per i servizi pubblici. Fortunatamente nella stessa pagina, dello stesso giornale Stefano Rodotà parla di un attacco al diritto di sciopero e alla Costituzione fra i più gravi nella storia di questo paese. A Pomigliano va in scena uno spettacolo fra i più avvilenti, una ferita inferta non solo al sindacato, alla Fiom.
Il Dvd che fa propaganda per il sì
Non è tollerabile che i lavoratori non siano lasciati liberi di votare come meglio credono. Capi, capetti, kapò, meglio dire,chiamano uno per uno, scende da Torino, un numero due o qualcosa di simile, si piazza ai cancelli. Dagli schermi collocati nei punti ristoro viene diffuso un dvd che " spiega" il valore dell'accordo. Si fanno circolare liste di proscrizione dove sarebbero inseriti i nomi di chi si ha avuto la dabbenaggine di rendere noto che voterà per il no. La Fiat torna ad esercitare il mestiere di tanti anni fa, le schedature, per il quale è anche finita nelle aule giudiziarie.
Marchionne pretende il trionfo
Viene anche indicato a che altezza deve restare l'asticella per consentire il trionfo richiesto da Marchionne:il minimo è all'incirca dell'85% di sì. Altrimenti può scattare il piano C. Non è un caso che sia stato diffuso, certo in modo non ufficiale, proprio alla vigilia del referendum, un piano che elimina i contratti. Ogni lavoratore dovrà sottoscrivere il testo dell'accordo, punto e basta. Quanto sta accadendo a Pomigliano,. Qualsiasi sia l'esito del voto, non ha uguale nella storia della nostra democrazia. I lavoratori ne hanno viste tante, hanno subito discriminazioni pesanti, hanno dovuto lottare per conquistare diritti di libertà, hanno lasciato sul campo morti, feriti, arresti, per difendere la dignità del lavoro , della persona: a Pomigliano. Campania, Mezzogiorno sempre più disastrato dal punto di vista economico e sociale, è stata calpestata da manager arroganti, da ministri schierati con i padroni, da un governo che non ha mosso un dito a difesa dei lavoratori, da sindacati come la Cisl, l'Uil, incapaci di guardare fuori dal loro orto, dal maggior partito di opposizione, il Pd, incapace di scelte chiare invece del solito " sì, ma" che va bene a tutti. Fa venire vi brividi al solo pensare che mentre a Pomigliano vengono umiliati migliaia di lavoratori e le loro famiglie nel Pd ci si balocchi a discutere se si può e no usare ancora la parola " compagno".{jcomments on}
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Ultimo aggiornamento (Martedì 22 Giugno 2010 17:48)







